A sostegno del popolo venezuelano e del Presidente Maduro

I lavoratori inglesi devono schierarsi saldamente con le masse del Venezuela nella lotta per forgiare il proprio destino senza interferenze estere.
Dichiarazione del Partito comunista di Gran Bretagna (marxista-leninista) CPGB-ML, 10 gennaio 2019

Il 4 gennaio 2019, il gruppo di Lima, in una conferenza in cui Mike Pompeo, segretario di Stato nordamericano del presidente Donald Trump, fece un’apparizione tramite video-link, dichiarava che il governo venezuelano è illegittimo, denunciandolo di violazioni dei diritti umani, ne metteva in discussione la legittimità territoriale ed imposto sanzioni al Venezuela. Il Presidente Nicolás Maduro definiva tale mossa come attacco patrocinato dall’imperialismo all’ordine costituzionale e democratico del Venezuela, e mossa verso un colpo di Stato ed intervento militare diretto, coll’obiettivo di ottenere il controllo delle risorse naturali del popolo venezuelano .

Cos’è il gruppo di Lima?
Nel 2017, gli Stati Uniti hanno misero insieme l’alleanza (il Presidente Maduro si riferisce ad essa come cartello) di 11 dei governi più reazionari, neoliberali e filo-imperialisti sui continenti americani, compresi i regimi di destra appena formati in Brasile ed Argentina. Tali governi profondamente impopolari (molti, come i governi honduregno e brasiliano insediati illegalmente dagli Stati Uniti) venivano riuniti specificamente per attaccare e isolare il governo progressista del Venezuela e coprire la politica coloniale della dottrina Monroe in chiaro formato latino-americano. Il gruppo di Lima fu formato perché l’organismo regionale ufficiale, l’Organizzazione degli Stati americani (OAS) non può più essere invocato per seguire i diktat di Washington.

Integrità territoriale
Per dimostrare che tale offensiva riguarda il petrolio, il vicino orientale del Venezuela, la Guyana, tentò di violare i diritti territoriali del Venezuela permettendo alla Exxon Mobil di condurre esplorazioni petrolifere nelle acque del delta dell’Orinoco, parte integrante delle acque territoriali venezuelane. Il presidente della Guyana, David Granger, notiamo, è aggrappato al potere di fronte alla sfiducia del parlamento nei confronti della sua leadership, che cerca di calpestare incostituzionalmente. Questa è una mossa che ricorda la violazione del Quwayt della sovranità dell’Iraq prima della guerra del Golfo del 1991. Il Presidente Chávez ha nazionalizzato le riserve dell’Orinoco 10 anni fa, e da allora gli oligarchi dell’industria petrolifera statunitense ne tramano la loro riconquista. Maduro e il PSUV (Partito socialista unito del Venezuela) ne continuano e approfondiscono l’eredità, e la dichiarazione di Lima è semplicemente l’ultima offensiva degli Stati Uniti. Mentre Trump esce dalla Siria, il complesso militare-industriale statunitense intensifica la campagna contro i popoli dell’America Latina e dei Caraibi. Venezuela e Cuba sono gli anelli chiave della catena della resistenza democratica popolare agli interessi egemonici del capitale finanziario statunitense.

Il Venezuela ha scelto la sua strada
Il 10 gennaio, il compagno Nicolás Maduro prestava giuramento per il secondo mandato a presidente del Venezuela, dopo essere stato debitamente rieletto a stragrande maggioranza alle elezioni tenutesi nel maggio 2018, con un voto di oltre due terzi di quelli espressi. È normale etichetta diplomatica inviare congratulazioni al giuramento costituzionale del presidente di una nazione, ma gli Stati Uniti sono decisi a sfruttare l’occasione per mettere ulteriori pressione diplomatica sul Venezuela per promuovere il loro programma di destabilizzazione ed economico da tempo deciso, creando così le condizioni per l’intervento militare, diretto o per procura.

Destabilizzazione criminale
La vittoria schiacciante del Presidente Maduro è stata notevole, data la gravità del blocco combinato di Stati Uniti ed Unione europea, severe sanzioni commerciali e finanziarie che impediscono al Venezuela di entrare in relazioni commerciali o di trattare con molte società internazionali, che devono affrontare sanzioni finanziarie per trattare col governo venezuelano. Sia l’ex-presidente nordamericano Barack Obama (nel 2014) che l’attuale presidente Trump (nel 2017) dichiararono “l’emergenza nazionale” in Venezuela, avvistando la destabilizzazione da loro stessi malvagiamente istigata e mantenuta, violando i diritti umani dei venezuelani e, perversamente, incolpando di ciò il governo venezuelano. Le ultime sanzioni costavano al Venezuela circa 6 miliardi di dollari l’anno, impedendo ai cittadini venezuelani di acquistare forniture mediche di base tra cui insulina e medicine anti-cancro. Sono quarantena delle operazioni bancarie internazionali e sabotaggio industriale che causavano l’iperinflazione in Venezuela, con enorme danno della popolazione, non la “cattiva gestione” del governo venezuelano. La verità è che gli Stati Uniti incanalano centinaia di milioni di dollari ai gruppi di estrema destra che cercano di rovesciare la democrazia del Venezuela. Tutto questo costituisce un’aggressione illegale e crimini di massa ed intimidazioni contro il popolo venezuelano.

