Il dilemma giapponese: “attaccare a Nord o a Sud?

Anatolij Koshkin, Libertégérie, 26 giugno 2018

Dal discorso di Hara, Presidente del Consiglio Privato all’incontro imperiale: “Accolgo con favore l’opportunità di colpire l’Unione Sovietica. Chiedo all’esercito e al governo di farlo il prima possibile. L’Unione Sovietica va distrutta”. Adottato il 2 luglio 1941 “in conformità con la mutevole situazione del programma nazionale della politica dell’Impero”, nell’incontro imperiale s’includeva la continuazione della guerra in Cina e la simultanea preparazione alla guerra contro Stati Uniti, Gran Bretagna ed Unione Sovietica.
Estratto dalla trascrizione dell’incontro imperiale del 2 luglio 1941. Ordine del giorno della discussione: “Il programma della politica nazionale dell’impero secondo l’evoluzione della situazione”.
Contenuto del documento:
Politica
Indipendentemente dai cambiamenti nella situazione internazionale, l’Impero aderisce alla politica di costruzione di una sfera di prosperità della Grande Asia orientale, che contribuirà al raggiungimento della pace nel mondo. Il nostro impero continuerà gli sforzi per risolvere l’incidente cinese e dare una solida base a sicurezza e la conservazione della nazione. Ciò comporta i passaggi verso sud e, a seconda dei cambiamenti nella situazione, incluse anche la risoluzione del problema del Nord. Il nostro impero è deciso ad eliminare tutti gli ostacoli per raggiungere tali obiettivi.
Riassunto
La pressione esercitata dalle regioni meridionali sarà rafforzata per costringere il regime di Chiang Kai-shek alla resa. Al momento opportuno, a seconda del corso futuro della situazione, il nostro diritto di potenza belligerante sarà esteso al regime di Chungking e l’insediamento straniero ostile verrà sottoposto al nostro controllo. Al fine di garantire sicurezza e conservazione della nazione, il nostro impero continuerà tutti i necessari negoziati diplomatici nelle regioni meridionali, nonché altre misure che possano essere necessarie. Per raggiungere questi obiettivi, saranno fatti preparativi per la guerra contro Gran Bretagna e Stati Uniti. In primo luogo, varie misure saranno prese sulla base dei documenti de “La politica dell’Indocina francese e della Thailandia” e “Forzare la politica verso Sud” nei confronti dell’Indocina francese e della Thailandia al fine di per accelerare l’avanzata verso le regioni meridionali. Nell’attuare questi piani, il nostro Impero non si fermerà all’opportunità di una guerra con Regno Unito e Stati Uniti. Il nostro atteggiamento nei confronti della guerra tedesco-sovietica sarà deciso in accordo con lo spirito del patto tripartito. Tuttavia, finché non interferiamo in questo conflitto rafforzeremo segretamente il nostro addestramento militare contro l’Unione Sovietica, mantenendo una posizione indipendente. Al momento, condurremo trattative diplomatiche con molta cautela. Se la guerra tedesco-sovietica si svilupperà in una direzione favorevole al nostro impero, ricorreremo alle forze armate per risolvere il problema del nord e garantire la sicurezza dei relativi confini. Nell’attuare le varie misure politiche summenzionate (sezione 3) e soprattutto nel decidere l’uso delle forze armate, dobbiamo essere sicuri che non ci siano seri ostacoli al mantenimento della nostra posizione di base riguardo la guerra con Gran Bretagna e Stati Uniti. In conformità con la linea politica adottata, useremo metodi diplomatici e altri per cercare di impedire agli Stati Uniti di partecipare alla guerra europea. Ma se gli Stati Uniti entrano in guerra, il nostro Impero agirà in accordo col Patto tripartito. Tuttavia, prenderemo una decisione indipendente su tempo e metodi per usare le forze armate. Concentreremo immediatamente la nostra attenzione sulla preparazione del Paese alla guerra. Soprattutto la difesa metropolitana sarà rafforzata. I piani specifici per l’attuazione di questo programma saranno sviluppati separatamente”.

