La Russia tra le prime cinque riserve d’oro del mondo

Paul Antonopoulos, FRN 20 gennaio 2019

La Russia è nella lista dei 5 Paesi dalle maggiori riserve auree del mondo acquisendone 8,8 tonnellate nel 2018. Le riserve auree russe sono aumentate del 14,9% raggiungendo le 2112 tonnellate, in base ai dati pubblicati dalla Banca centrale russa. Secondo Reuters, questo risultato permetteva alla Russia di passare la Cina al quinto posto nella lista dei Paesi con le maggiori riserve auree. Nel dicembre 2018, le riserve del Paese raggiunsero le 1689 tonnellate. La Russia è attualmente dietro Stati Uniti, Germania, Francia e Italia. Una fonte dell’industria dell’oro russa affermava che le sanzioni dell’Occidente portavano la banca centrale russa ad aumentare le riserve auree. Secondo l’interlocutore dell’agenzia, l’oro è il bene più sicuro perché non può essere congelato o essere nella lista nera. Inoltre, la Russia intende “diversificare” gli attivi in valuta statunitense. In precedenza, la banca centrale russa riferì di aver ridotto significativamente le attività in dollari tra giugno 2017 e giugno 2018. Ciò avveniva mentre la Russia rafforzava le riserve nazionali con azioni in yuan, euro e yen.
La misura si aveva dopo che Mosca manifestava la volontà di ridurre la dipendenza dal dollaro, osservando che non ci sono piani per limitare le transazioni nella valuta statunitense. La Russia dichiarava che l’obiettivo della dedallarizzazione è migliorare l’integrità dell’economia russa proteggendosi dalle sanzioni statunitensi. A fine luglio 2018, la Banca Centrale Russa ridusse la porzione in dollari delle riserve internazionali al 24,4%, aumentando le azioni in euro e yuan al 32% e 14,7% rispettivamente, secondo le valutazioni dei servizi bancari. Allo stesso tempo, il regolatore aumentava la quota di diverse altre valute dal 12,4% al 14,7%, comprese sterline inglesi, yen giapponesi, dollari canadesi e australiani, nonché franchi svizzeri.
Secondo il sondaggio, il rendimento più elevato tra i portafogli di asset valutari tra giugno 2017 e giugno 2018 fu dello yuan, al 3,2% annuo, mentre il rendimento del dollaro USA fu dello 0,35%. Il volume di valuta estera e attività in oro della Banca Centrale di Russia aumentava da 40,4 miliardi a 58,1 miliardi di dollari nello stesso periodo. Riguardo le sanzioni statunitensi e tentativi di usare il dollaro come strumento di pressione, a fine novembre il Presidente Vladimir Putin osservò che gli Stati Uniti “non si sparano ai piedi, piuttosto un po’ più in alto”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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