Rosneft afferma che l’instabilità del Venezuela è “temporanea”

Mision Verdad 6 febbraio 2019

La situazione politica del Venezuela sul fronte estero ha diviso le relazioni internazionali tra i Paesi che impediscono o meno un intervento contro il Paese e il cambio di regime. Di conseguenza, il Paese e la posizione del governo del Presidente Nicolás Maduro sono il punto di maggiore contraddizione nella disputa globale, e questo spiega l’iperpropaganda sul caso venezuelano ponendo il potere politico del Chavismo come un caso isolato. Nel frattempo,Stati Uniti e certi loro alleati cercano di plasmare il governo parallelo e artificiale di Juan Guaidó. Il Venezuela è stato anche oggetto di un’operazione psicologica su larga scala, in cui all’interno e in particolare all’estero c’è un’enorme campagna di disinformazione che tenta di presentare il Presidente Maduro e il suo governo come “criminali” e allo stesso tempo “sconfitti”. In tale narrazione, Juan Guaidó è partecipe, incoraggiando il conflitto e cercando di alleviare la base dell’opposizione, segnalando presunte conversazioni cogli alleati del Venezuela, Russia e Cina, che secondo Guaidó “sarebbero andati via lasciando solo” Maduro. Tuttavia, Reuters recentemente rivelava una dichiarazione del maggiore produttore di petrolio russo Rosneft sulle prospettive in Venezuela. Questo smantella la narrazione imposta alla nazione caraibica. Secondo la Reuters, Rosneft afferma che l’attuale sconvolgimento politico in Venezuela sarà “solo temporaneo”, osservando che il Paese ha ridotto il debito con quella compagnia. Rosneft indicava che si aspetta che la produzione di petrolio totale in Venezuela aumenti nel 2019.

Elementi in dettaglio
PDVSA ripaga i debiti a Rosneft con forniture di petrolio. Reuters indicava che una presentazione sul sito web, Rosneft osservava che l’importo del debito della PDVSA con Rosneft era di 2,3 miliardi di dollari, diminuzione significativa rispetto a 3,1 miliardi di debito che la compagnia petrolifera statale con la compagnia russa aveva solo tre mesi prima. I russi non prevedono una diminuzione della produzione di petrolio nei loro programmi in Venezuela quest’anno, il primo vicepresidente di Rosneft, Eric Liron, dichiarava a Reuters in una conference call ribadendo che la compagnia vede la situazione attuale in Venezuela come “temporanea”. L’impegno di Rosneft in Venezuela è chiaramente collegato e perfezionato attraverso l’attuale relazione tra Caracas e Mosca, una relazione che non darà alcuna base a un eventuale cambio di regime statunitense in Venezuela. È anche evidente da parte di Rosneft la fiducia nell’amministrazione del governo venezuelano di manovrare contro l’assedio al Paese attraverso sostegno ed sforzi di un gruppo di entità e Paesi, tra cui il Cremlino, per favorire la diminuzione dell’attuale crisi del conflitto in Venezuela e impedire che si arrivi a situazioni di guerra. La recente confisca de facto della filiale della PDVSA negli Stati Uniti, CITGO e l’esclusione del Venezuela dai mercati petroliferi statunitensi, nonostante l’evidente danno che avrà per l’economia venezuelana, potrebbe anche avere l’effetto lo Stato venezuelano approfondire le relazioni cogli alleati, e su questo punto si estende il raggio di manovra di Rosneft in Venezuela. La Banca Centrale recentemente lanciava un nuovo sistema di cambio che faciliterà notevolmente lo sviluppo degli investimenti esteri.
Il Venezuela è un centro di interesse geopolitico per le enormi riserve di petrolio certificate da oltre 300 miliardi di barili. Il maggiore del mondo. Ma in realtà, tale calcolo nelle riserve si trova nel fattore del recupero del petrolio del 20%. Venezuela e Cina sviluppano nuove tecnologie per l’estrazione di petrolio extra-pesante venezuelano e cercano di portare il fattore di recupero del petrolio al 40%. Ciò significa che le riserve venezuelane potrebbero essere catalogate, a medio termine, in almeno 500 miliardi di barili di greggio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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