L’arrivo della Cina in Europa centrale e orientale è questione di fiducia

Hongfei Gu, Global Times, 7/1/2019

Il governo cinese pubblicava il terzo documento politico sull’UE a metà dicembre evidenziando le ambizioni del Paese. Il documento propone una cooperazione nel commercio, investimenti, finanza, ricerca e innovazione, industrie emergenti e sviluppo sostenibile. La cooperazione tra Cina e Paesi dell’Europa centrale e orientale veniva menzionata per la prima volta nel documento politico. “Sulla base di interessi e bisogni comuni, la Cina e i Paesi dell’Europa centrale e orientale hanno una cooperazione interregionale aperta e trasparente a tutti gli effetti: sostegno e partecipazione costruttiva dell’UE e di altre parti sono ben accetti”, si legge nel documento. È chiaro che la Cina persegue attivamente le relazioni coll’Europa, in particolare coi Paesi dell’Europa centrale e orientale. Ma le mosse della Cina attraevano azioni da altri Paesi. L’ente regolatore della rete ceca ha recentemente avvertito gli operatori di non utilizzare software ed hardware prodotti dai fornitori di apparecchiature di telecomunicazione cinesi Huawei e ZTE, dicendo che rappresenterebbero una minaccia per la sicurezza. Tuttavia, pochi giorni dopo, il Consiglio di sicurezza nazionale del Paese smentiva tale avvertimento. Non è la prima volta che la Repubblica ceca prendeva una decisione così incoerente. Nel 2004, il governo ceco approvava l’esportazione del sensore passivo VERA in Cina. Ma a causa delle tensioni sino-statunitensi, Washington costrinse Praga a rigettare la vendita. La stessa possibilità esiste oggi. Nelle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, i Paesi dell’Europa centrale e orientale potrebbero dover decidere da che parte stare. Il documento politico della Cina sull’Unione europea è un esempio calzante in quanto riecheggia la descrizione strategica dei Paesi dell’Europa centrale e orientale citati in precedenza. Cina ed Europa sono attori importanti nel plasmare la multi-polarizzazione e la globalizzazione.
La posizione comune e gli interessi d’entrambe le parti nell’ordine globale riflettono l’emergente empatia della Cina nelle relazioni coll’Europa. Ancora più importante, la Cina chiede anche all’Europa di aprire il proprio mercato alle società cinesi. Non sorprende che quest’anno Cina e Paesi dell’Europa centrale e orientale continueranno a tenere il summit annuali dei leader in Croazia, che sarà l’ottavo dal primo tenutosi a Varsavia nel 2012. L’attesissimo Ponte Peljesac in Croazia, che la Cina costruisce, è un progetto di infrastrutture strategiche. Una volta completato, collegherà le regioni settentrionali e meridionali del Paese. Il progetto è visto come un dono che onora l’instaurazione di relazioni diplomatiche tra Cina e Croazia. Inoltre, il più grande sforzo d’investimento della Cina da parte di NORINCO, il Senj Wind Power Project, fu anche testimoniato dal primo ministro croato Andrej Plenkovic e considerato come segno della futura cooperazione tra Cina e Croazia. Tuttavia, quando gli interessi di sicurezza sono di primaria importanza, Cina e Paesi dell’Europa centrale e orientale hanno bisogno di maggiore fiducia al fine di rendere la cooperazione futura permamentee. In futuro, lo stile bilaterale della cooperazione pragmatica fondata sotto il complicato meccanismo “16+1” e la firma di altri memorandum d’intesa possono diventare una realtà. Questa è la direzione su cui la Cina deve concentrarsi nella cooperazione coi Paesi dell’Europa centrale e orientale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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