Huawei non deve cedere alle pressioni statunitensi

Global Times, 29/1/2019

Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha sollevato 23 capi d’accusa contro Huawei presentando una richiesta formale di estradizione al Canada della Chief Financial Officer di Huawei Meng Wanzhou. Bollando le 23 accuse su due casi, il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sostiene che la consociata di Huawei aveva violato le sanzioni statunitensi sull’Iran facendo affari con Teheran e commettendo frodi ingannando le banche sul business, e accusava Huawei di aver rubato tecnologia dalla T-Mobile US Inc. Huawei respingeva il primo addebito con una dichiarazione. Sull’ultimo caso, Huawei affermava che “le due società hanno risolto le controversie nel 2017”, secondo Reuters.
L’accusa formale fa parte della repressione statunitense di Huawei su scala globale. Washington spinge gli alleati ad escludere le apparecchiature Huawei dalle loro reti 5G. Gli Stati Uniti non hanno mai represso un’impresa high-tech straniera con le loro risorse nazionali su così vasta scala. Il New York Times riferiva che l’amministrazione Trump sostiene che “il mondo è impegnato in una nuova corsa agli armamenti” e “qualunque Paese domini il 5G avrà un vantaggio economico, d’intelligence e militare per gran parte di questo secolo”. Gli Stati Uniti perseguitano istericamente aziende high-tech come Huawei. Questo va oltre le aspettative della Cina e scioccava la comunità degli affari globali. Sembra che gli Stati Uniti abbiano preso la decisione strategica di reprimere Huawei. Non si preoccupano dell’impatto che avrà sulle regole internazionali o delle conseguenze. Come Paese più potente del mondo, gli Stati Uniti sono abili nel cercare interessi geopolitici con pretesti legali. Non c’è potere al mondo che possa effettivamente trattenerli. Da quando Washington ha iniziato a perseguire incautamente l'”America prima”, i suoi rapporti internazionali entravano in un momento difficile.
Huawei si trova di fronte a un grande test. Le imprese high-tech cinesi sono diventate le prime vittime del contenimento USA all’ascesa della Cina. Tale sofferenza affligge Huawei, ma non deve avere paura. Washington sta giocando politicamente con pretesti legali. Alla conferenza stampa che annunciava le accuse contro Huawei del dipartimento di Giustizia, partecipavano il segretario al Commercio, il direttore dell’FBI, il segretario alla sicurezza nazionale e altri alti funzionari. Washington ha davvero bisogno di una simile formazione per affrontare una presunta azione criminale “straniera”? Washington usa il divieto di esportazione dei microchip per punire le compagnie cinesi. Ma non è così semplice sopprimere Huawei perché la società ha molti diritti di proprietà intellettuale e un ampio accordo su licenze con le maggiori compagnie statunitensi. È difficile escludere Huawei dall’industria delle telecomunicazioni o dalla costruzione delle reti 5G. Le stesse tecnologie di Huawei l’hanno protetta dalla repressione degli Stati Uniti. Non sarà facile condannare Huawei. La compagnia può iniziare uno scontro in tribunale col governo degli Stati Uniti usando mezzi legali. Speriamo che Huawei non sia nervosa o scoraggiata. Dovrebbe restare calma sotto la repressione statunitense e cercare di minimizzare le perdite.
Governo e società cinesi dovrebbero fornire a Huawei ogni supporto. Il governo dovrebbe promuovere negoziati cogli Stati Uniti e cercare di limitare Washington nel trattare Huawei ingiustamente. La società dovrebbe incoraggiare Huawei a rimanere calma e forte. Sarà una battuta d’arresto dell’ascesa della Cina se Huawei, gigante dell’alta tecnologia tra le aziende private cinesi, crollasse sotto la pressione degli Stati Uniti. Huawei e il suo presidente Ren Zhengfei, non devono arrendersi. Il popolo cinese li sostiene e così la maggioranza silenziosa del mondo. Il bene prevale sempre sul male e il caso Huawei non fa eccezione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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