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Washington porta doni al regime neo-nazista di Kiev

Finian Cunningham, SCF 23.12.2018

Oh che bel pacco dono al regime di Kiev questa settimana da Washington. Giusto in tempo per Natale, poche settimane dopo che il presidente Petro Poroshenko tentava d’istigare una guerra con la Russia con la provocazione navale nello stretto di Kerch. Per prima cosa, l’inviato del governo nordamericano Kurt Volker annunciava altri 250 milioni di dollari in armi impacchettati dal Congresso per l’Ucraina. Poi le istituzioni del prestito internazionale di Washington, Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale, firmavano prestiti multimiliardari per il regime di Poroshenko. Radio Free Europe, di proprietà del governo statunitense, descriveva i nuovi prestiti finanziari come “vittoria” di Poroshenko. L’apparente fiducia degli investitori accordata dalle “agenzie di sviluppo” di Washington rafforzerà le prospettive di rielezione del presidente nel prossimo scrutinio di marzo. Fino a poco tempo prima, Poroshenko calava nei sondaggi d’opinione e sembrava destinato a una sconfitta. Quanto è conveniente che FMI e Banca mondiale, sotto il controllo del governo degli Stati Uniti, si facciano avanti con grande aiuto. E questo non è visto come interferenza negli affari sovrani di un Paese? Dopo il colpo di Stato della CIA a Kiev nel febbraio 2014 contro il governo eletto di Viktor Janukovich, si stima che gli Stati Uniti abbiano fornito alla cabala che ha preso il potere un miliardo di dollari in aiuti militari. E quei doni discutibili continuano coll’inviato Kurt Volker annunciare ad un forum a Bruxelles che il Congresso USA elabora ulteriori 250 milioni di dollari. Non sembra infastidire i legislatori nordamericani che il regime di Kiev sia dominato da demagoghi e neo-nazisti che adorano Stepan Bandera e altri collaborazionisti della soluzione finale del Terzo Reich. Proprio di recente il presidente Poroshenko veniva fotografato mentre ispezionava le forze speciali ucraine che indossavano le insegne delle SS.
Come osservava il Presidente Vladimir Putin nella conferenza stampa annuale, il regime di Kiev conduce una guerra e un blocco contro i propri cittadini della regione del Donbas da oltre quattro anni, in cui i civili continuano ad essere uccisi quotidianamente. Una delle ragioni per cui tale guerra rimane ignota in occidente è perché i media occidentali non ne parlano. O quando lo fanno, distorcono con bugie sulla Russia ha “invaso l’Ucraina”. Similmente al modo in cui i media occidentali “dimenticano” la guerra allo Yemen, e quando si prendono la briga di menzionarla, distorcono ancora definendola guerra per procura con l’Iran. La guerra in Ucraina contro il popolo di etnia russa è guidata dalla rabbiosa russofobia del regime di Kiev coerente con la mentalità sterminatrice del Terzo Reich con cui i loro antenati collaborarono durante la Seconda guerra mondiale. L’impudenza criminale di Washington non conosce limiti. Proprio come il presidente Donald Trump annunciava il ritiro di truppe statunitensi dalla Siria (presenti illegalmente da quattro anni), la stessa amministrazione intensifica il coinvolgimento militare in Ucraina.
Dopo l’incidente del 25 novembre nello stretto di Kerch, quando tre navi da guerra ucraine violavano il confine marittimo russo, si sarebbe potuto pensare che i sostenitori statunitensi del regime di Kiev avrebbero imposto cautela per non istigare la Russia. Per nulla sembra. Gli Stati Uniti sono visti aumentarne il già massiccio sostegno militare. Ciò equivale al via libero al regime di Kiev a continuare le provocazioni. Anche i tempi del finanziamento da FMI e Banca mondiale sono evidenti e altrettanto riprovevoli. Il FMI dichiarava di aver approvato 4 miliardi di dollari in nuovi fondi per il regime di Kiev, la cui prima tranche sarà erogata entro il 25 dicembre, a Natale! Insieme, i prestiti di FMI e Banca mondiale permetteranno al regime di Kiev di cercare altri debiti da altre fonti internazionali, la cui approvazione agisce come bollo di “sana economia”. L’Ucraina già sopporta debiti nazionali per circa 115 miliardi di dollari. FMI e Banca Mondiale quindi spingono il Paese nel baratro. Senza dubbio questo è il modello logoro di come il capitale occidentale spoglia il Paese delle risorse e di come la popolazione venga gettata nella schiavitù del debito. Tuttavia, sorgono gravi questioni legali. Resta inteso che alle istituzioni di Bretton Woods FMI e Banca Mondiale, ufficialmente affiliate alle Nazioni Unite, è vietato prestare denaro agli Stati che si trovano in conflitto armato. Com’è possibile che tali istituzioni finanzino il governo di Kiev che attacca orrendamente il proprio popolo nell’est dell’Ucraina e l’esplicita affiliazione all’ideologia nazista e ai sfacciati tentativi di provocare una guerra con la Russia? Inoltre, il prestito del FMI fu presumibilmente sospeso nel 2017 perché il regime di Kiev non rispondeva alle richieste di reprimere la corruzione e attuare riforme politiche. Se non altro, la corruzione economica e politica nel territorio ucraino sotto il controllo del regime di Kiev è un problema sempre più grave e dilagante. FMI e Banca Mondiale annunciavano i loro “aiuti finanziari” senza fornire alcuna prova dei presunti miglioramenti delle condizioni. Tutto ciò crea una brutta previsione per i prossimi mesi. Il regime di Kiev non ha intenzione di tornare sugli accordi di Minsk del 2015 che chiedevano una soluzione politica negoziata in Ucraina. Come osservava Putin, fin quando l’attuale cabala di Kiev rimarrà al potere, il conflitto sarà all’ordine del giorno.
Il governo degli Stati Uniti e le istituzioni finanziarie di Washington fanno in modo che la cabala rimanga al potere coi generosi benefici delle iniezioni di capitali e militari. Più inquietante è il fatto che il regime di Kiev sarà incoraggiato a portare l’atteggiamento guerrafondaio contro la Russia a un livello ancora più grave. Babbo Natale dovrebbe ricompensare i bravi ragazzi e ragazze. Per Washington, i doni sono evidentemente distribuiti a un regime canaglia neonazista sanguinario.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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