Discorso del primo ministro Konoe :
“Voglio chiarire i punti principali dell’agenda di oggi. Credo che più urgente per il nostro Impero sia una rapida decisione su quale tipo di politica seguire in relazione all’attuale situazione nel mondo, in particolare sullo scoppio della guerra tra Germania ed Unione Sovietica e successivo sviluppo, l’evoluzione della politica statale degli Stati Uniti, della situazione militare in Europa e sistemazione dell’incidente cinese. Il governo e i comandi dell’esercito e della marina imperiali hanno quindi discusso a lungo queste questioni. Come risultato, stilava un documento intitolato “Agenda nazionale per la politica dell’impero in circostanze mutevoli”, che portava alla discussione di oggi. Mi concentrerò innanzitutto sulla sezione politica. Come sottolineato nell’editto imperiale, il fondamento della nostra politica nazionale è stabilire una sfera di prosperità della Grande Asia orientale, che dovrà contribuire al mantenimento della pace mondiale. Credo che questa politica nazionale non vada rivista alla luce dei cambiamenti e degli sviluppi nel mondo. Inutile dire che, per creare la sfera della prosperità comune della Grande Asia orientale sarà necessario accelerare la risoluzione dell’incidente cinese, la cui domanda è ancora aperta. Inoltre, credo che per gettare le basi della sicurezza e preservare la nostra nazione, dobbiamo da una parte andare a sud e dall’altra liberarci delle nostre difficoltà nel nord. Perciò, dobbiamo al momento opportuno risolvere il problema del Nord, approfittando della situazione nel mondo, specialmente in relazione allo sviluppo della guerra tedesco-sovietica. Questo problema del nord è il più importante non solo dal punto di vista della difesa del nostro impero, ma anche per garantire la stabilità in tutta l’Asia. Dovrebbe essere previsto che il desiderio di raggiungere questi obiettivi causerà interferenze e resistenze da vari Stati. Ma, poiché l’Impero deve, senza dubbio, raggiungere questi obiettivi, affermiamo chiaramente la nostra ferma determinazione ad eliminare tutti gli ostacoli… I capi di Stato Maggiore dell’Esercito e della Marina riferiranno su questioni relative lo schieramento delle forze armate e le operazioni (militari e navali) e il ministro degli Esteri si fermerà su questioni diplomatiche. Con ciò, concludo il mio intervento.
Fumimaro Konoe”

Dichiarazione del capo di Stato Maggiore dell’Esercito Sugiyama:
“Lasciatemi precisare le disposizioni principali. A proposito della risoluzione dell’incidente cinese. Nella situazione attuale, credo che per accelerare la risoluzione di questo incidente del nostro impero, è assolutamente necessario aumentare la pressione diretta sul regime di Chungking. Andando verso sud, potremo spezzare i legami tra regime di Chongqing e Gran Bretagna e Stati Uniti che, sostenendolo, incoraggiano tale regime a continuare la resistenza. L’avanzata delle nostre truppe nella parte meridionale dell’Indocina francese persegue proprio questi obiettivi. Inoltre, credo che accelerare la caduta del regime di Chungking sarebbe utile e vantaggioso per noi esercitare il nostro diritto di potenza belligerante e controllare la composizione delle operazioni in Cina in un momento conveniente. Un simile momento può essere deciso dalla guerra degli Stati Uniti con la Germania, dall’introduzione di sanzioni commerciali contro il Giappone da parte d Stati Uniti, Gran Bretagna e Paesi Bassi, dall’acquisizione delle nostre roccaforti imperiali nella parte meridionale dell’Indocina francese. A proposito della soluzione del problema del nord. Inutile dire che dobbiamo agire in connessione con la guerra tedesco-sovietica in conformità con lo spirito del patto tripartito. Allo stesso tempo, non parteciperemo a questa guerra perché prendiamo provvedimenti per risolvere l’incidente cinese, e le nostre relazioni con Regno Unito e Stati Uniti sono delicate. Ma se gli eventi della guerra tedesco-sovietica sono favorevoli al nostro impero, credo che useremo la forza per risolvere il problema al nord e garantire la sicurezza dei nostri confini settentrionali. Pertanto, è estremamente importante mantenere segreti i preparativi necessari per le operazioni militari e garantirsi una posizione indipendente. Allo stesso tempo, credo che implementando varie misure per risolvere i problemi del Nord, in particolare sull’uso delle forze armate, dobbiamo attribuire grande importanza alla conservazione, nonostante gli ostacoli, della nostro posizione di principio garantendo la preparazione permanente della guerra con Gran Bretagna e Stati Uniti, mentre il rapporto nazionale in Giappone non è incoraggiante”.

Discorso del capo di Stato Maggiore della Marina:
“Lasciatemi dire le principali considerazioni. A proposito della risoluzione del problema del Sud. Credo che nelle attuali circostanze, al fine di mantenere le nostre difese meridionali e raggiungere l’autosufficienza nell’ambito della co-prosperità dell’Asia orientale, il nostro impero debba prendere provvedimenti immediati per progressi costanti verso Sud, utilizzando una combinazione di misure politiche e militari contro aree chiave del Sud e in linea con la situazione in evoluzione. Tuttavia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Paesi Bassi hanno costantemente aumentato la pressione sul Giappone. Se continuano a ostacolarci e il nostro impero non può tollerarlo, dovremo probabilmente prevedere di infine entrare in guerra con Regno Unito e Stati Uniti. Pertanto, dobbiamo prepararvici, essere decisi a non soffermarci su tale opportunità. Come primo passo, dobbiamo attuare una politica nei confronti dell’Indocina francese e della Thailandia in conformità coi documenti “Programma politico per l’Indocina francese e la Thailandia” e “Forzare la politica verso il Sud” e quindi aumentare le nostre possibilità di avanzare a Sud. Sull’atteggiamento del nostro Impero sulla partecipazione statunitense alla guerra. Inutile dire che se gli Stati Uniti entrano in guerra in Europa, il nostro impero agirà in conformità col Patto tripartito. Queste azioni non dovrebbero limitarsi a rispettare i nostri impegni ad aiutare Germania ed Italia. Credo che dovremmo sforzarci di attuare la nostra politica di creazione della prosperità comune nell’Asia orientale, anche se alla fine richiede l’uso delle forze armate. È impossibile prevedere quando e a quali condizioni gli Stati Uniti possano entrare in guerra in Europa. Pertanto, ritengo necessario prendere una decisione indipendente: quando e come usare le forze armate contro Regno Unito e Stati Uniti, tenendo conto della situazione attuale”.

