La Cina dispiega i missili balistici DF-26 in risposta alle manovre degli Stati Uniti

Military Watch 11 gennaio 2019

In risposta al dispiegamento di un cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke della Marina statunitense in una missione sulla libertà di navigazione presso le isole Paracel nel Mar Cinese Meridionale, rivendicate dalla Cina come acque territoriali, la Forza Missilistica dell’Esercito di Liberazione Popolare della Cina (PLA) rispondeva dispiegando missili balistici antinave DF-26 vicino le coste sud-occidentali. Che questo dispiegamento sia o meno permanente e dove siano stati mobilitati, rimane incerto, ma secondo Global Times sono “capaci di operazioni mobili in tutto il Paese”. Mentre il DF-26 è meno noto per le capacità antinave rispetto alla controparte a gittata più corta DF-21D, la piattaforma è notoriamente capace di colpire navi da guerra nemiche con precisione e a distanze estreme. Il dispiegamento giunge poco dopo che l’Ammiraglio Luo Yuan, Vicedirettore dell’Accademia delle Scienze Militari del PLA, suggeriva di considerare l’affondamento di navi da guerra degli Stati Uniti per risolvere la disputa sul Mar Cinese Meridionale.
Il DF-26 entrò in servizio nel PLA nel 2015 e i missili vengono lanciati da veicoli trasporto-lanciatori a 12 assi massimizzandone la mobilità. A differenza del DF-21D, specializzato nel ruolo antinave, guadagnandosi il nome di “Carrier Killer”, il DF-26 è progettato per colpire navi da guerra nemiche e bersagli terrestri. Il missile ha così guadagnato il nome di “Guam Killer” dato il presunto suo obiettivo principale: le strutture militari statunitensi a Guam. I tipi di testata che il missile può schierare rimangono sconosciuti, ma il DF-26 è ampiamente in grado di schierare testate convenzionali e nucleari tattiche. Le capacità di DF-21 e di DF-26 vengono spesso confrontate, poiché entrambi scopo tattico piuttosto che strategico avendo gittate intermedie. L’esercito nordamericano, a lungo limitato dal trattato INF con URSS e Russia sull’impiego di missili balistici a raggio intermedio, non ha ancora dispiegato un sistema d’arma comparabile nell’Asia-Pacifico.
Mentre il DF-26 copre il Mar Cinese Meridionale, anche quando dispiegato nell’entroterra cinese, il dispiegamento sulle coste del Paese ne estende la gittata ed invia un forte segnale a Stati Uniti e loro alleati sulla capacità di Pechino di rispondere a future provocazioni. Con le difese missilistiche statunitensi già considerate incapaci d’intercettare missili da crociera ad alta velocità come il Brahmos russo-indiano o il cinese YJ-12, che hanno una velocità superiori a Mach 3, la capacità d’intercettare una piattaforma balistica che vola a velocità ipersoniche rimane estremamente limitata. Il dispiegamento di tali missili nel Mar Cinese Meridionale rafforza considerevolmente le capacità d’interdizione d’area antiaerea (A2AD) del PLA nella regione. Si prevede che ulteriori dispiegamenti di questo tipo continueranno in futuro, dato che continuano ad essere sviluppate munizioni antinave ancor più avanzate la Forza Missilistica dell’Esercito di Liberazione Popolare della Cina.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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