Patriottismo e sostegno russo cruciali per difendere il Venezuela dall’aggressione USA

Dottor Marcus Papadopoulos, intervistato da Basma Qadur, Syria Times 03 febbraio 2019

L’analista politico inglese dice che il patriottismo venezuelano e il sostegno russo saranno cruciali per difendere il Venezuela dall’aggressione degli Stati Uniti, intenzionato a riaffermare l’autorità nell’arena internazionale a spese del popolo venezuelano dopo la sconfitta subita in Siria. Le osservazioni del Dottor Marcus Papadopoulos sono giunti durante un’intervista con l’e-newspaper del Syria Times sulle ragioni dei tentativi di Washington d’organizzare un colpo di Stato in Venezuela e su come Caracas possa impedire agli Stati Uniti di raggiungere i loro obiettivi. “C’è più di una ragione dietro i tentativi di Washington di pianificare un colpo di Stato in Venezuela. Sono dell’opinione che ci siano due ragioni principali che spiegano l’aggressione sfacciata degli USA nei confronti della sovranità del Venezuela, ugualmente rispettivamente significativi”, secondo l’analista. Chiariva che uno dei motivi per cui gli statunitensi attualmente cercano di rovesciare il presidente democraticamente eletto del Venezuela, Nicolas Maduro. è il fatto che l’industria petrolifera venezuelana è nazionalizzata e Caracas persegue una politica estera indipendente. “Questo impedisce le compagnie energetiche nordamericane, come ExxonMobil, di prendere il controllo dell’industria energetica del Venezuela e sfruttarla a proprio vantaggio”, aggiungeva il Dott. Papadopoulos, affermando che gli Stati Uniti hanno una sete inesauribile di petrolio e storicamente sono dei mostruosi criminali nel garantirsi controllo ed accesso ai maggiori mercati petroliferi del mondo, in particolare in Medio Oriente. “Col Venezuela situato geograficamente in quella che è, tradizionalmente, la sfera d’influenza dell’America, i responsabili politici di Washington sono decisi a prendere il controllo dell’industria petrolifera e del gas del Paese, anche se ciò significa usare la forza militare, come fecero gli statunitensi in Iraq”, affermava l’analista, che osservava che il Venezuela è uno dei principali attori energetici globali poiché, secondo alcune fonti, ospita le maggiori riserve mondiali di petrolio, mentre il Paese ha anche in una delle maggiori riserve di gas naturale al mondo.

Lo stretto rapporto tra Venezuela e Russia
L’altro motivo che spiega l’interferenza degli Stati Uniti nel Paese latinoamericano riguarda la stretta relazione tra Venezuela e Russia, secondo l’analista, indicando che da circa 20 anni Caracas e Mosca coltivano relazioni intime nelle sfere politica, economica e militare. “Oggi la Russia è il principale fornitore di materiale militare del Venezuela, e alla fine dello scorso anno emersero rapporti sui piani russi per costruire una base aerea sull’isola La Orchila, in Venezuela, per ospitare i bombardieri strategici nucleari russi”, secondo il Dottor Papadopoulos, che proseguiva dicendo: “La prospettiva di una base militare russa in Venezuela che possa ospitare bombardieri nucleari russi, è ciò cui gli statunitensi si opporranno aspramente. Mentre la Russia risponde soltanto alla sempre più pericolosa presenza della NATO ai confini occidentali, insieme al minaccioso scudo missilistico statunitense nell’Europa orientale e al diabolico ritiro di Washington dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio, gli Stati Uniti sono decisi, nel loro contorto comportamento. a che il palcoscenico internazionale rimanga intatto, perciò cercano di rovesciare il Presidente Maduro e sostituirlo col burattino filoamericano Juan Guaido”. L’analista osservava che un Venezuela guidato dall’illegittimo Guaido porrebbe fine alla cooperazione politica, economica e militare con la Russia e renderebbe il Paese latinoamericano, ancora una volta, asservito agli Stati Uniti. In risposta a una domanda su come Caracas può evitare lo scontro militare cigli Stati Uniti, il Dott. Papadopoulos affermava: “La Russia è l’unico Paese che può dissuadere Washington dall’avviare uno scontro militare col Venezuela o indirettamente sconfiggere una campagna militare contro Caracas per di rovesciare il governo legittimo del Presidente Maduro”. “Ho fatto un paragone col modo in cui la Russia soccorse Cuba dopo la Rivoluzione cubana, quando il Paese affrontò l’imminente aggressione militare nordamericana coll’obiettivo di rovesciare Fidel Castro. In quella situazione, Mosca assicurò la sopravvivenza della rivoluzione cubana e, con essa, indipendenza e sovranità di Cuba. La Russia sarà importantissima nella difesa del Venezuela e del popolo venezuelano dalle grinfie di Trump e Bolton”. Oltre all’appoggio essenziale della Russia, sia economicamente che militarmente, la prodezza delle Forze Armate Nazionali Bolivariane del Venezuela e il patriottismo e la natura fieramente indipendente del popolo venezuelano sono i principali ostacoli all’intervento militare degli Stati Uniti contro Caracas, come affermato dal Dott. Papadopoulos, che indicava che gli Stati Uniti potrebbero accendere la guerra in Venezuela in cui gran parte della popolazione venezuelana e le infrastrutture economiche del Paese siano bruciate.

Gli Stati Uniti non hanno alcun scrupolo ad iniziare una guerra
“Gli Stati Uniti non hanno alcun scrupolo morale ad iniziare una guerra, attraverso l’invasione o bombardamenti, o sostenendo gruppi illegali armati, per prendere il controllo dell’infrastruttura economica e militare del Paese e imporre un governo conforme nella capitale del Paese. Washington ha sparso morte e distruzione sulla Siria, ma il popolo siriano, aiutato dalla Russia, ha contrastato le ambizioni nordamericane. A causa della sconfitta in Siria, gli statunitensi sono irati, molto, molto arrabbiati, e ora sono intenti a riaffermare la loro autorità sull’arena internazionale a spese del popolo venezuelano. Quindi il mondo potrebbe, a un certo punto, essere testimone di Washington che fa piovere morte e distruzione sul Venezuela e il suo popolo”, affermava l’analista. Inoltre, chiariva che le sanzioni economiche sono una delle armi più potenti dell’arsenale degli Stati Uniti, quindi il governo venezuelano potrebbe essere vulnerabile agli sforzi di Washington d’istigare un colpo di Stato attraverso lo strangolamento dell’economia venezuelana. “Tuttavia, prevedendo che il Venezuela continui a produrre e vendere petrolio e gas e che Mosca possa aiutare economicamente Caracas, il Venezuela ha buone probabilità di prevalere sull’aggressione nordamericana”, concludeva il Dott. Papadopoulos, fondatore e redattore della rivista Politics First. Il 24 gennaio 2019, una lettera aperta, firmata da 70 studiosi di America Latina, scienze politiche e storia, oltre a cineasti, leader della società civile e altri esperti, si opponeva all’intervento degli Stati Uniti in Venezuela. La lettera notava che le azioni dell’amministrazione Trump e dei suoi alleati nell’emisfero di certo peggioreranno la situazione in Venezuela, causando inutili sofferenze, violenze ed instabilità.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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