75 anni fa la Seconda Guerra Mondiale: la Guerra Germania-Polonia e le sue mitologie

Poland-1939-px800Il 1° settembre 1939, alle 4,30 del mattino le truppe della Wehrmacht, l’esercito della Germania nazista, varcavano al frontiera con la Polonia. Iniziava la Guerra Polacco-Tedesca e, di conseguenza, la Seconda Guerra Mondiale.
Tale evento scatenante il maggior conflitto della storia, è sempre stato affrontato in modo trascurato, quasi fosse stato u vento secondario. Inoltre, in questa particolare vicenda, gli storici, i giornalisti e gli scrittori, anche quelli democratici e antifascisti, anche quelli di oggi, continuano a propagandare inconsapevolmente una visione dei fatti di matrice nazista. Difatti, nei manuali di storia si continua ripetere le menzogne del dottor Goebbels, il ministro della propaganda del III° Reich. E cioè che la Polonia era un paese arretrato, con un esercito primitivo e di scarso valore bellico; che la campagna nazista per la conquista e l’annessione della Polonia fosse stata una passeggiata.
Nulla di più falso.
Ecco i dati riguardanti i contendenti:

Polonia
39 divisioni (non tutte a ranghi completi), 16 brigate
4300 pezzi d’artiglieria, 880 carri armati, 400 aeroplani,
950000 militari

Germania
60 divisioni di cui 7 corazzate e 4 meccanizzate, 4 brigate, 3 reggimenti Waffen SS, 2 reggimenti indipendenti di fanteria, 2 battaglioni indipendenti di carri armati
9000 pezzi d’artiglieria, 2750 carri armati, 2315 aeroplani
1500000 militari

Unione Sovietica
33 divisioni, 11 brigate
4959 pezzi d’artiglieria, 4736 carri armati, 3300 aeroplani
466516 militari

Slovacchia
3 divisioni con 51306 militari

Non solo questi numeri danno le proporzioni dello scontro, tutt’altro che secondario e scontato, ma i seguenti dati indicano l’asprezza e l’intensità della guerra polacco-tedesca:

Perdite umane:
Polonia
66000 morti, 133700 feriti, 694000 prigionieri

Germania
16343 morti, 320 dispersi, 27640 feriti

Unione Sovietica
1475 morti o dispersi 2383 feriti

Slovacchia
37 morti, 11 dispersi, 114 feriti

150000–200000 civili polacchi rimasero vittime del conflitto, assieme a 3250 civili tedeschi (ma 2000 di essi erano franchi tiratori e guerriglieri delle organizzazioni filo-naziste).

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Come si vede da questi numeri crudi, la campagna per la conquista della Polonia non fu per nulla una scampagnata come si favoleggia. Oltre 16.000 morti erano un prezzo altissimo anche per il III° Reich. La Polonia ‘arretrata e condannata’ seppe difendersi. Varsavia crollò solo quando, il 17 settembre 1939, cioè più di due settimane dopo l’aggressione nazista, entrarono in azione le unità dell’Armata Rossa. In effetti, il 25 agosto 1939, Mosca e Berlino avevano stipulato un accordo di mutua neutralità, in cui i tedeschi chiedevano ai sovietici di spartirsi la Polonia in due zone d’influenza. La spiegazione della genesi di questo trattato richiede ampio spazio, perciò tralasciamo la questione solo per affermare il perché dell’intervento sovietico.
I sovietici erano titubanti, non s’erano decisi ad intervenire contro la Polonia; e solo quando i tedeschi insistettero decisero d’intervenire. Berlino aveva trovato delle gravi difficoltà nel battere le armate polacche, e solo con l’azione sovietica il fronte nemico crollò.
Tutto ciò dimostra le falsità propagandistiche sulla condizione delle forze armate polacche, falsità propagandate ancora oggi nei testi di storia italiani. Inoltre, un falso storico assai diffuso ed ingigantito, riguardo quell’evento bellico, è la vicenda della cavalleria polacca che carica contro i carri armati tedeschi. Un mito che come molte leggende, è nato da un evento reale:
Il 1° settembre 1939, il giorno l’offensiva nazista, circa 250 cavalieri polacchi caricarono una unità di fanteria tedesca a Krojanty, un villaggio del nord della Polonia. Dopo aver disperso il nemico, furono sorpresi dai mezzi corazzati tedeschi che emersero dai boschi e li mitragliarono, uccidendo diverse decine di cavalieri e di loro cavalli. “Quando i giornalisti tedeschi e italiani arrivarono sul campo di battaglia, gli vennero mostrati i cavalli e cavalieri morti e due carri armati tedeschi“, ha dichiarato lo storico militare inglese Christoph Mick. “La storia era stata costruita dalla propaganda nazista per mostrare l’arretratezza dell’esercito polacco e quanto i polacchi avessero sottovalutato la forza della Wehrmacht. Ma la cavalleria polacca non ha mai attaccato i carri armati tedeschi“.
La Polonia aveva deciso di motorizzare gran parte del suo esercito a partire dal 1942. Il ruolo dei cavalli durante la guerra, però, è tutt’altro che mitico. Nel 1939, la Polonia aveva ancora circa 320.000 cavalli, ma soprattutto i loro cavalli erano un mezzo dei soldati per andare in battaglia. “La realtà è che la cavalleria polacca era stata addestrata e utilizzata come fanteria a cavallo. La cavalleria non avrebbe dovuto combattere a cavallo, ma doveva smontare prima di combattere“, ha detto Jan Szkudlinski del museo della seconda guerra mondiale della Polonia.
Quando le circostanze lo imponevano, la cavalleria polacca caricò contro truppe tedesche in almeno 16 occasioni. Nonostante la loro immagine d’alta tecnologia, i nazisti avevano circa 200.000 cavalli. Cavalieri polacchi e tedeschi si scontrarono a Krasnobrod, nella parte orientale della Polonia, il 23 settembre, due settimane prima della capitolazione dei polacchi, avvenuta il 6 ottobre 1939.

pzl_50_jastrzab__2_color_by_jeremak_j-d310r6oAlessandro Lattanzio, 03/09/09

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