L’Egitto perde un caccia Rafale da 200 milioni di dollari

Military Watch 30 gennaio 2019

L’Aeronautica Militare egiziana ha perso un caccia bimotore Dassault Rafale in un incidente che costava la vita del pilota. L’arma aveva acquistato 24 aviogetti da combattimento di “4+ generazione” dalla Francia nell’ambito di un contratto da 5,9 miliardi di dollari che includevano anche armamento ed addestramento dei piloti. I caccia rappresentarono i primi aviogetti da combattimento dotati di radar AESA nel continente africano ed erano considerati un notevole potenziamento rispetto agli aviogetti monomotori F-16 Fighting Falcon e Mirage 2000 che in precedenza costituivano la maggior parte della flotta del Paese. L’acquisizione del Rafale fu tuttavia assai controversa, in particolare alla luce dei costi e della maggiore efficacia delle piattaforme da caccia rivali, dato che l’aeromobile francese arrivava a oltre 200 milioni di dollari per unità. Il vicino Israele, ad esempio, poteva acquisire caccia da superiorità aerea F-15I dagli Stati Uniti a circa la metà del prezzo del Rafale, aviogetti di fabbricazione statunitense ampiamente superiori a quelli francesi. L’efficienza e le dimensioni dell’industria della difesa nordamericana rispetto alle controparti europee sono molto più ampie, nella produzione di aerei da combattimento, ne sono in gran parte responsabili.
I caccia da superiorità aerea Su-30 della vicina Aeronautica Militare algerina, considerevolmente superiori al Rafale in gran parte delle capacità e con una piccola frazione del costo, fornivano ulteriori motivi per mettere in discussione la decisione di Cairo di acquisire i caccia francesi. Con l’Egitto limitato nell’acquisto di munizioni avanzate ai missili da crociera Scalp che verranno schierati dal Rafale, il valore di questi caccia per la capacità operative dell’Egitto è ulteriormente ridotto. Ciò portava a varie speculazioni sul fatto che il Rafale sia stato acquisito per scopi politici piuttosto che per il suo valore come risorsa militare, vale a dire per frenare l’ostilità europea nei confronti del nuovo governo di Cairo che prese il potere nel 2013.
La perdita del Rafale in qualche modo mina la reputazione del caccia francese, commercializzato per la sua affidabilità, facilità d’uso e bassi costi operativi. Si dice che l’Egitto stia considerando l’acquisizione di altri 12 caccia bimotore, sebbene la perdita di un caccia possa influenzare le prospettive di un simile accordo. L’Aeronautica Militare egiziana ha anche ordinato caccia russi MiG-29M in parallelo all’acquisizione del Rafale e, secondo quanto riferito, considera i caccia JF-17 Block 3 e MiG-35 per ampliare la propria flotta aerea da combattimento. Col MiG-35 che dispiega capacità simili a quelle del Rafale, ma con una parte del costo e numerose capacità avanzate mancanti agli aviogetti francesi, l’Aeronautica Militare egiziana potrebbe considerare questa piattaforma come alternativa più probabile.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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