Discorso del Ministro degli Esteri Matsuoka:
“Consentitemi di delineare le questioni relative alla diplomazia. È stato deciso e rimane invariato il fatto che la nostra principale politica nazionale è creare la sfera della prosperità comune dell’Asia orientale, necessaria per conseguire la pace a lungo termine nel mondo. Abbiamo perseguito la nostra politica interna, aderendo a questa politica nazionale e considerando l’esistenza di problemi come i cinesi, i rapporti cogli Stati Uniti, lo sviluppo della situazione europea e il problema del Sud. Tuttavia, con lo scoppio della guerra tra Germania e Unione Sovietica sorgeva una nuova situazione. A tal riguardo, a livello diplomatico, considero di vitale importanza riaffermare la nostra posizione sull’attuale politica nazionale. Come ora hanno detto i capi di Stato Maggiore dell’esercito e della marina, per la nostra diplomazia è necessario decidere in anticipo quali circostanze c’impongono di ricorrere alla forza. Tuttavia, non c’è dubbio che anche se alla fine saremo costretti a usare la forza, dobbiamo fare tutto il possibile per cercare di raggiungere i nostri obiettivi attraverso mezzi diplomatici. Ad esempio, risolvere l’incidente in Cina, da un lato, con sforzi per rafforzare il governo nazionale a Nanchino, e dall’altro influenzando le politiche interne ed estere del regime di Chungking con vari mezzi diplomatici per obbligarlo alla resa. Questo si riferisce alla riorganizzazione di tale regime al fine di formare una coalizione col governo nazionale od incitarla ai negoziati di pace. Queste misure faciliteranno la condotta della nostra politica nei confronti dell’Indocina francese e della Thailandia, contribuiranno a soddisfare le nostre esigenze nel Sud in conformità col documento “Programma di politica per l’Indocina francese e la Thailandia” e “Sulla rotta politica a sud”. Inoltre, la nostra politica diplomatica nel contesto della guerra tra Germania e Unione Sovietica va basata sugli obiettivi e condotta nello spirito del Patto tripartito. Tuttavia, dobbiamo costruire la nostra diplomazia, tenendo conto di tutti i problemi che sorgono nell’area della Grande Asia orientale. Penso che sia importante per noi essere pronti a condurre la nostra politica estera nei confronti dell’Unione Sovietica in modo che risponda alle realtà indicate dal Comando Supremo. Nei nostri rapporti cogli Stati Uniti, dobbiamo esercitare la massima cautela diplomatica per evitare che entrino nella guerra europea e impedirne il confronto col nostro Paese…”

Presidente del Consiglio Privato Hara:
“Penso che sarete tutti d’accordo sul fatto che la guerra tra Germania e Unione Sovietica sia un’opportunità storica per il Giappone. Poiché l’Unione Sovietica incoraggia la diffusione del comunismo nel mondo, prima o poi dovremo attaccarla. Ma poiché l’Impero è ancora occupato dall’incidente cinese, non siamo liberi di decidere l’attacco all’Unione Sovietica come vorremmo. Tuttavia, credo che dobbiamo attaccare l’Unione Sovietica al momento giusto… Il nostro Impero vorrebbe evitare la guerra con Gran Bretagna e Stati Uniti mentre siamo impegnati in una guerra coll’Unione Sovietica. La nostra gente vuole combatterla… Vi chiedo, agendo in conformità con lo spirito del Patto Tripartito, di dare tutto l’aiuto possibile alla Germania. La Germania ci ha inviato un messaggio chiedendoci di attaccare l’Unione Sovietica?”
Matsuoka: “…Sulla cooperazione con la Germania nella guerra tedesco-sovietica, Ribbentrop ci ha chiesto di parlarne il 26 giugno, e di nuovo telegrafò il 28 giugno. Al momento discutemmo il contenuto del documento “Forzare la politica verso il Sud”. Ci aspettavamo una guerra tra Germania e Unione Sovietica. Pertanto, non è necessario per la Germania saperre che evitiamo i nostri impegni”.

