Le sanzioni non funzionano: l’economia russa continua a crescere

Mac Slavo, Shtfplan 13 gennaio 2019

Gli Stati Uniti affrontano il problema delle sanzioni inutili mentre sempre più Paesi disobbediscono a ciò che viene dichiarato da chi è al potere. Nonostante le sanzioni, l’economia russa continua a crescere a un ritmo costante. Secondo la Banca Mondiale, l’inflazione in Russia è rimasta bassa e l’espansione dell’economia si verificava lo scorso anno. “Sebbene le sanzioni economiche siano aumentate, la Russia registra un’inflazione relativamente bassa e stabile e una maggiore produzione di petrolio. A causa della forza dell’attività nazionale, l’economia russa è cresciuta dell’1,6% nell’ultimo anno”, affermava il rapporto. Gli Stati Uniti da tempo usano le sanzioni per danneggiare le economie di altri Paesi per vari motivi, ma ora sembrano fallire. Secondo un rapporto di RT , la Banca Mondiale osservava che la Russia e altri esportatori di petrolio “continuavano a crescere nel 2018, sostenuta dall’aumento dei prezzi del petrolio”. In Russia, “la crescita ha retto bene, sostenuta dai consumi privati e dalle esportazioni”, secondo la banca, proiettando un rallentamento nel breve periodo all’1,5%. Nel 2020 e 2021, la banca prevede un aumento del tasso di crescita del PIL della Russia all’1,8%. A ottobre, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) alzava all’1,8% la previsione di crescita del PIL della Russia nel 2019. Maurice Obstfeld, capo economista del FMI, dichiarava l’impatto positivo dell’aumento dei prezzi del petrolio sull’economia russa, superando l’effetto negativo delle sanzioni imposte da Washington. RT
Nel maggio dello scorso anno, Bloomberg annunciava che il “potere sanzionatorio” degli Stati Uniti raggiungeva i limiti. Sembra che i Paesi che potrebbero essere soggetti alle sanzioni statunitensi mollino il dollaro evitandolo, rendendo impotenti le sanzioni. Sei anni fa, mentre indagava sulla banca londinese Standard Chartered Plc per sospette violazioni delle sanzioni statunitensi contro l’Iran, il dipartimento dei servizi finanziari dello Stato di New York pubblicò una e-mail di un dirigente a un collega di New York. “I soldi americani sono merda”, si leggeva. “Chi siete per dirci, al resto del mondo, che non dovremo trattare cogli iraniani?” Bloomberg
La Russia non è la sola a rendere obsolete le sanzioni. La Cina crea i propri istituti di credito insieme a Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, a Washington, e promuove lo yuan a valuta internazionale. Il Paese probabilmente rafforzerà la presenza in Iran, ignorando ciò che Trump farà o non farà. Le decisioni chiave, da accettare o respingere, saranno prese solo da attori dalle stesse dimensioni economiche degli Stati Uniti: Cina ed Europa. “Per motivi di sicurezza nazionale assolutamente essenziali, la Cina troverà il modo di aggirare il settore bancario statunitense”, dichiarava Jeffrey Sachs, professore di economia alla Columbia University.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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