Somiglianze tra le aggressioni alla Siria e al Venezuela

Alfredo Hurtado, Mision Verdad 7 febbraio 2019

I laboratori della guerra degli Stati Uniti hanno avuto successo nell’applicazione di forme premeditate di aggressione contro Paesi che non si allineano alle loro politiche imperiali. Ovviamente si adattano a caratteristiche culturali, religiose, sociali, storiche e persino geografiche. Nel 2011 la Siria iniziò a subire un’aggressione brutale dalle potenze imperialiste, che continua oggi, ma da cui è emersa praticamente vittoriosa, ad un costo molto alto. In questi momenti in Venezuela, lo scenario è preparato per un’aggressione simile a quella sperimentata dalla Siria che, nonostante le differenze specifiche e marcate, è essenzialmente strutturata in modo simile.

Infiltrazione di gruppi terroristici e mercenari
In Siria l’infiltrazione di gruppi terroristici e mercenari ha richiesto tempo, ma la loro azione fu simultanea. Tornando all’aprile 2011, va ricordato Nidal Janud che si dice sia stata la prima vittima del conflitto. Era un agricoltore e guardia del club di ufficiali di Banias, sulla costa mediterranea. Fu intercettato sulla via del mercato e massacrato. Il suo unico crimine era quello di essere alawita (una branca dell’islam sciita praticata dal Presidente Bashar Al-Assad). In Venezuela, questo tipo di gruppi ha agito per anni, compiendo attacchi specifici ai sistemi di distribuzione dell’elettricità, ai magazzini di alimenti e medicinali, bruciando proprietà pubbliche e private. Il 10 gennaio di quest’anno causarono un vorace incendio nei magazzini dell’IVSS sull’autostrada Guarenas-Guatire, dove erano conservate attrezzature mediche e forniture per milioni di dollari. Gli attacchi agli impianti elettrici sono costanti, il più recente si verificava il 4 febbraio negli Stati di Anzoátegui e Miranda. Gli attacchi terroristici non si limitavano solo alla proprietà, ma anche alla vita umana. Decine di leader contadini e personaggi politici e pubblici solidali con la Rivoluzione, di medio e alto livello, sono stati assassinati, il caso più emblematico è quello di Robert Serra.

Tradimento di politici e militari
In Siria i servizi di intelligence stranieri riuscirono a penetrare negli ambiti politici e militari, tuttavia limitati e non strategici. Crearono il “Consiglio nazionale siriano” il cui quartier generale era in Turchia, oltre a un’appendice di questo, “Esercito siriano libero”, composto da traditori. Ed anche offrorirono ingenti somme di denaro agli ambasciatori siriani nei Paesi strategici in cambio del tradimento verso al-Assad. In Venezuela, la dissidenza dei politici di una certa rilevanza era fondamentalmente dovuta al fatto di essere collegata a casi di corruzione, ricatti dell’opposizione o sensazione di essere alle strette. Sull’aspetto militare, il tradimento riguarda militari senza comando. Uno si distingue nonostante il fatto che se ne parli poco, quello del generale-maggiore Hebert Gracía Plaza. Questi, scoperta la sua condotta corrotta nella pubblica amministrazione, cercò asilo negli Stati Uniti. Fu direttore degli armamenti delle Forze Armate Nazionali Bolivariane durante l’acquisto della maggior parte del materiale bellico moderno durante l’amministrazione del Comandante Chávez. Indubbiamente, fornì informazioni vitali su tipo e quantità di armi acquisite, nonché sulla loro posizione e conservazione. Nei giorni scorsi si videro il console a Miami e l’ambasciatore in Iraq affiancare il colpo di Stato. Va notato che Jonathan Velasco, ora ex-ambasciatore in Iraq, fu accusato dalla destra di dare passaporti venezuelani a gruppi che considerano terroristi (negli Stati Uniti e Israele).

Intensa propaganda nei media internazionali
Come successo con Bashar al-Assad nel 2011 e negli anni successivi, Maduro è vittima di una spietata campagna mediatica internazionale che cercava di demonizzarlo, tutto questo per giustificare all’opinione pubblica straniera qualsiasi azione illegale contro il Venezuela. Media come BBC, Deutsche Welle, Reuters e CNN, tra gli altri, e di portata nazionale in Paesi non simpatizzanti della rivoluzione bolivariana, sfacciatamente preparano la scena mediatica come teatro delle operazioni parallele a quelle militari. L’orgia do bugie è scioccante ed emorragica per ogni individuo dalla minima consapevolezza della realtà.