Hara: “Ci sono stati messaggi dall’Unione Sovietica?”
Matsuoka: “Quattro giorni dopo lo scoppio della guerra tra Germania e Unione Sovietica, abbiamo risposto che la guerra non riguarda il patto tripartito, e dato che l’Unione Sovietica non dichiarava alcuna protesta. L’Unione Sovietica ci ha chiesto quale sarebbe stato l’atteggiamento del Giappone nei confronti dell’attuale guerra. Rispomdemmo che non abbiamo ancora deciso su tale problema. Alcuni commenti aggiuntivi su questo argomento. Anche se il nostro impero non parteciperà alla guerra tra Germania ed Unione Sovietica, non sarebbe un atto di tradimento del patto tripartito. Sullo spirito del patto, allora penso che sarebbe un bene partecipare a questa guerra”.

Hara: qualcuno può dire che col patto di neutralità per il Giappone sarebbe immorale attaccare l’Unione Sovietica. Ma l’Unione Sovietica era abituata alla non conformità. Se attacchiamo l’Unione Sovietica, nessuno lo considererà un tradimento. Attendo con impazienza l’opportunità di colpire l’Unione Sovietica. Chiedo all’esercito e al governo di farlo il prima possibile. L’Unione Sovietica va distrutta. Vorrei evitare la guerra cogli Stati Uniti. Non penso che agiranno se attaccheremo l’Unione Sovietica. Ho un’altra domanda. Fu detto che perseguendo la politica verso l’Indocina francese, siamo pronti, se necessario, a una guerra contro Gran Bretagna e Stati Uniti. L’imminente acquisizione di basi in Indocina è considerata preparazione alla guerra con Gran Bretagna e Stati Uniti. Siamo pronti alla guerra contro essi? Penso che tale guerra possa iniziare se agiamo contro l’Indocina. Qual è la sua opinione su ciò?”
Matsuoka: “È difficile rispondere alla sua domanda. Siamo preoccupati dagli ufficiali in prima linea bellicosi, convinti che useremo la forza. La guerra contro Gran Bretagna e Stati Uniti non dovrebbe iniziare se prendiamo grandi precauzioni. Naturalmente, menzionavo il comportamento degli ufficiali, facendo affidamento sulla saggezza dell’alto comando. A causa della guerra tra Germania ed Unione Sovietica, l’invasione tedesca della Gran Bretagna sarà rinviata. Pertanto, Gran Bretagna e Stati Uniti possono credere che la Germania non tenterà d’invadere le Isole britanniche. Ma credo che la Germania forse lo farà,mentre è ancora impegnata in una guerra coll’Unione Sovietica. Perfino Ribbentrop non sapeva che la guerra tra Germania e Unione Sovietica fosse così vicina. Hitler deciderà se invadere le isole britanniche durante la guerra tedesco-sovietica o meno. Se la Germania invade la Gran Bretagna, gli Stati Uniti dovranno seriamente considerare l’opportunità di partecipare attivamente alla guerra. Oppure, d’altra parte, agire attivamente contro il Giappone dal nord. Dal punto di vista del carattere nazionale statunitense, tendo alla probabilità della seconda opzione. È un giudizio”.

Hara: “Vorrei chiarire da soli se gli Stati Uniti entreranno in guerra se il Giappone agirà contro l’Indocina?”
Matsuoka: “Non posso escluderlo”.
Sugiyama: “L’occupazione dell’Indocina, ovviamente, può far reagire Regno Unito e Stati Uniti. Dopo la nostra mediazione nel conflitto in Indocina all’inizio dell’anno, la nostra influenza qui e in Thailandia è aumentata in modo significativo. Allo stato attuale, tuttavia, le macchinazioni di Regno Unito e Stati Uniti in Thailandia e Indocina sono in costante espansione, ed è difficile speculare su ciò che accadrà in futuro. Nella situazione attuale, il Giappone deve perseguire risolutamente la politica che ha deciso. Questa politica è essenziale per impedire le macchinazioni di Regno Unito e Stati Uniti. Lo sviluppo futuro della guerra tedesco-sovietica avrà un impatto significativo sugli Stati Uniti. Se l’Unione Sovietica subirà l’imminente sconfitta, il regime di Stalin rischia di cadere e gli Stati Uniti non sembrano voler andare in guerra. Se i calcoli della Germania non sono giustificati e la guerra si prolungherà, aumenterà la possibilità che gli USA entrino in guerra. Se la situazione della guerra è favorevole alla Germania, non credo che gli Stati Uniti entrarono in guerra, mentre Giappone invaderà l’Indocina francese. Certamente, preferiremmo usare mezzi pacifici. Vorremmo anche agire in Thailandia, ma questo avrebbe gravi conseguenze dato che la Thailandia confina con la Malesia. Al momento, avanzeremo solo in Indocina. Faremo attenzione sulla direzione delle nostre truppe in Indocina”.

