Germania e Francia contro la rinascita della Russia

MK Bhadrakumar, Indian Punchline 30 dicembre 2018

Una dichiarazione congiunta franco-tedesca sull’Ucraina condannava la Russia e chiedeva l’immediato rilascio dei marinai detenuti in seguito al cosiddetto incidente di Kerch di novembre. Mosca rispose con un linguaggio altrettanto netto, respingendo sommariamente le pretese franco-tedesche. La motivazione franco-tedesca nel provocare la Russia non è chiara. Forse, una combinazione di circostanze . C’è frustrazione a Berlino e Parigi col 2018 che si conclude con Mosca comodamente presente in Ucraina, di fatto divisa in due nazioni separate col Donbas sotto la tutela di Mosca. Anche l’adesione della Crimea è irreversibile. Insomma, il colpo di Stato del febbraio 2014 a Kiev si è rivelato un disastro per le potenze occidentali, coll’idioma dei tagli di bistecca, Mosca otteneva i tagli migliori, tra cui la Crimea. A proposito, Mosca annunciava il 28 dicembre il completamento della recinzione di 60 chilometri al confine con l’Ucraina. L’occidente, d’altra parte, è gravato da un’Ucraina residua che è sempre più una responsabilità a lungo termine politicamente, militarmente e finanziariamente. In termini geopolitici, le tensioni dell’occidente con la Russia si sono irrimediabilmente complicate e il Mar Nero, in particolare, è una regione contesa. Nell’era di Barack Obama, la svolta degli eventi nel 2014 avrebbe potuto avere una logica maggiore del cambio di regime in Ucraina (sponsorizzato dall’Unione europea e acuito dagli Stati Uniti) divenendo momento cruciale nella politica da grande potenza post-Guerra fredda, cementando la leadership transatlantica degli Stati Uniti diede alla NATO un nuovo orientamento contro la Russia indicata come “nemica”, ed ostacolando (dalla prospettiva nordamericana) le incursioni diplomatiche predatorie di Mosca in Europa e galvanizzando l’entrata dell’Ucraina nel sistema di alleanze occidentali, compiendo così un grande passo in avanti nella strategia statunitense per accerchiare la Russia. Tuttavia, i piani di Obama fallivano. Certo, l’intervento russo in Siria nel settembre 2015 sarebbe stato in parte almeno attribuibile alle tensioni sui legami di Mosca coll’occidente, col Cremlino che riteneva che l’assenza dell’appoggio in Siria, un’efficace presenza russa nel Mediterraneo sarebbe stato insostenibile. A sua volta, la Russia invertì l’andazzo del conflitto siriano, sganciava la Turchia dal campo occidentale, forgiava una vera alleanza coll’Iran e stabiliva una presenza politico-militare permanente nel Medioriente. Ancora più importante, Hillary Clinton non vinceva le elezioni presidenziali statunitensi del 2016, portando l’agenda di Obama in Ucraina alla logica conclusione del contenimento della Russia. Donald Trump, al contrario, non s’interessa della strategia occidentale concertata sull’Ucraina ed è persino discutibile se consideri gli interessi statunitensi in Ucraina. Così, nonostante l’asse segreto operasse attivamente, anche in modo attivo, tra il Pentagono di James Mattis (che fu comandante della NATO) e gli estremisti in Europa, Trump era disinteressato a trasformare l’Ucraina in stallo contro la Russia. Il supporto di Trump a Kiev è stato di gran lunga il meno ottimale.
In teoria, l’espulsione di Mattis da segretario alla Difesa statunitense demoralizzerà gli intransigenti alleati europei degli Stati Uniti. Il loro senso di vulnerabilità nei confronti della risorgente Russia è solo in ascesa. In effetti, l’annuncio di Trump sul ritiro dalla Siria li ha anche storditi, poiché temono lo spettro di una Russia trionfante in marcia. Per Germania e Francia, sorge anche una situazione acuta perché il ritiro degli Stati Uniti dalla Siria esporrà il loro intervento militare segreto in Siria senza alcun mandato delle Nazioni Unite, privo di legittimità secondo il diritto internazionale. Ironicamente, c’è il pericolo che senza l’acquiescenza russa, l’insabbiamento dei crimini di guerra commessi dalle forze tedesche e francesi in Siria possa essere svelato prossimamente, causando enormi disagi alla loro immagine così attentamente coltivata come modello di ordine liberale internazionale. Rapporti sulla stampa russa fanno intendere che Mosca può enunciare i crimini di guerra tedeschi e francesi in Siria. Pertanto, la dichiarazione congiunta franco-tedesca può essere vista sullo sfondo dell’inflessione nelle relazioni della Russia coll’Europa. Ciò che complica le cose è che la politica tedesca è in tumulto. L’Ucraina, senza dubbio, è un punto oscuro della politica estera di Merkel, perché fu personalmente alla guida del cambio di regime a Kiev nel 2014, ma oggi è impotente nel guardare il costante degrado dell’Ucraina.
Quali sono le opzioni disponibili a Parigi e Berlino sull’Ucraina nei confronti della Russia? Le faglie nei rapporti con Trump ne indeboliscono seriamente la capacità di far fronte alla rinascita russa. Inoltre, resta da vedere la resilienza dell’asse franco-tedesco nello scenario europeo post-Merkel. Sebbene la Francia sia destinata ad assumere la presidenza di turno dell’UE a gennaio, la posizione del presidente francese Emmanuel Macron nella guida dell’Europa è ben lungi dall’essere convincente. Paradossalmente, le sanzioni contro la Russia hanno privato le potenze europee della capacità di sfruttare la loro influenza su Mosca. La Russia è sopravvissuta alle sanzioni. Secondo una dichiarazione del Ministro dell’Energia russo Aleksandr Novak, Mosca ha guadagnato altri 100 miliardi di dollari grazie al formato OPEC+ negli ultimi due anni. D’altra parte, il successo della “Palude” a Washington nel bloccare i piani di Trump per migliorare i rapporti con la Russia ha solo garantito che le relazioni russo-statunitensi collassino. Sembra improbabile che Trump muti le relazioni USA-Russia nei prossimi due anni del mandato presidenziale. A dire il vero, se l’amministrazione Trump procede scaricando il trattato nucleare intermedio, la sicurezza europea subirà un duro colpo. Tutto sommato, poiché il prossimo 30° anniversario del crollo del Muro di Berlino si avvicina, sembra che i vincitori e i perdenti della Guerra Fredda rimanga da decidere.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



PayPal è il metodo rapido e sicuro per pagare e farsi pagare online.

Precedente Trump corre in Iraq, per evitare un golpe contro di sè Successivo Il conflitto siriano spiegato ai fessi