La Cina avrebbe testato il missile balistico più potente del mondo

Military Watch 26 dicembre 2018

La Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLA) della Cina iniziò ad investire nello sviluppo di un missile balistico nucleare lanciato da sottomarino negli anni ’70, col primo sottomarino Type 092 armato di missili balistici JL-1 entrato in servizio nel 1981, tre decenni dopo che l’URSS sperimentò un simile sistema, seguita dagli Stati Uniti. La sofisticazione tecnologica della PLA era in generale di molto indietro rispetto a Stati Uniti o Unione Sovietica al momento, superata anche da piccoli Stati europei come Gran Bretagna e Francia. Mentre la PLA modernizzava completamente le proprie capacità nei tre decenni successivi all’adozione del Type 092 e la dottrina della difesa cinese si evolveva considerevolmente, la Narina dava la priorità allo sviluppo di un deterrente nucleare basato sui sottomarini, recentemente materializzatosi nello sviluppo del missile balistico sottomarino di terza generazione JL-3. Mentre le capacità dei sottomarini cinesi sono attualmente ben inferiori a quelle delle controparti nordamericane e russe, le tecnologie missilistiche balistiche del Paese sono progredite considerevolmente colmando il divario coi rivali, come esemplificato dall’adozione del missile balistico tattico “carrier killer” DF-21D e del missile balistico intercontinentale ipersonico DF-41. Queste nuovi armamenti nell’arsenale cinese, senza paralleli nel mondo al momento dell’entrata in servizio, dimostravano che le capacità dei missili balistici del PLA erano all’avanguardia, provocando speculazioni sul Paese che avrebbe tentato di sviluppare piattaforme sottomarine facendo uso di tecnologie simili.
Mentre le specifiche complete del JL-3 sono attualmente sconosciute, il missile è considerato un analogo del DF-41 basato a terra, con prestazioni comparabili. Secondo quanto riferito, il missile compì il primo test a fine novembre 2018 e si stima abbia una gittata di 12-14000 km. La velocità d’impatto stimata sarebbe Mach 20 rendendolo estremamente difficile da intercettare, così come la capacità di trasportare testate multiple indipendenti, rendendolo una risorsa particolarmente preziosa nell’arsenale strategico del PLA. Cogli attuali sistemi missilistici superficie-aria che trovano difficile intercettare tutto ciò che vola oltre Mach 3, il JL-3 garantirà la vulnerabilità agli attacchi nucleari agli USA. È probabile che il nuovo missile verrà schierato dai futuri sottomarini missilistici balistici cinesi Type 096, che dovrebbero avere capacità paragonabili alle piattaforme d’élite statunitensi e russe attualmente in mare. Probabilmente sarà anche dispiegato dalla flotta esistente di battelli della classe precedente al Type 096, in sostituzione del vecchio JL-2. Gli investimenti nella piattaforma d’arma si affiancano allo sviluppo di vettori nucleari terrestri e aerei più efficienti come il bombardiere strategico H-20, mentre il PLA modernizza completamente la sua triade nucleare.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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