Hara: “Vedo. Sono completamente d’accordo con lei. Penso che il governo e il comando supremo siano unanimi su questo tema, che faremo tutto il possibile per evitare lo scontro con Regno Unito e Stati Uniti. Penso che il Giappone debba evitare azioni militari contro gli Stati Uniti, almeno nella situazione attuale. Allo stesso tempo, chiedo anche al governo e agli alti comandi di colpire l’Unione Sovietica il prima possibile. L’Unione Sovietica va distrutta, quindi spero che vi addestrerete per tali ostilità. Posso solo sperare che questa politica sia attuata non appena verrà presa una decisione. Dalle argomentazioni che ho fornito, ne consegue che sono pienamente d’accordo con le proposte avanzate nella discussione di oggi.
Tojo: “Condivido l’opinione del signor Hara, Presidente del Consiglio Privato. Tuttavia, il nostro Impero è ora legato dall’incidente cinese, e spero che il Presidente del Consiglio Privato lo comprenda. Il Ministro degli Esteri Matsuoka ha espresso la sua opinione sui giovani ufficiali. Come responsabile del comportamento dei soldati e di tutto il personale delle forze armate, vorrei dire alcune parole sulle osservazioni del Ministro degli Esteri fatte alla presenza dell’Imperatore. Il Ministro degli Esteri accennava al fatto che alcuni soldati in prima linea sono impazienti. Tuttavia, intendo che l’esercito agisce secondo gli ordini dell’imperatore. Ciò a cui si riferisce il ministro degli Esteri non potrà mai accadere. Faremo ricorso a misure severe (disciplinari) contro le truppe inviate nell’Indocina francese. È molto difficile conciliare le azioni militari e diplomatiche. Cercherò di evitare problemi di questo tipo in collaborazione coll’alto comando”.
Sugiyama: “Sono totalmente d’accordo col Ministro della Guerra. Prenderemo misure rigorose di controllo per impedire azioni sbagliate. Puà stare sereno al riguardo. Colgo l’occasione per descrivere la situazione dell’Armata del Kwantung. Delle trenta divisioni dell’Unione Sovietica, quattro sono già state inviate in Occidente. Tuttavia, l’Unione Sovietica ha ancora (in Estremo Oriente) una forza schiacciante, pronta al dispiegamento strategico. D’altra parte, l’Armata del Kwantung è nella posizione che ho già menzionato. Voglio rafforzarla in modo che possa proteggersi, facilitare i negoziati diplomatici, essere pronta a un’offensiva e attuarla quando si presenteranno condizioni favorevoli. Credo che i risultati della guerra tra Germania e Unione Sovietica saranno noti tra cinquanta-sessanta giorni. Nel frattempo, dobbiamo decidere la risoluzione dell’incidente cinese e i negoziati con Gran Bretagna e Stati Uniti. Perciò le nostre frasi includono la frase “fin quando non interveniamo in questo conflitto”.

Sugiyama: (commenti dopo l’incontro), “Durante l’incontro, nessuno ha parlato a nome della flotta. Nagano, il capo di Stato Maggiore della Marina, voleva parlare quando c’erano domande sulla parte meridionale dell’Indocina francese, ma si è astenuto quando qualcun altro iniziava a parlare. Le domande poste dal Presidente del Consiglio Privato Hara erano pertinenti e specifiche. L’imperatore sembrava molto soddisfatto. Le risposte del governo e dell’alto comando erano chiare e riuscite…
Matsuoka: “Questo sommario è un segreto di Stato e non può essere divulgato in alcuna circostanza. Darò a ciascuno di voi un documento ufficiale, quindi vi prego di essere così gentili da restituire i testi che ho già distribuito”.

Nella seconda metà di luglio, quando i preparativi giapponesi per un attacco all’URSS erano in pieno svolgimento, i generali giapponesi mostrarono dubbi sul successo della blitzkrieg tedesca. Il 16 luglio, nel diario di guerra imperiale, in cui eventi e situazione sui fronti della Seconda guerra mondiale furono valutati, fu tracciata una nota: “Non ci sono azioni attive su fronte sovietico-tedesco. Poi il 21 luglio: “Non c’è certezza nello sviluppo della situazione sul fronte sovietico-tedesco. Sembra che la pioggia a Tokyo non si fermi per diversi giorni”. Le difficoltà dell’esercito tedesco furono anche messe in luce dalle richieste dei capi della Germania al Giappone, frequenti nel luglio 1941, di aprire il prima possibile il secondo fronte a est. Tuttavia, i capi giapponesi temevano un’azione prematura contro l’Unione Sovietica. Il 29 luglio, sul diario segreto della guerra fu scritto: “Sul fronte sovietico-tedesco, non ci sono ancora cambiamenti. Arriverà il momento della risoluzione armata del problema del Nord quest’anno? Hitler ha commesso un grave errore? I prossimi dieci giorni dovrebbero decidere la storia”. Questo era il tempo rimasto per la data fissata per la decisione del Giappone di lanciare la guerra all’URSS, il 10 agosto. Lo stesso attacco era previsto per il 29 agosto 1941.

