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La disunità del comando degli Stati Uniti consente ai ribelli afgani di vincere la guerra

Moon of Alabama 21 gennaio 2019

La guerra nordamericana in Afghanistan è perdente. L’assenza di comando e lungimiranza politica garantiscono che gli Stati Uniti la perdano. Negli ultimi mesi i “ribelli moderati” in Afghanistan hanno fatto grandi avanzate contro le forze governative sponsorizzate dagli Stati Uniti. La settimana scorsa un convoglio di circa 40 camion carichi di equipaggiamento militare cadeva in un’imboscata e veniva distrutto. Fu il peggiore disastro da quando i sovietici lasciarono l’Afghanistan. Anche la scorsa settimana una grossa bomba colpiva il complesso della sicurezza nel quartiere internazionale fortificato di Kabul. Almeno cinque persone morirono e centinaia rimasero ferite. Il 20 gennaio un’autobomba colpiva il convoglio del governatore della provincia di Logar. Otto sue guardie del corpo morirono. In precedenza, un raid in un centro di addestramento militare della Direzione della sicurezza nazionale, propaggine afghana della CIA, uccise circa 200 forze. I ribelli attaccanti usarono un Humvee corazzato statunitense contro il compound facendolo esplodere. Fanteria seguì sparando ai sopravvissuti.
Le incursioni ai posti di sicurezza periferici e posti di blocco della polizia non sono più menzionate dai media occidentali. Il governo afghano ha smesso di fornire i numeri delle vittime. Il pensiero in politica estera degli Stati Uniti in Afghanistan è inetto come sempre. Testimone il capo del Council of Foreign Relation, agonizzante su cosa non fare: “Richard N. Haass @RichardHaass, 14 Jan 2019
Né vincere la guerra né negoziare una pace duratura sono una vera opzione in Afghanistan. Solo partire, però, come stiamo per fare in Siria, sarebbe un errore. Ciò di cui abbiamo bisogno è una strategia aperta e accessibile per non perdere”. Cos’è una strategia per non perdere? Soprattutto quando la situazione sul terreno è peggiorata da anni, nonostante i diversi grandi assalti degli USA.
La guerra sovietica in Afghanistan è durata nove anni. Ma fu un grande successo costruendo un governo stabile e i sovietici lasciarono un esercito afghano efficiente. Tre anni dopo la Russia chiuse il sostegno finanziario al governo afghano. Solo questo permise alla guerriglia di distruggerlo. Dopo 18 anni in Afghanistan, l’esercito statunitense è ancora incapace di creare e formare forze locali efficienti. Gli 8 miliardi di dollari spesi per l’aeronautica afgana hanno portato a una forza inefficiente che dipende da mercenari statunitensi per far volare i suoi aerei. Risultato di decisioni irragionevoli: “Gli esperti dell’aviazione hanno criticato la decisione di eliminare gradualmente i vecchi velivoli delle forze afghane, gli elicotteri Mi-17 di fabbricazione russa, per gli UH-60 Blackhawk di fabbricazione nordamericana. Michel, generale in pensione, aveva detto che il Mi-17 era “l’elicottero perfetto” per l’Afghanistan perché può trasportare più truppe e rifornimenti del Blackhawk, ed è meno complicato. “Siamo sinceri”, disse in cambio, “Questo fu fatto per ragioni politiche”.
L’esercito nordamericano ha costruito una forza afgana a sua immagine: “gli istruttori statunitensi hanno costruito un esercito afghana che su affida a un’aeronautica che non sanno creare da anni, secondo John F. Sopko, l’ispettore generale speciale per la ricostruzione dell’Afghanistan”.
