La Cina deve aspettarsi altre provocazioni dagli Stati Uniti

Global Times, 3/1/2019

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Patrick Shanahan dichiarava ai capi civili delle forze armate statunitensi di ricordare “Cina, Cina, Cina”. Molti media statunitensi titolavano con le parole. Mentre il Pentagono citava la Cina come “concorrente strategico” un anno fa, le osservazioni di Shanahan mostrano ancora una volta che Pechino è la priorità di Washington contro cui difendersi. Gli affari della sicurezza di un paese importante sono di solito ordinati per importanza e urgenza, e la Cina non può essere diventata l’obiettivo più importante degli Stati Uniti. Ma Washington sembra trascurarlo. Si concentra solo sulla Cina, perdendo interesse in Afghanistan e Siria. La guerra commerciale riflette l’atteggiamento duro degli Stati Uniti nei confronti della Cina nel 2018. Se Washington farà pressione militare su Pechino nel 2019, resta ancora da vedere. Dicendo “ricordate la Cina”, Shanahan potrebbe voler impedire alla Cina di ridurre il divario militare tra Cina e Stati Uniti. Gli Stati Uniti possono condurre più provocazioni militari contro la Cina nello stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale. Nel 2018, Washington condusse “navigazioni libere” nel Mar Cinese Meridionale e inviò navi da guerra nello stretto di Taiwan. La Cina deve mantenere i suoi principi pur restando calma. La Cina deve capire che Washington è strategicamente in guardia contro Pechino, cercando di fermare l'”espansione” della Cina attraverso molestie tattiche ed avvertimenti. Ciò che Cina e Stati Uniti devono fare ora è parlarsi, esplorare la mutua tolleranza e formare un nuovo equilibrio nella fase attuale. La Cina non può attaccare gli Stati Uniti, ma il Paese ha potenza sufficiente per far pagare a Washington un prezzo insopportabile se attaccassero la Cina, costituendo un potente deterrente contro la Casa Bianca. Quando Shanahan urlava “Cina, Cina, Cina”, Pechino deve rispondere accelerando la costruzione del deterrente contro gli Stati Uniti. La Cina deve fare buon uso della deterrenza, imparando a far sentire gli altri timorosi senza essere furiosi.
Il 2019 è il 70° anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese. Non vediamo l’ora di vedere il debutto pubblico della carta vincente della deterrenza cinese, il missile balistico intercontinentale Dongfeng-41. La Cina dovrà svolgere altre esercitazioni navali con munizioni vere, in particolare nel colpire le portaerei. Non c’è motivo di preoccuparsi di scontentare Washington, rendendoli invece interessati all’esercitazione. Per promuovere la riunificazione pacifica, l’Esercito popolare di liberazione dovrebbe anche svolgere altri preparativi per rispondere a una crisi militare sullo stretto di Taiwan, formulare vari piani come un blocco militare dell’isola, distruggervi le strutture militari ed impedire interventi militari esteri, divulgandoli al mondo in modo appropriato, quando necessario. Di fronte alla pressione strategica degli Stati Uniti, lo sviluppo pacifico non significa sorridere e sopportare. Affrontando tali provocazione malevoli, la Cina deve chiarire risolutamente il proprio atteggiamento, non aver paura del prezzo per stabilire regole che tutte le forze estere debbano rispettare gli interessi fondamentali della Cina.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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