Estratto dalla trascrizione della 43.ma riunione del Consiglio di coordinamento del governo e del seggio imperiale del 1° agosto 1941
Ordine del giorno della discussione: “I principi di base dei negoziati diplomatici coll’Unione Sovietica”. Il contenuto della discussione: “Il capo di Stato Maggiore dell’esercito riferiva sull’occupazione dell’Indocina francese e l’invio di truppe a nord. Quindi, fu presentato il contenuto del documento “I bisogni della mobilitazione delle risorse per la guerra”. Quindi il ministro degli Esteri Toyoda introdusse il documento “Principi di base dei negoziati diplomatici coll’Unione Sovietica” e forniva una panoramica della situazione. Ci fu uno scambio di opinioni, ma la decisione venne alla prossima riunione. Durante la discussione, furono trattati i seguenti argomenti: L’impero dovrebbe essere guidato dagli obiettivi decisi dal Patto tripartito. Si può deviare di 90 o anche 180 gradi, ma procedere regolarmente. Il patto tripartito crea le condizioni per l’istituzione di un nuovo ordine in Europa e di un nuovo ordine giapponese nell’Asia orientale. Questo non può essere negato. Anche se ci sono ostacoli esteri, è necessario aderire al Patto tripartito. Sembra impossibile dichiarare apertamente il rispetto del patto di neutralità o fare promesse al riguardo. L’ex-ministro degli Esteri Matsuoka sosteneva che il patto di neutralità non aveva alcun effetto sul patto tripartito. Sarebbe sbagliato, secondo i partecipanti all’incontro, parlare ora coll’Unione Sovietica. L’opinione generale era che, spiegando il documento “Principi di base dei negoziati diplomatici con l’Unione Sovietica”, fu suggerito che la guerra tedesco-sovietica si sarebbe prolungata. Il capo di Stato Maggiore dell’esercito e il ministro delle Guerra lo negavano dicendo: “Non è necessario. Il fatto che, per il momento, la lotta armata sul fronte sovietico-tedesco non proceda nella giusta direzione, favorisce i tedeschi… È molto probabile che la guerra finisca con la rapida vittoria della Germania. Sarà estremamente difficile per i sovietici continuare la guerra. L’affermazione che la guerra tedesco-sovietica continue è una conclusione affrettata. Il ministro della Marina è d’accordo con tale opinione”.

Estratto dalla trascrizione della 44.ma riunione del Consiglio di coordinamento del governo e il seggio imperiale del 4 agosto 1941
L’ordine del giorno della discussione: “I principi di base dei negoziati diplomatici coll’Unione Sovietica”.
Il Viceministro degli Esteri Yamamoto spiegava la sua visione del documento “Principi di base dei colloqui diplomatici coll’Unione Sovietica” così: “La questione centrale è l’interpretazione della neutralità. Le disposizioni di questo accordo consentono una diversa interpretazione, ma il problema pratico è se promettiamo (apertamente) di osservare la neutralità o se saremo d’accordo (tra noi) che resteremo neutrali. Dobbiamo approvare il primo o il secondo. Cosa accadrà se negozieremo coi sovietici sulla base di questo approccio? Il Giappone non pensa che ci sia una minaccia per l’Asia orientale”.
Oikawa: “Il fatto è che in questo momento l’Impero ha due trattati: sull’alleanza e la neutralità. È un problema difficile. È possibile non menzionare il patto di neutralità e, nel caso dei negoziati, dire: “Risolviamo i problemi che creano difficoltà nelle relazioni reciproche dei nostri due Paesi”?
Tojo (e altri): “Il patto tripartito e il patto di neutralità esistono simultaneamente. Tuttavia, dal punto di vista delle relazioni internazionali, il patto tripartito prevale, e il patto di neutralità segue. In pratica, tutto ciò che dobbiamo fare è decidere in che modo affrontare questo problema dal punto di vista della politica nazionale, ecc. Si è deciso che la linea comune sarà questa: si può dire all’Unione Sovietica che se aderisce strettamente al Patto di neutralità e non minaccia l’Impero in Estremo Oriente, aderiremo al Patto di neutralità. Se l’Unione Sovietica non osserva la neutralità e non prende una posizione amichevole o non concede le regioni di Primorskij o Kamchatka a una terza potenza, il Patto di neutralità non sarà efficace”.
Poi si ebbe uno scambio di dichiarazioni tra il ministro degli Esteri e il capo di Stato Maggiore di Sugiyama su notizie secondo cui alcune unità in Manciuria si preparavano a un’offensiva. Sugiyama lo negava.

