Erdogan potrebbe sacrificare i suoi ascari in Siria

Maggior-Generale Muhamad Abas, intervistato da Basma Qadur, Syria Times, 31 dicembre 2018

Un ufficiale siriano ha escluso lo scontro diretto tra forze siriane e turche nel nord della Siria dopo l’ingresso dell’Esercito arabo siriano nella città di Manbij, ma si aspetta l’uso della carta degli ascari (brigata Sultan Murad e altre di Erdogan) da parte della Turchia in coincidenza coll’inizio della battaglia d’Idlib all’inizio del prossimo anno. Il Maggior-Generale Muhamad Abas affermava al giornale elettronico Syria Times che la Turchia non sarà mai impegnata in scontri diretti coll’Esercito arabo siriano, ma potrebbe usare forze surrogate tratte da Idlib, Jisr al-Shuqur, Muraq e altre aree per uccidere i curdi siriani. “Usando forze di ascari, Racep Tayyip Erdogan si sbarazzerà di tali forze ed ucciderà molti curdi siriani con una battaglia che porterà alla distruzione delle infrastrutture nelle aree siriane e all’espansione della guerra contro lo Stato siriano”, dichiarava l’ufficiale, aggiungendo che Erdogan potrebbe usare gli ascari turchi in coincidenza coll’inizio della battaglia per Idlib per fermarla in cambio fermando possibili scontri ad Ayn Arab o Tal Abyad. “Una delle scelte di Erdogan è ora sacrificare i suoi ascari ad Idlib dato il fallimento degli strumenti armati nella guerra contro la Siria passando al conflitto diplomatico, politico ed economico con Paesi occidentali”, affermava il Generale Abas, secondo cui gli ascari turchi (movimento Nuradin al-Zinqi e Jabhat al-Nusra) sono diventati un peso per la Turchia. L’ufficiale notava che la battaglia d’Idlib potrebbe iniziare all’inizio del prossimo anno, quando i cittadini siriani della provincia respingeranno l’esistenza dei gruppi terroristici e non vedranno l’ora di accogliere l’Esercito arabo siriano e combattere al suo fianco. Ed affermava che Russia ed Iran non permetteranno mai alla Turchia d’espandersi nei territori siriani essendo alleati strategici della Siria e coordinandosi militarmente per sconfiggere i gruppi terroristici, in particolare lo SIIL, nel nord della Siria.
Riguardo le forze democratiche siriane, il Generale Abas affermava che un accordo tra esse e lo Stato siriano è dietro l’angolo, ma il problema è che le organizzazioni curde nel nord-est della Siria sono composte da 85 partiti politici. “Alcuni di tali parti lavorano per la Turchia e possono ostacolare qualsiasi accordo”, chiariva l’ufficiale, riferendosi allo stretto coordinamento tra Turchia e Israele (nemico sionista) contro la Siria. “I comuni obiettivi aggressivi di Turchia ed entità sionista sono prolungare la guerra in Siria, impedire allo Stato siriano di raggiungere la stabilità nazionale e ostacolare il processo di ricostruzione e il ritorno dei rifugiati siriani in Patria”, aggiungeva. L’ufficiale collegava la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti per efiltrare le forze statunitensi dalla Siria, allo schieramento di forze turche a nord di Manbij e all’attacco missilistico israeliano a sud-ovest di Damasco.

Curdi siriani
Questi sviluppi rapidi e recenti rientrano nel quadro della guerra alla Siria, secondo il Maggior-Generale, che chiariva che l’adesione del popolo siriano alla sovranità nazionale e alla riconquista dell’Esercito arabo siriano della maggior parte delle aree detenute dai guerriglieri filo-statunitensi sono dietro tali sviluppi. “I curdi siriani hanno capito che solo lo Stato siriano può proteggerli dall’attacco turco. C’è una differenza tra i curdi siriani, che non hanno abbandonato l’identità nazionale, e i curdi turchi e iracheni venuti in Siria per chiedere uno Stato indipendente ed istigare il popolo contro lo Stato siriano”, affermava. I curdi siriani sanno bene che i curdi nel nord-est dell’Eufrate hanno dato al regime turco un pretesto per entrare nei territori siriani sotto false pretese. Pertanto, annunciavano lealtà allo Stato siriano. “Il termine preciso che va usato per descrivere ciò che accade in Siria è Guerra di quarta generazione (4GW) che mira a vincere sulla Siria. Ma lo Stato siriano ha dimostrato la capacità di raggiungere l’equilibrio in tale guerra e rimane risoluto nel liberare tutte le aree del Paese”, concludeva il Maggior-Generale Abas.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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