Sayad Nasrallah: il nostro asse è sulla strada della vittoria

Dr. Muhamad Abdu al-Ibrahim, Syria Times, 07 febbraio 2019

Il Segretario Generale di Hezbollah, Sayad Hasan Nasrallah, parlava del 40° anniversario della rivoluzione islamica in Iran, salutando l’anima del grande Imam Ruhollah Khomeini ed elencando i principali sviluppi verificatisi in Iran su vari livelli dopo la rivoluzione. “Parliamo dell’Iran perché è il 9° su 13 Paesi ad influenzare gli sviluppi mondiali. Fu governato da un dittatore oppressivo che si soprannominò “re dei re”, escludendo la cultura religiosa e islamica del Paese e che sottopose agli Stati Uniti permettendogli di derubarlo del petrolio e di avervi il pieno controllo con 60000 consiglieri statunitensi che guidavano l’Iran di Pahlavi, il loro poliziotto del Golfo e legato strategicamente ad Israele, cui persino dava il petrolio dell’Iran gratuitamente…” aveva detto Sayad Nasrallah, aggiungendo, secondo una traduzione di Sara Taha Moughnieh, al-Manar TV, “l’Imam Khomeini, il grande e significativo religioso dal carattere coraggioso, dal cuore che non conosceva la paura e dalla determinazione che non poteva essere minata, uscì all’inizio degli anni ’60 dopo aver seguito gli eventi, pianificato una rivolta, affrontando lo Scià che si preparava a firmare un accordo con Israele che avrebbe distrutto l’Iran economicamente. Questa è la rivoluzione che oggi celebriamo nel suo 40° anniversario,iniziata con un uomo che si oppose per il bene di Allah e senza alcun beneficio egoistico o materiale per sé”. “Quegli uomini che guidarono la rivoluzione subirono torture, prigionia, oppressione, esilio e omicidio, ma non si arresero. Invece, l’Imam parlò contro la relazione con Stati Uniti ed Israele e sottolineò l’importanza della causa palestinese. Parlò anche dell’agricoltura distrutta dallo scià, di corruzione, fame, privazioni, povertà, malattie…” “L’11 febbraio 1979, la rivoluzione trionfò e i consiglieri statunitensi e israeliani sono stati cacciati dal Paese quando l’allineamento fu abbandonato e la vera indipendenza raggiunta, e dopo 40 anni è ancora preservata, rendendo l’Iran avanguardia dei Paesi indipendenti nella regione”, spiegava sua eminenza. Continuava: “Si opposero di fronte alla guerra globale di 8 anni intrapresa contro di loro sotto la guida di Stati Uniti, Unione Sovietica e Stati arabi e del Golfo. Trionfarono ed iniziarono a ricostruirsi”. In questo contesto, Sayad Nasrallah dichiarava una serie di sviluppi impegnativi raggiunti dall’Iran in questi 40 anni.
– Dopo la vittoria, la popolazione dell’Iran era di 30 milioni, oggi è do 80 milioni.
– Durante il regno dello Shah, l’Iran non aveva alcuna posizione sulle produzioni scientifiche, oggi l’Iran è il primo nella regione e il settimo nel mondo per le invenzioni, e sedicesimo nel mondo per istruzione.
– Dopo la vittoria, l’Iran aveva 232 università e istituti scolastici, oggi ne ha oltre 3000.
– Ci sono oltre 200000 intellettuali e 80000 professori universitari, come gli studenti universitari, che sono oltre quattro milioni.
– L’analfabetismo tra gli adulti è scomparo al 100%. 107000 testi sono stati pubblicati nel 2018 e ci sono 8000 le autrici.
– Dopo aver importato il 70% del fabbisogno di farmaci in passato, oggi l’Iran ne produce il 97%, è undicesimo a livello mondiale nella produzione di farmaci e si colloca al primo posto in Medio Oriente nella produzione di vaccini e sieri.
– L’Iran oggi produce oltre il 95% delle armi per la difesa e ne esporta per cinque miliardi di dollari.
Sua eminenza spiegava che “Non nega che la povertà esista in Iran, che tra le diverse ragioni in cima vi sono sanzioni e divisioni interne, ma dobbiamo essere equi nei dati che presentiamo, specialmente per l’Iran che si trova nell’oriente asiatico del mondo arabo ed islamico che importa gran parte dei beni, e tutto ciò è il risultato di grandi sforzi, sacrifici e perseveranza”. “Questa rivoluzione riportò in vita la religione, non solo l’Islam, ma la fede del popolo in se stesso, in Dio e nelle equazioni divine, e nel potere di portare alla vittoria”, aveva detto Sayad Nasrallah. “Ciò che ho menzionato sono fatti, anche se la maggior parte dei media internazionali cerca di sfigurare l’immagine dell’Iran, nascondendo al tempo stesso i crimini dei propri capi. Alcuni sostengono che si tratti di una guerra israelo-iraniana o di un conflitto saudita-israeliano, e questo è falso… questa è letteralmente una guerra degli Stati Uniti alla Repubblica islamica dell’Iran e i sauditi sono solo uno strumento di tale guerra, come molti altri Stati del Golfo…” aggiungeva chiedendo: “Perché gli Stati Uniti insistono nella guerra all’Iran? Primo, perché l’Iran è uno Stato indipendente e prende proprie decisioni su petrolio, gas, metallo e ricchezza e non si sottomette agli Stati Uniti, e questi non possono tollerarlo. Il secondo è la posizione regionale dell’Iran verso i Paesi oppressi e al-Quds”. “Se il mondo intero abbandonasse la Palestina, l’Iran non abbandonerà mai al-Quds e i luoghi sacri”, osservava sua eminenza.
Sayad Nasrallah inoltre ribadiva che né “Israele” né gli Stati Uniti possono condurre una guerra contro l’Iran perché il risultato non sarà a loro vantaggio. A livello locale, sua eminenza assicurava che l’Iran è pronto ad aiutare il Libano in vari campi e potrebbe sostenere il nostro Paese nel processo di sviluppo, sicurezza e istruzione senza chiedere alcun ritorno. Osservava che la Repubblica Islamica è pronta a risolvere il nostro peggiore problema per il governo oggi, l’elettricità. Ed ha anche offerto al Libano un accordo per costruire autostrade che risolvano il problema del traffico per cinquant’anni, aveva detto Sayyed Nasrallah chiedendosi: “Il gabinetto libanese avrà il coraggio di approvare le offerte iraniane?”
In conclusione, sua eminenza assicurava che “con l’Imam Khamenei e la vittoria della rivoluzione islamica, siamo entrati nell’era delle vittorie, della vittoria della nazione e degli oppressi, e quest’era sarà completata da ulteriori vittorie, a Dio piacendo”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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