La democrazia è “valida” solo se vince il candidato sponsorizzato dagli Stati Uniti
L’opposizione sponsorizzata dagli Stati Uniti, che ha visto la sconfitta nonostante la campagna di violenze ed intimidazioni del popolo venezuelano per un anno, tentava d’inscenare il “boicottaggio” delle elezioni presidenziali del 2018. Alla fine, due candidati dell’opposizione resistettero, ma furono sconfitti. Stati Uniti ed UE ripetutamente dichiararono che le elezioni erano invalide, senza prove e nonostante la forte presenza di osservatori internazionali imparziali che verificavano trasparenza ed integrità del processo elettorale.

Perché gli Stati Uniti si preoccupano del Venezuela, e perché dovremmo noi?
– Le comprovate riserve petrolifere del Venezuela sono riconosciute come le più grandi del mondo, per un totale di 297 miliardi di barili.
– Nell’Arco di Orinoco, il Venezuela ha la seconda riserva d’oro al mondo.
– Il Venezuela è un importante produttore ed esportatore di bauxite, carbone e minerale di ferro. Nel 2003, le sue riserve stimate di bauxite ammontavano a 5,2 milioni di tonnellate.
– Da quando Hugo Chávez fu eletto nel 1999, la Repubblica Bolivariana del Venezuela ha attuato enormi programmi di nazionalizzazione delle ricchezze minerarie, agricole e industriali del Paese.
– Nel 2007, il governo del Presidente Chávez assunse la quota di maggioranza in quattro progetti petroliferi nella vasta cintura del greggio pesante dell’Orinoco, per un valore stimato in 30 miliardi di dollari.
– Nel 2008, l’amministrazione del Presidente Chávez adottava un’imposta straordinaria del 50% per prezzi superiori a 70 dollari al barile, e il 60% sul petrolio con prezzo superiore a 100 dollari.
– Il Venezuela detiene enormi riserve di valuta estera e cerca di rimpatriare 550 milioni di dollari di oro attualmente detenuto nella Bank of England. Dichiarare il governo illegittimo servirebbe da pretesto per impadronirsi dei suoi beni, come gli imperialisti derubarono la Libia nel 2011.

Realizzazioni della Repubblica Bolivariana del Venezuela
– Lo Stato venezuelano, a nome delle masse venezuelane, controlla ora la maggior parte delle vaste riserve minerarie del paese.
– La nazionalizzazione di gran parte della ricchezza della nazione ha permesso il finanziamento di grandi progetti sociali.
– Abitazioni: due milioni di case sono state costruite per i più poveri e la classe operaia tra il 2011-17 e altri due milioni di case saranno costruite nel 2019.
– Programmi sanitari: è stata istituita un’assistenza medica universale, in collaborazione con i medici di Cuba.
– Alfabetizzazione: il Venezuela ha eliminato l’analfabetismo in soli due anni.
– Uguaglianza sociale: il Venezuela ha fatto grandi progressi nella riduzione del razzismo e nella promozione dei diritti delle donne.
– Il governo ha inoltre intenzione di nazionalizzare fabbriche e unità industriali.
Gli imperialisti di Stati Uniti ed UE sono decisi a sabotare il diritto delle masse venezuelane a godere dei frutti del proprio lavoro e ad utilizzare le risorse naturali del Proprio paese a proprio vantaggio. Capiamo che la libertà è indivisibile. Quando una nazione è ridotta in schiavitù, siamo tutti ridotti in schiavitù. Quando una nazione rompe i lacci della schiavitù e afferma l’indipendenza, siamo tutti più vicini alla nostra libertà di azione. Ciò che è in gioco sono i diritti dell’oligarchia miliardaria di Stati Uniti ed altre nazioni imperialiste d’imporre la loro volontà al di là dei bisogni e desideri economici e dei diritti politici delle masse e dei loro leader, il Presidente Maduro nel caso del Venezuela. Il popolo della Gran Bretagna, disperatamente bisognoso di un proprio movimento sociale per rovesciare il potere degli oligarchi finanziari in patria, deve essere saldo nella posizione col popolo del Venezuela.

Cosa possiamo fare?
– Diffusione della consapevolezza: condividi questo articolo con amici e contatti sui social media.
– Chiedere la revoca delle sanzioni da Gran Bretagna, UE e Stati Uniti.
– Chiedere lo scioglimento del gruppo illegittimo di Lima di procura nordamericana.
– Insistere sul fatto che il diritto del popolo venezuelano all’autodeterminazione va rispettato chiedendo il non intervento nei suoi affari interni.
– Rifiutarsi di collaborare con qualsiasi tentativo inglese d’interferire in Venezuela, che sia da media imperialisti, ONG, banche ed altre istituzioni.

Alcuna guerra per il petrolio!

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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