Perché le forze armate statunitensi dal Vietnam si dimostrano incapaci di combattere la guerriglia, credere che il loro modo di combattere si addicesse alle forze afghane resta inesplicabile. Se i taliban riescono a vincere senza un’aeronautica militare, perché l’esercito afgano dovrebbe averne bisogno? Le uniche unità afgane “efficaci” sono le brigate controllate dalla CIA, note per le peggiori atrocità sulla popolazione civile: “Mentre Khan veniva portato via per essere interrogato, vidi la sua casa andare in fiamme. All’interno c’erano i corpi di due suoi fratelli e di sua cognata Khanzari, colpita tre volte alla testa. Gli abitanti dei villaggi che si precipitarono nella casa trovarono il corpo bruciato della figlia di 3 anni, Marina, in un angolo della camera da letto carbonizzata. Gli uomini che fecero irruzione nella casa della famiglia quella notte di marzo, nel distretto di Nader Shah Kot, erano membri di una forza d’attacco afghana addestrata e supervisionata dalla Central Intelligence Agency, in una missione parallela alle forze armate statunitensi, ma con regole d’ingaggio più sciolte”. Il rapporto, sfortunatamente pubblicato il 31 dicembre, include molti esempi simili. Kate Clark aggiunge un episodio recente: “Un sopravvissuto dell’attacco effettuato nel villaggio Surkai nel distretto di Zurmat, nella provincia di Paktia, descrisse ad Aan come cinque uomini della sua famiglia, tra cui tre studenti universitari e un vicino, furono giustiziati sommariamente e come fu interrogato da uno statunitense in uniforme accompagnato da uomini armati afghani. Il portavoce del governatore della Paktia confermò che “truppe straniere” erano coinvolte nell’operazione (e il portavoce dell’esercito USA disse che le forze armate statunitensi non erano coinvolte)”. Mentre le forze armate e diplomatiche statunitensi e l’esercito afghano cercano di fare amicizia con la popolazione afghana, questi ascari della CIA continuano ad alienarla, portando reclute ai taliban: “Le unità hanno anche operato senza vincoli sul campo di battaglia voli a proteggere i civili, conducendo incursioni notturne, torture e uccisioni con impunità in una campagna segreta che alcuni funzionari afghani e nordamericani affermano stia minando lo sforzo nordamericano di rafforzare le istituzioni afghane. Tali abusi spingono le persone verso i taliban, dicono i funzionari”.
È probabile che il grande attacco del 21 gennaio al compound delle NDS colpisse forze della CIA: “Molte delle forze d’attacco sono state ufficialmente messe sotto il controllo dell’intelligence afghana a partire dal 2012. Ma alti funzionari afgani e internazionali affermano che le due forze più efficaci e spietate, nelle province di Khost e Nangarhar, sono ancora sponsorizzate dalla CIA”.
Questo conflitto tra forze militarizzate della CIA e militari addestrati dalle forze armate statunitensi si è avuto in ogni guerra condotta dagli Stati Uniti. In Iraq le unità sciite sponsorizzate dalla CIA si scontravano con la milizia sunnita sponsorizzata dal Pentagono. In Siria, i “ribelli” addestrati dalla CIA finivano per sparare ai “ribelli” addestrati dalle forze armate statunitensi e viceversa. In Afghanistan la teppa controllata dalla CIA è tra i 3000 e 10000, allontanando la popolazione che l’esercito afgano cerca di proteggere. L’unità del comando è una condizione importante per il successo delle campagne militari. Mentre l’esercito lavora in una direzione e la CIA va da un’altra, la campagna in Afghanistan fallisce. Una divisione simile può essere vista nel campo politico dell’Afghanistan. La CIA è nota per aver corrotto i politici afghani, mentre i militari lanciano campagne anticorruzione. Il sistema politico insediato da tali forze concorrenti non regge. Le ultime elezioni afghane con candidati come il pashtun Ashraf Ghani e il tagico Abdullah Abdullah sono state segnate da irregolarità. L’esito incerto portava gli Stati Uniti a confondere i risultati nominando presidente Ghani e Abudullah suo “amministratore delegato”. Entrambi sono ora di nuovo in competizione per le elezioni che si terranno entro l’anno. Saranno irregolari come tutte le elezioni in Afghanistan. Il risulta disputato potrebbe portare a nuovi scontri tra gruppi etnici. Tale imminente conflitto indebolirà ulteriormente lo stato afghano. Perché non è stato fatto nulla per impedirlo?

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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