Estratto dalla trascrizione del 45.mo incontro del Consiglio di coordinamento del governo e il seggio imperiale del 6 agosto 1941
Agenda della discussione: “Sulle misure dell’Impero sullo stato attuale delle relazioni tra Giappone e Unione Sovietica”. (Riassunto: prima di tutto scambio di opinioni in generale, quindi il ministro degli Esteri riferiva della sua conversazione cogli ambasciatori tedesco e sovietico, dopo che fu discusso e approvato ciò dal quartier generale imperiale, presentando il documento dagli Stati Maggiori dell’esercito e della marina “Sulle misure dell’Impero per l’attuale stato delle relazioni tra Giappone ed Unione Sovietica”).
Il ministro degli Esteri Toyoda: “Ieri ho invitato l’ambasciatore sovietico e ho avuto una conversazione con lui sulla base del primo paragrafo del documento. “Principi di base dei colloqui diplomatici coll’Unione Sovietica”. In risposta, l’ambasciatore dichiarava: “Avevo qualche dubbio sul futuro, ma la vostra dichiarazione ha fatto chiarezza. Riferirò questo al mio governo. Ha ragione quando parla del problema dei disaccordi. Finora, abbiamo seguito i desideri del Giappone e intendiamo continuare a farlo in futuro… In ogni caso, il mio governo e io apprezziamo il fatto che abbiate toccato i fondamenti della vostra politica estera. Vi ringrazio di cuore per le vostre dichiarazioni schiette e chiare. Mi sento sollevato”. Informavo l’ambasciatore Tatekawa (Ambasciatore del Giappone nell’URSS) del contenuto di questa conversazione.
Oggi, 6 agosto, alle 9, mi faceva visita l’ambasciatore tedesco Ott, che ha detto:
Ott: “Ho saputo che ha parlato coll’ambasciatore sovietico. Qual è stata la conversazione?”
Toyoda: “Abbiamo parlato della cooperazione su questioni relative alle nostre concessioni nel nord di Sakhalin, in modo da poter svolgere le nostre attività senza ostacoli…”
Ott: “Quale sarà la posizione del Giappone se gli Stati Uniti invieranno armi all’Unione Sovietica attraverso Vladivostok?”
Toyoda: “Dovremo considerarlo un problema”.
Ott: “Cos’ha intenzione di fare cogli Stati Uniti?”
Toyoda: “Gli Stati Uniti sono entusiasti. Per prima cosa, proveremo a calmarli”.
Ott: “Ho sentito che il Giappone negoziava il trasferimento di aree ad est del lago Baikal. Cosa può dire?”
Toyoda: “Non è vero”.

Il 9 agosto 1941 fu adottato il documento del Comando supremo delle forze terrestri del Giappone, “Programma di gestione territoriale delle forze terrestri”, che prevedeva:
“Avendo in Manciuria e in Corea 16 divisioni, sia pronto ad opporsi all’URSS.
Continuare le operazioni in Cina.
Finire entro novembre i preparativi per la guerra nel sud.
La decisione non significa abbandonare il piano di guerra contro l’URSS “Kantokuen”, ma semplicemente ritardarne l’inizio dell’attuazione. Dal punto di vista degli obiettivi strategici e degli interessi economici, il governo giapponese riteneva che i sequestri nel nord e nel sud fossero anche necessari per l’istituzione del dominio giapponese nella regione Asia-Pacifico”.

Estratto dalla trascrizione della 47.ma riunione del Consiglio di coordinamento del governo e il seggio imperiale del 16 agosto 1941
Dalla conversazione tra il ministro degli Esteri Toyoda e l’ambasciatore tedesco Ott:
Ott: “Non ricordo esattamente, ma uno dei messaggi dell’ex-ministro degli esteri Matsuoka a Berlino ha dato era che non appena il Giappone si sentirà pronto, rovescerà il sistema comunista (l’Unione Sovietica). Cos’è successo a questo piano?”
Toyoda: “I nostri attuali preparativi militari contro l’Unione Sovietica sono il primo passo verso le future operazioni contro l’Unione Sovietica. Credo che sia nello spirito del Patto Tripartito”.
Ott: “Penso che la sua dichiarazione sul primo passo verso le operazioni contro l’Unione Sovietica sia molto importante. Vi capisco bene”.

Estratto dalla trascrizione della 50.ma riunione del Consiglio di coordinamento del governo e del seggio imperiale del 3 settembre 1941
Agenda della discussione: “Programma d’attuazione della politica statale dell’Impero”.
Sugiyama: “Non potremo dispiegare operazioni su larga scala nel nord fino a febbraio. Per combattere nel nord, dovete agire rapidamente nel sud. Anche se parliamo ora, le operazioni dureranno fino alla primavera del prossimo anno. Ma siamo in ritardo. E quindi non possiamo agire nel nord”. L’azione armata nel Sud era legata ai piani per la successiva guerra contro l’URSS. In previsione di tale guerra, il governo giapponese riteneva necessario costruire riserve di combustibile per l’impero, in particolare petrolio e altre materie prime strategiche. L’addetto a Parigi, colonnello Tsuji, riconobbe dopo la guerra: “Agli inizi di agosto, l’Ufficio della Guerra concluse che nel caso di operazioni contro l’Unione Sovietica, in sei mesi – un anno si sarebbero esaurite tutte le riserve di petrolio… Pertanto, riguardo il petrolio, ma per il traffico verso sud, non c’era via d’uscita”.

