Israele rivela il segreto che l’ha turbato…

Nasir Qandil, al-BinaReseau International, 30 dicembre 2018

Nelle 24 ore dall’ultima aggressione israeliana contro Siria e Libano, i rapporti d’intelligence si diffondevano nei siti della sicurezza israeliana. Era chiaro che lo scopo dei rapporti è l’incapacità d’ignorare la realtà di ciò che accadde nel cuore dell’entità occupante nella notte dell’aggressione, col comando militare e di sicurezza giustificato dalle informazioni su un obiettivo di sicurezza di alto valore che meritava il rischio di scontrarsi col sistema di difesa aerea siriano, come i missili S-300, e lo scontro con la Siria che decideva di vendicarsi lanciando missili sulle posizioni israeliane. In seguito alla propaganda mirata sul Generale Qasim Sulaymani, i capi dell’occupazione insistevano sulla presenza dei leader di Hezbollah presi di mira, sottolineando che alcuni furono colpiti, prima di dichiarare che gli obiettivi, il Generale Sulaymani o i dignitari di Hezbollah avevano lasciato la Siria pochi minuti prima dell’attacco su un aereo iraniano decollato da Damasco.
Era impossibile trattare le cose in questo modo e fermarsi in quella fase, alla luce del comprovato fallimento dell’attacco, indipendentemente da ragioni ed accuratezza delle segnalazioni sulla presenza del Generale Sulaymani o dei leader di Hezbollah, perché ciò che accadeva nel centro dell’entità, specialmente nella regione di Haifa, non era più probabile venisse nascosto e tenuto segreto. I media israeliani riconobbero all’unanimità che un missile siriano colpiva un’area con decine di località, le più importanti Hadera, Cesarea, Zichon Yacov, O Akiva e Binyamina, dove vive quasi un quarto di milione di coloni. Tutti furono scioccati quando il missile è esploso e la conflagrazione incendiava l’area colpita. Il comando militare israeliano fu costretto a riconoscere pubblicamente la confusione causata dal mistero di questo missile, non sapendo se si trattasse di un missile della difesa aerea che avrebbe inseguito un aereo o un missile superficie-superficie che trasportava un forte messaggio militare ad Israele.
Dopo 24 ore, i rapporti israeliani rivelavano il contenuto di un messaggio russo ai capi israeliani secondo cui il missile S-200, avrebbe decifrato le nuove regole di ingaggio, e che qualsiasi futuro tentativo di raid verrà “accompagnato” dall’uso di questo tipo di missile, non contro aerei attaccanti, ma per raggiungere l’entroterra israeliana. Questo missile può essere un missile superficie- superficie balistico, con una gittata di 300 chilometri e alto potenziale distruttivo, in quanto può facilmente raggiungere l’entroterra israeliano grazie alla capacità di violare le difese aeree israeliane e colpire gli obiettivi senza dover dire che il lancio era diretto all’interno, ma piuttosto che per difesa aerea per colpire un aereo d’attacco, mancandolo e continuando la traiettoria. Secondo questi rapporti, il messaggio russo non rispose alla domanda israeliana: se le nuove regole d’ingaggio includessero sorvoli israeliani dello spazio aereo libanese. Gli israeliani riconobbero che ciò che vedevano come opportunità era diventata una minaccia e che ciò che volevano sfidasse il sistema di confronto siriano era diventato un’opportunità per la Siria, poiché ammettevano di essere confusi su come affrontare questa nuova situazione venendo oltraggiati agendo sulla base di informazioni fuorvianti che davano l’illusione di catturare prede come il Generale Sulaymani o i dirigenti di Hezbollah, intrappolandoli.
Questo accade mentre l’Esercito Arabo Siriano non si preoccupa delle reazioni israeliane. Il messaggio è arrivato, la preparazione è solida e l’esercito continuerà le missioni, entrando a Manbij, mentre i presidenti di Stati Uniti e Turchia hanno passato mesi a pianificarne la sicurezza, col Capo di Stato Maggiore degli Stati Uniti che si recava ad Ankara due volte per tracciare su carte lo schieramento delle proprie truppe. Israele ha perso il fattore sorpresa degli F-35 e i loro missili intelligenti GBU-39, mentre la Siria conserva ancora l’elemento sorpresa dei missili S-300. L’iniziativa strategica è ora della Siria che passa dalla ricerca dell’equilibrio strategico alla superiorità strategica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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