Gli aeromobili russi sono la ragione della sconfitta del terrorismo in Siria

Paul Antonopoulos, FRN 17 dicembre 2018

Dopo la visita in Siria, il Viceprimo Ministro russo Jurij Borisov valutava le capacità del nuovo materiale militare russo utilizzato nelle operazioni in Siria. Aerei ed elicotteri da combattimento russi che operano in Siria effettuano fino a 100 missioni al giorno contro i terroristi, dichiarava il Viceprimo Ministro Borisov.
“Russian Aviation Construction Corporation, Vertoletij Rossij, Tactical Missile Corporation e altre entità dell’industria della difesa hanno contribuito all’installazione della piattaforma tecnica e ingegneristica nell’aerodromo di Humaymim permettendone la funzionalità. Il lavoro coordinato dai nostri specialisti ha garantito l’alta intensità delle operazioni militari svolte dal gruppo aereo, che ha raggiunto 100 sortite al giorno”, spiegava Borisov. Il viceprimo ministro affermava che i caccia avanzati russi Su-35 e Su-30SM avevano superato tre o quattro volte gli standard di affidabilità, nonostante l’intenso impiego in Siria. Borisov notava anche che gli elicotteri d’attacco russi Ka-52, partiti per la prima volta dalla portaerei Admiral Kuznetsov, così come i bombardieri strategici Tu-160, Tu-95MS e i MiG-29KUB confermavano la propria efficacia durante nell’operazione militare in Siria. “Il sistema tattico delle truppe di terra Iskander-M e i lanciarazzi Tornado-G e Smerch hanno anche dimostrato efficacia”, aggiungeva il ministro, secondo cui, durante la campagna in Siria, le armi russe dimostravano caratteristiche e vantaggi tradizionali: semplicità d’uso e affidabilità, tratti dominati dai sovietici.
La Siria è in conflitto dal 2011 contro gruppi terroristici appoggiati dagli Stati Uniti comeJabhat al-Nusra affiliato ad al-Qaida e verso la fine del 2017 veniva dichiarata la sconfitta dello SIIL in Siria e Iraq col supporto della Forza Aerospaziale Russa. Al momento, la soluzione politica e il ripristino della Siria sono in prima linea nella politica, ma ciò non esclude l’opzione militare.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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