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George Bush svelò l’affare Iran-Contra della CIA

Moon of Alabama, 17 gennaio 2019

Un nuovo articolo di Seymour Hersh sul London Review of Books fornisce alcune informazioni sulle operazioni segrete degli Stati Uniti durante l’amministrazione Reagan. La gente del vicepresidente rivendica piuttosto clamorosa la rivelazione dell’affare Iran-Contra. Secondo le conoscenza comune, come si evince da Wikipedia, un operatore iraniano rivelò a un giornale libanese che gli Stati Uniti vendevano armi all’Iran nella speranza di liberare gli ostaggi in Libano: “Dopo la fuga di Mehdi Hashemi, alto funzionario del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche, la rivista libanese al-Shirah espose l’accordo del 3 novembre 1986. Questo è stato il primo rapporto pubblico sull’accordo armi per ostaggi”. Si trattava del Consiglio di sicurezza nazionale che usò i profitti di tali vendite per armare e finanziare illegalmente bande anti-governative della CIA in Nicaragua. Vendite di armi all’Iran e consegna di armi alla guerriglia in Nicaragua erano illegali secondo la legge degli Stati Uniti. La fuga di notizie al giornale libanese svelò entrambe le operazioni. Che Mehdi Hashemi, agente iraniano, lo fece sapere, è una notizia di seconda mano da fonte discutibile. Seymour Hersh riferisce un colpevole molto diverso. Secondo le sue fonti, l’ex-direttore della CIA George HW Bush, allora vice di Reagan, gestì le operazioni segrete attraverso un ufficio speciale del Pentagono, guidato dal viceammiraglio Arthur Moreau. L’ufficio e le sue operazioni erano esclusi dalla supervisione del Congresso. Né la CIA né il Capo di Stato Maggiore erano sapevano del suo operato. In circa 30 operazioni, la squadra di Bush usò gruppetti di marines statunitensi per effettuare operazioni all’estero per liberarsi di politici indesiderati. Bush gestiva essenzialmente il prequel della “guerra al terrore” oggi gestito da CIA e Comando congiunto delle forze speciali. A Bush non piaceva William Casey, che Reagan aveva nominato nuovo direttore della CIA. Casey era un uomo d’affari che ottenne il posto dopo aver gestito la campagna elettorale di Ronald Reagan. Bush pensava che fosse troppo incompetente per guidare il servizio clandestino.
Una delle operazioni gestite da Bush coinvolse anche il Nicaragua, ma non aveva nulla a che fare col successivo scandalo Iran-Contra. Allo stesso tempo, il direttore della CIA William Casey sosteneva i Contras in Nicaragua. Le due operazioni entrarono in collisione quando il tenente colonnello Oliver (Ollie) North presso il Consiglio di sicurezza nazionale, utilizzò i proventi delle vendite di armi all’Iran per finanziare illegalmente i Contras della CIA in Nicaragua. Mentre North aveva fiducia nelle operazioni di Bush/Moreau, era presumibilmente un cane sciolto, che infine fu abbandonato dalla CIA.
Secondo un ex-ufficiale dell’ufficio operativo di Bush, Bush e Moreau temevano che l’operazione Iran-Contra, in espansione della CIA e gestita da Oliver North, avrebbe minacciato le loro operazioni. Decisero di farla saltare in aria: “’Ollie portò in scena Dick Secord e dissidenti iraniani e persone danarose del Texas, era tutto completamente fuori controllo’, disse l’ufficiale. “Stiamo impazzendo. Se non lo gestivamo con attenzione, la nostra intera struttura sarebbe crollata. E così noi, ex-membri della squadra di Moreau che ancora lavora per Bush, fece trapelare la storia alla rivista libanese”. Si riferiva all’articolo pubblicato il 3 novembre 1986 dalla rivista al-Shirah di Beirut, che descriveva l’accordo armi per ostaggi. Non volle dire come arrivò alla rivista,…”
Secondo la fonte di Hersh, l’effetto della fuga sul giornale libanese era previsto e voluto: “L’ufficiale spiegò che era chiaro a tutti che lo scandalo si sarebbe rivelato molto rapidamente e il Congresso sarebbe stato coinvolto. “I nostri obiettivi erano proteggere l’operazione di Moreau, limitare la possibile esposizione del vicepresidente e convincere l’amministrazione Reagan a limitare la gestione delle operazioni segrete di Bill Casey. Ci volle solo un fiammifero per incendiare. Era: “Oh mio dio. Stavamo pagando il riscatto degli ostaggi all’Iran”. Se la fonte anonima di Hersh ha ragione, e non c’è motivo di dubitarne, Mehdi Hashemi non fece trapelare la vicenda. Si trattò di lotte intestine burocratiche tra un ex.direttore della CIA, che continuava a condurre operazioni segrete, e uno attivo, giudicato incompetente dal primo, portando alla divulgazione del caso Iran-Contra.
Si sa che Seymour Hersh ha molti contatti con ex-funzionari e ufficiali. Secondo lui, li cerca attivamente non appena vanno in pensione. Ai vecchi piace raccontare storie di guerra, ma non piace danneggiare gli amici ancora vivi. George HW Bush è morto lo scorso novembre. Probabilmente Hersh conosceva la storia da tempo, ma solo ora ha il permesso di raccontarla. Il nuovo pezzo di Hersh su LRB è piuttosto lungo e i dettagli sembrano avere poca rilevanza sugli affari correnti. Ma le sue fonti raccontano una storia interessante sulle lotte dietro le quinte tra i vari rami della burocrazia della sicurezza nazionale durante la presidenza Reagan. Non c’è dubbio che lotte simili, comprese fughe intenzionali per danneggiare funzionari avversari, continuano oggi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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