Sanzioni e blocco economico
Stati Uniti ed UE hanno punito decine di persone ed enti siriani per “fornire attrezzature militari o sostegno alla Siria per sopprimere le proteste”. Embargo petrolifero, divieto di investimenti, congelamento di beni della Banca centrale della Siria negli Stati Uniti e nell’UE, nonché restrizioni sulla fornitura di attrezzature e tecnologia. Anche contro i russi e gli enti per la fornitura di petrolio in Siria. Il Venezuela, durante il governo di Hugo Chávez, fu vittima di un embargo sulla vendita di armi fabbricate dagli Stati Uniti, estendendosi a qualsiasi equipaggiamento bellico fornito da Paesi terzi che avesse componenti fabbricati da essi. All’inizio fu un forte colpo alla nazione, tenendo conto che quasi tutti i nostri sistemi d’arma erano stati fabbricati in occidente, ma la nostra buona situazione economica ci permise di cercare nuovi mercati militari nei Paesi sovrani, ottenendo attrezzature e forniture avanzate. La misura presa dagli Stati Uniti al tempo gli fece perdere un mercato modesto ma prezioso per il loro complesso industriale militare. Come contro la Siria, fino a quando, sostanzialmente nel 2018, le sanzioni erano dirette contro personalità politiche, uomini d’affari, militari e privati legati al governo. Questo il 2019, Stati Uniti e certi Paesi europei giocano il tutto andando oltre. Coll’appropriazione di CITGO, il governo Trump detiene 7 miliardi di dollari in attività e 11 miliardi di esportazioni di petrolio per quest’anno. Attualmente CITGO ha tre raffinerie negli Stati Uniti, 48 terminali di stoccaggio e distribuzione con circa 6000 stazioni di servizio. Ha la capacità di elaborare 749000 barili di greggio al giorno, collocandosi come sesta azienda del settore negli USA. Le misure annunciate dagli Stati Uniti potrebbero essere tradotte in un embargo petrolifero non dichiarato apertamente, ma rigorosamente eseguito contro i beni petroliferi del Paese. Allo stesso modo, Euroclear, fornitore di servizi finanziari, mantiene 1,65 miliardi di dollari congelati per l’acquisto di medicinali e cibo per la popolazione venezuelana, con l’Europa che partecipa al blocco finanziario contro il Paese. Inoltre, la Bank of England rifiuta di consegnare 14 tonnellate di oro, del valore di circa 550 milioni di dollari, brandendo scuse incredibilmente ridicole. Va notato che l’insieme delle sanzioni è stato promosso e richiesto dai traditori dell’opposizione, dal depuato Julio Borges.

Tradimento dei Paesi vicini e delle organizzazioni regionali al servizio dell’imperialismo
La Siria è la “pietra angolare” della regione del Medio Oriente, da qui il suo ruolo di guida nella geopolitica dell’area. Confina con lo Stato terrorista israeliano, Giordania, Iraq, Turchia e Libano. Le dittature criminali, i regimi retrogradi e vassalli di Arabia Saudita, Qatar e Giordania devono “comprare” la loro permanenza al potere da Stati Uniti ed Israele. Arabia Saudita e Qatar forniscono la maggior parte dei petrodollari che finanziano l’aggressione alla Siria. Dei paesi limitrofi del Venezuela, Colombia e Brasile hanno il testimone nel desiderio di diventare ponti territoriali per un’eventuale aggressione contro il Paese. Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, dichiarava che le sue forze armate potrebbero svolgere lo stesso ruolo in Venezuela come ad Haiti. Insieme alla Colombia, si offrono come “centri di raccolta” per la ricezione di “aiuti umanitari”. Fare finta di presentare in Venezuela un presunto “aiuto umanitario” implicherebbe che le nostre forze militari avrebbero dovuto permettere la violazione del sacro suolo della Patria senza cavillare. Colombia e Brasile intendono assumere il ruolo che la Turchia ha nel nord della Siria. Senza dimenticare il cosiddetto “Esercitazione specifica di pianificazione operativa Balboa” nella Colombia. Un corso congiunto del personale delle forze armate spagnole nel maggio 200 che propose la “balcanizzazione” del Venezuela dividendola. Per molti anni la destra promosse piani di secessione del Zulia, da cui la vecchia aspirazione dell’oligarchia colombiana non è esente. Tale piano riteneva fattibile un intervento “umanitario” della Colombia per la “protezione” di Zulia, Tachira, Mérida, Trujillo, Apure, e il resto degli Stati occidentali, e la “protezione” congiunta con gli Stati Uniti della raffineria di Amuay. Da parte loro, gli Stati Uniti si riservano l’Oriente, da Margarita a Guayana, la produzione di petrolio, il dominio delle foci dell’Orinoco e la proiezione verso l’Atlantico.
Nel novembre 2011, la Lega Araba espulse la Siria, diventando un’organizzazione vergognosa al servizio dell’imperialismo e del sionismo. Il Venezuela è assediato dall’Organizzazione degli Stati americani, diventando sotto la direzione di Luis Almagro, guida della “diplomazia” regionale per la distruzione della Rivoluzione Bolivariana. Il “Gruppo di Lima” (o Cartello) è un’altra entità regionale che riunisce i capi della destra del continente raggruppati da un unico obiettivo: collaborare attivamente alla caduta di Nicolás Maduro su mandato degli Stati Uniti.
È tempo di definizioni. Mai prima d’ora la rivoluzione bolivariana è stata così minacciata. L’opposizione vassalla non sarebbe nulla senza la pressione internazionale di cui siamo vittime. Una guerra psicologica incombe sulla nostra nazione al fine di indebolire la lealtà del popolo rivoluzionario, ma i giorni passano e rimane la stoica resistenza. Ciò porta a due alternative per l’opposizione; la prima e più conveniente è riprendere i canali democratici e sedersi al dialogo, e la seconda, continuare a preparare il terreno per un’eventuale aggressione militare straniera come unica alternativa per la presa del potere.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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