Il primo volo del bombardiere russo Tu-22M3M

Military Watch 30 dicembre 2018

Il Tu-22M entrò per la prima volta in servizio nelle Forze Armate sovietiche nel 1972 come complemento più leggero alle piattaforme dalla gittata intercontinentale come il Tu-95, e quasi cinquecento piattaforme supersoniche furono fabbricate fino al 1997. 63 bombardieri rimangono in servizio attivo nell’Aeronautica russa oggi, con la maggior parte degli aerei che erano nell’aeronautica sovietica in riserva a causa del costo considerevole di manutenzione di una flotta di centinaia di aerei.
Circa 90 bombardieri furono ereditati dalle forze armate ucraine in seguito allo scioglimento dell’Unione Sovietica, e Kiev ne considerò la vendita all’Esercito popolare di liberazione della Cina insieme al più pesante Tu-160, dove le relative tecnologie erano studiate e utilizzate per espandere la Flotta di bombardieri dello Stato asiatico. Questi piani furono vanificati dall’intervento occidentale, con Stati Uniti e loro alleati europei desiderosi di mantenere tali tecnologie fuori dalla portata della Cina utilizzando pressione politica ed incentivi economici per assicurarsi che l’Ucraina demolisse i suoi bombardieri avanzati. Mentre la Russia oggi dispone una flotta di bombardieri relativamente piccola, l’Aeronautica investiva molto nella loro modernizzazione, rimanendo in servizio in prima linea provvedendo funzionalità all’avanguardia che possano almeno in parte compensare il numero ridotto.
L’ultima versione del Tu-22M, il Tu-22M3M, ha capacità ben al di sopra delle delle piattaforme concorrenti. L’aereo è stato sviluppato parallelamente al Tu-160M2 e alla modernizzazione dei bombardieri pesanti Tu-95 dispiegando avanzate munizioni a lungo raggio, nel piano complessivo per modernizzare la flotta di bombardieri russi. Questo era accompagnato dall’adozione del nuovo cacciabombardiere Su-34, aereo paragonabile a un bombardiere tattico leggero che può disporre di un arsenale di munizioni in costante aumento. La versione Tu-22M3M si basa sul già avanzato Tu-22M3, sviluppato con nuovi motori più potenti, nuove ali a freccia e una velocità massima notevolmente maggiore. La versione M3M adotterà il potente NK-32-02, lo stesso motore del Tu-160M2, e vedrà l’80 percento dell’avionica aggiornato o sostituito. Tra i nuovi sistemi che riceverà vi saranno il puntatore SVP-24-22, il sistema di navigazione GLONASS, un moderno cockpit digitale e un radar a scansione digitale NV-45. Anche la vita operativa verrà estesa significativamente a circa 45 anni e l’aereo riceverà nuovi sistemi di guerra elettronica.
Forse più importante di tutto, il Tu-22M3M acquisirà la capacità di dispiegare munizioni per attacchi di precisione, e può essere equipaggiato col nuovo missile balistico ipersonico Kh-47M2 Kinzhla. Queste munizioni furono annunciate nel marzo 2018 ed entrarono in servizio sujgli intercettatori MiG-31 modificati. Il Tu-22M3M potrà schierarne quattro, con una distanza di 2000 km e si stima colpiscano bersagli a velocità Mach 10. L’elevata precisione e manovrabilità dei missili li rendono ideali cacciatori di navi e il Kinzhal può distruggere qualsiasi nave da guerra di superficie nota, inclusi le portaerei da 100000 tonnellate, con un solo colpo. I missili possono essere equipaggiati con testate nucleari e possono svolgere un ruolo aria-terra. Gli aerei possono anche lanciare i nuovi missili da crociera Kh-32, e la loro vasta panoplia di armamenti li rende estremamente versatili, con un’altra munizione, la Kh-102, in grado di compiere attacchi nucleari tattici altamente precisi contro obiettivi a più di 3000 km di distanza. Mentre la Russia deve ancora esportare il Tu-22M, le capacità dell’ultima versione potrebbero portare al rinnovato interesse di potenziali clienti, come India ed Iran, col Paese che conserva diversi velivoli in deposito che potrebbero potenzialmente essere aggiornati allo standard M3M.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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