Estratto dalla trascrizione dell’incontro imperiale del 6 settembre 1941
Programma di discussione: “Programma d’attuazione della politica statale dell’Impero” (Il documento fu adottato in quest’incontro).
Testo del documento: “In considerazione della situazione estremamente tesa che regna attualmente, e in particolare delle misure adottate nei confronti del Giappone da parte di America, Inghilterra, Olanda e altri Paesi, nonché della posizione dell’Unione Sovietica, l’estensione del possibile uso della potenza statale dell’Impero, realizzeremo quanto prescritto da “I grandi principi della politica dell’Impero in relazione al cambiamento della situazione”: “Al fine di garantire l’autodifesa e l’autoconservazione del nostro Impero, s’impegna, se il caso, ad entrare in guerra con Stati Uniti, Gran Bretagna e Olanda, completando i preparativi bellici negli ultimi dieci giorni di ottobre. Allo stesso tempo, il nostro impero intraprenderà tutti i passi diplomatici verso Stati Uniti e Gran Bretagna, cercando di raggiungere i nostri obiettivi… Se non ci sono possibilità di soddisfare le nostre richieste nei primi dieci giorni di ottobre con mezzi diplomatici, prenderemo immediatamente la decisione d’avviare le operazioni militari contro Stati Uniti, Gran Bretagna ed Olanda. Altre misure politiche che vanno oltre il problema del movimento verso sud saranno seguite sulla base della politica nazionale adottata. Saranno fatti sforzi speciali per impedire a Stati Uniti ed Unione Sovietica di creare un fronte unito contro il Giappone”.
Dal discorso di Nagano: “Il numero dei materiali militari più importanti, compreso il petrolio, diminuisce ogni giorno. Ciò inevitabilmente indebolisce la nostra difesa nazionale e può portare al fatto che, pur preservando la situazione attuale, la capacità dell’Impero di condurre operazioni attive diminuisca giorno dopo giorno. Allo stesso tempo, la difesa delle installazioni militari statunitensi ed inglese nelle aree importanti dell’Estremo Oriente e la formazione militare di questi paesi, in particolare degli Stati Uniti, si sviluppano rapidamente. Nella seconda metà del prossimo anno, i preparativi militari statunitensi compiranno progressi significativi e sarà difficile affrontarli. Pertanto, è necessario riconoscere che è molto pericoloso per il nostro impero continuare l’inazione, che c’indebolisce ogni giorno… Le forze navali che la Gran Bretagna può inviare in Estremo Oriente, data l’attuale guerra in Europa, saranno limitate. Ne consegue che nel caso di uno scontro con la flotta statunitense, dato il ruolo dell’aviazione e altri fattori, possiamo aver grande fiducia nella nostra vittoria…”

Dal discorso di Sugiyama: “Sul problema del Nord. Credo che mentre combatteremo a Sud, questo problema non debba infastidirci. Inoltre, dall’inizio della guerra tedesco-sovietica, abbiamo intensificato i nostri preparativi per una possibile guerra coll’Unione Sovietica e siamo pronti a qualsiasi sorpresa. In futuro, è possibile si formi una coalizione tra Stati Uniti ed Unione Sovietica. Tuttavia, nel prossimo inverno, le operazioni militari su larga scala (nel Nord) sono molto difficili date le condizioni meteorologiche. Anche se Stati Uniti ed Unione Sovietica unissero le forze e usassero parte delle loro aviazioni e sottomarini, in questo periodo dell’anno le loro capacità di combattimento saranno limitate. Pertanto, se approfittiamo del periodo invernale e completiamo rapidamente le nostre operazioni militari nel Sud, credo che potremo affrontare qualsiasi cambiamento nella situazione nel Nord che possa verificarsi nella primavera del prossimo anno ed oltre. D’altra parte, avendo perso le opportunità offerte dall’inverno, non potremo proteggere il Nord durante le nostre operazioni nel Sud. Infine, c’è un altro problema che vorrei sottolineare. Se riconosciamo la necessità di iniziare una guerra nel Sud, il nostro impero deve comunicare immediatamente le proprie intenzioni a Germania e Italia prima della guerra e assicurarsi che Giappone, Germania e Italia possano cooperare per raggiungere gli obiettivi comuni della guerra. In ogni caso, non dobbiamo permettere a Germania ed Italia di concludere una pace unilaterale con Stati Uniti e Gran Bretagna. Lo considero particolarmente importante per la guerra”.
La scelta dell’opzione guerra “meridionale” era dettata, prima di tutto, dal desiderio della leadership militare e politica giapponese di dare una base economica alla continuazione nella Seconda guerra mondiale, e uno degli obiettivi rimaneva la sconfitta dell’Unione Sovietica. La direttiva 1048 del Quartier Generale Imperiale del 3 dicembre 1941, compito dell’armata metropolitana era: “In conformità colla situazione attuale è la preparazione amplificata alle operazioni contro la Russia. Siate pronti ad iniziarle nella primavera 1942. Il pericolo di un perfido attacco giapponese persistette. I leader sovietici furono costretti durante tutta la guerra a mantenere in Estremo Oriente e in Siberia forze importanti e mezzi estremamente necessari sul fronte tedesco-sovietico. La politica di ammassare truppe giapponesi verso l’oriente dell’Unione Sovietica, in coordinamento con la Germania di Hitler, prolungò la Grande Guerra Patriottica e la Seconda Guerra Mondiale nel complesso, aumentando il numero delle vittime.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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