Crea sito

Alligatori alla frontiera; come la Russia neutralizzerà le difese aeree ucraine

Military Watch 17 dicembre 2018

Mentre le tensioni tra Russia e Ucraina rimangono alte e Mosca indicava disponibilità a reagire ad ogni ulteriore provocazione di Kiev, le opzioni militari russe per minare le difese del vicino vengono sempre più esplorate. Forse l’ostacolo più critico all’azione militare russa è la rete di difesa aerea dell’Ucraina, una delle più potenti in Europa che potrebbe costituire una minaccia per gli aerei da combattimento russi, e ben preparata a possibili ostilità. Dato che l’Aeronautica Militare russa apprese a suo rischio e pericolo, nella breve guerra con la Georgia, che la mancanza di preparazione nell’impegnare una rete di missili terra-aria può portare a pesanti perdite e rallentare un’offensiva per diversi giorni. Mentre la rete di difesa aerea dell’Ucraina è notevolmente più potente di quella della Georgia, negli ultimi dieci anni le Forze Armate della Russia hanno modernizzato completamente le capacità di attacco e oggi sono assai meglio preparate a penetrare uno spazio aereo nemico pesantemente difeso. L’Ucraina schiera numerose piattaforme di difesa aerea sovietiche come i numerosi sistemi S-300P a lungo raggio e BuK-M1 a medio raggio. Sebbene questi sistemi abbiano diversi decenni di vita e siano stati in gran parte ritirati dal servizio nelle Forze Armate russe a favore di sistemi più recenti, rappresentano ancora una potenziale minaccia per gli aerei da combattimento russi che operano nello spazio aereo ucraino. La Russia da parte sua dispone di una serie di risorse ben adattate a neutralizzare questi sistemi, compresi i missili da crociera Kalibr lanciati dai sottomarini nel Mar Nero e una varie munizioni di precisione dispiegate sui caccia Su-34, ideali per eliminare le difese aeree nemiche oltre la gittata di ritorsione. Coll’S-300P dal considerevolmente ristretto raggio d’ingaggio, meno di 100 km, ed incapace di intercettare munizioni veloci come il Kalibr, è probabile che si dimostri altamente vulnerabile a una salva iniziale di attacchi russi che lascerebbe quindi lo spazio aereo ucraino aperto agli aerei da combattimento russi. Solo la distruzione delle difese aeree dell’Ucraina, anche se non seguita dalla penetrazione dello spazio aereo del Paese da parte di aerei da combattimento russi, potrebbe essere considerata dimostrazione di forza sufficiente da parte di Mosca inviando un messaggio al governo a Kiev.
Un’altra opzione più radicale per le forze russe per neutralizzare le difese aeree ucraine potrebbe essere schierare i nuovi elicotteri d’attacco Kamov Ka-52 Alligator. Numerosi rapporti indicano che il 3.zo Squadrone del 39.mo Reggimento elicotteri d’attacco della Russia si addestrava a sopprimere le difese aeree nemiche usando i 16 aeromobili ad ala rotante Ka-52. L’elettronica avanzata dispiegata da questi elicotteri, combinata con la disponibilità di munizioni a lunga gittata e, forse in modo cruciale, alla basse quota operativa, li rende una risorsa potenzialmente ideale per raggiungere tale obiettivo. A differenza dei più moderni sistemi come l’S-400, che possono colpire aerei a meno di 5 metri da terra, l’S-300P non può colpire bersagli a bassa quota a lungo raggio, compito del gruppo d’attacco composto da elicotteri Ka-52. La resistenza all’inganno dell’S-300P lascia molto a desiderare, e una unità di Ka-52 può probabilmente eludere il rilevamento fin quando non lancia l’attacco e torna in Russia. Mentre tale tattica sarebbe estremamente rischiosa se l’Aeronautica ucraina conservasse la possibilità d’attacco nello spazio aereo del Paese, la piccola flotta di caccia del Paese ha subito un altissimo rateo d’incidenti nelle ultime settimane ed è priva di munizioni a lungo raggio moderne che permettano di minacciare gli elicotteri. Di conseguenza, una strategia così radicale sarebbe fattibile e verrebbe vista come forma ridotta d’escalation all’impiego di velivoli ad ala fissa o mezzi navali.

Traduzione di Alessandro Lattanzio