Tempo per le relazioni Cina-India di abbandonare il paradigma occidentale

Liu Zongyi, Global Times, 2/2/2019

È stato riferito che recentemente la Marina Militare indiana ordinava una nuova base navale completa, una stazione aeronavale nelle isole Andamane e Nicobare. La nuova base, secondo ufficiali ed esperti militari indiani, verrebbe utilizzata per aumentare la sorveglianza su navi e sottomarini della Marina Militare cinese che entrano nell’Oceano Indiano dallo stretto di Malacca. Le isole Andamane e Nicobare si trovano in una posizione strategica vicino alla rotta tra Oceano Pacifico ed Oceano Indiano attraverso lo stretto di Malacca. Negli ultimi anni, con l’ascesa di Cina ed India, la crescita delle forze navali nei Paesi asiatici e il successivo lancio delle strategie di riequilibrio nell’Indo-Pacifico degli Stati Uniti, l’importanza strategica delle isole è sempre maggiore. Dall’insediamento del Primo ministro Narendra Modi, l’India accelerava lo sviluppo delle infrastrutture nelle isole Andamane e Nicobare. Gli analisti occidentali ipotizzavano che le isole potrebbero presto divenire un comando navale importante in grado di ospitare portaerei, sottomarini nucleari e caccia Sukhoi Su-30MKI. Il ritmo di sviluppo dell’India, in particolare i progressi nelle aree di confine settentrionali e nella regione dell’Oceano Indiano, ne indica le capacità infrastrutturali. Le isole Andamane e Nicobare appartengono all’India ed è naturale che il Paese voglia stabilirvi una base militare. Ma media ed analisti indiani ne facevano di nuovo un problema della Cina, sostenendo che la nuova base è rivolta in particolare alle navi da guerra cinesi nell’Oceano Indiano.
Le relazioni tra Cina e India si sono sciolte dopo l’incontro informale tra il Presidente Xi Jinping e Modi a Wuhan, provincia di Hubei lo scorso aprile. Ma sembra che la cerchia strategica dell’India non abbia compreso e implementato lo spirito dell’incontro di Wuhan. In altre parole, i loro sospetto e ostilità verso la Cina non sono cambiati. Nel contesto del cambiamento globale, le relazioni Cina-USA furono ricalibrate e la concorrenza si intensificava. L’India non dovrebbe tentare di cogliere l’opportunità di costringere la Cina ad accettare alcune sue richieste irragionevoli. Ad esempio, deve firmare il Trattato di non proliferazione per entrare nel gruppo dei fornitori nucleari. Cina ed India sono Paesi in via di sviluppo e antiche civiltà orientali. Lo sviluppo delle relazioni bilaterali, se seguirà il paradigma delle relazioni internazionali occidentali, porterà inevitabilmente a problemi di concorrenza, confronto e sicurezza geopolitica. I due Paesi dovrebbero abbandonare tale paradigma occidentale e applicare la saggezza orientale per risolvere i problemi di sviluppo quando si presentano. Entrambi i Paesi sottolineano l’idea dello sviluppo condiviso. Stati Uniti e altri Paesi occidentali vogliono impedirne i progressi seminando lo scontro tra esse. Cina ed India proposero congiuntamente cinque principi di coesistenza pacifica, mostrandone ancora la vitalità. La chiave per mantenere la pace e realizzare sviluppo e progresso comuni tra i due Paesi risiede nell’adattamento reciproco, nell’inclusione e nel rispetto delle rispettive preoccupazioni centrali. L’India è un grande Paese dell’Asia meridionale e dell’Oceano Indiano. La Cina dovrebbe rispettarne gli interessi legittimi e collaborarvi, aiutando altri Paesi regionali a migliorare infrastrutture, sviluppo economico e sociale, prosperità e progresso. L’Oceano Indiano è un dominio internazionale, non acque private. Le rotte sono vitali per la Cina per importare ed esportare energia e materie prime. Sullo sfondo del persistere dei problemi sulla sicurezza non tradizionali mentre tradizionali sfide alla sicurezza continuano a crescere, la Cina deve inviare le proprie forze navali nell’area per difendersi dai pirati e salvaguardare le rotte, e l’India non dovrebbe avere problemi ad accettarlo.
Per mantenere la sicurezza del dominio e dell’ordine pubblico internazionale, tutte le potenze regionali dovrebbero compiere sforzi congiunti per istituire un sistema di sicurezza regionale. Nella regione Indo-Pacifico, manca ancora un quadro di sicurezza democratico, equo e inclusivo che copra tutti i Paesi della regione. In questo momento, gli Stati Uniti spingono l’esclusivo Quadrilateral Security Dialogue, o Quad, che comprende Stati Uniti, Giappone, Australia e India. Cina ed India dovrebbero assumere un ruolo guida e compiere sforzi comuni per promuovere un quadro della sicurezza regionale aperto, inclusivo, democratico e paritario che non escluda né Stati Uniti né Russia.

L’autore è segretario generale del Centro di ricerca per la cooperazione Cina-Asia del Sud presso gli Istituti di studi internazionali di Shanghai, membro del Chongyang Institute for Financial Studies, Renmin dell’Università della Cina e illustre collega dell’Istituto del Sud-Est Asiatico e dell’Asia del Sud della Cina (Kunming).

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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