L’Iran mostra un nuovo missile da crociera a lungo raggio

RussiaToday 2 febbraio 2019

L’esercito iraniano presentava il missile nel quadro della celebrazione del 40° anniversario della rivoluzione islamica del 1979.
L’Iran svelava il missile da crociera a lungo raggio “Hoveyzeh” alla mostra tecnico-militare tenutasi a Teheran. Il Ministro della Difesa Amir Hatami evidenziava l’autosufficienza del Paese nel campo militare e spiegava che l’Hoveyzeh è progettato e prodotto interamente da specialisti iraniani, aggiungendo che il missile ha una gittata di oltre 1350 chilometri, può volare a bassa quota, ha un’alta precisione e può distruggere bersagli a terra. Hoveyzeh “è il simbolo della fiducia in se stessi e un’importante conquista della difesa basata sul progresso tecnologico”, dichiarava Hatami, notando che il missile è un segno che “alcun ostacolo può impedire la determinazione e la volontà del Nazione iraniana nel campo della difesa”. Negli ultimi anni, l’Iran ha compiuto importanti progressi in questo settore, nonostante le sanzioni imposte dagli Stati Uniti. A fine dicembre, l’Iran effettuava il test di un missile balistico a medio raggio, condannato da Washington. Il segretario di Stato nordamericano Mike Pompeo aveva detto che Teheran, col lancio di quel missile, “capace di trasportare diverse testate”, violava la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU, ed esortava il Paese persiano a cessare “tutte le attività legate ai missili balistici” per evitare “un ancor più profondo isolamento economico e politico”. Da parte sua, Teheran sostiene che il suo programma militare non rappresenta una minaccia per altri Paesi e che ha scopi puramente difensivi. I missili sono stati sviluppati “in accordo con le esigenze del Paese” e “alcuna risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite vieta un programma missilistico o test missilistici iraniani”, rispondeva a Pompeo il portavoce della Ministero degli Esteri dell’Iran, Bahram Qasemi. Inoltre, la Repubblica islamica annunciava che continuerà i test missilistici senza richiedere il permesso ad altri Paesi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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