Missili Kinzhal per i caccia Su-57 della Russia

Military Watch 11 dicembre 2018

I caccia da superiorità aerea russi di quinta generazione Su-57 hanno testato una serie di nuove munizioni all’avanguardia, dai missili aria-aria R-37M ipersonico e K-77 a guida attiva con antenna phased array fino alle bombe plananti Drel, destinate a far diventare gli aviogetti da combattimento tra i più potenti del mondo all’ingresso in servizio nell’Aeronautica russa. L’ultima aggiunta all’arsenale del caccia stealth, versione alleggerita del missile balistico ipersonico Kh-47M2 Kinzhal, potrebbe essere un importante punto di svolta per le capacità d’attacco del caccia, in particolare se associata alle alte velocità e quote operative e a sensori all’avanguardia. Il Kinzhal è entrato in servizio all’inizio del 2018 ed è attualmente schierato dagli intercettori MiG-31 Foxhound e dai bombardieri Tu-22M della Russia. Le alte precisione e manovrabilità, la portata estrema e la velocità formidabile, stimata tra Mach 5 e 10, gli consentono di penetrare tutti i sistemi di difesa aerea esistenti e farne una piattaforma antiportaerei. Poiché il Su-57 è un aereo più leggero di MiG-31 e Tu-22, e le sue capacità stealth rendono lo schieramento di piccole munizioni, che possono essere trasportato internamente, altamente preferibile nel mantenere un profilo elusivo ai radar, una variante più leggera e leggera do 600kg del Kinzhal veniva sviluppata per il caccia di nuova generazione. Le implicazioni di questo dispiegamento sono notevoli e potrebbero fare del Su-57 il primo caccia al mondo a schierare un missile balistico. La versatilità del Kinzhal contro obiettivi terrestri e navali potrebbe portare ad ampi schieramenti sui caccia Su-57 e alla formazione di unità di Su-57 specificamente dedicate al ruolo d’attacco. La capacità del missile con testate nucleari potrebbe potenzialmente portare il caccia ad entrare nella triade strategica nucleare russa, dove i bombardieri Tu-22M, Tu-160 e Tu-95 dell’Aeronautica sono i soli responsabili della componente aerea della triade nucleare. L’analogo dell’Aeronautica statunitense per il Su-57, l’F-22, non può trasportare munizioni paragonabili aria-superficie ed è seriamente limitato nella capacità di svolgere ruoli diversi dalla superiorità aerea. Il più leggero caccia stealth nordamericano F-35, se è adattato a un ruolo d’attacco e può schierare una vasta gamma di munizioni aria-terra, non può effettuare attacchi nucleari in gittate stand-off, affidandosi invece a bombe guidate. L’adozione del Kh-47M2 sul Su-57 potrebbe potenzialmente portare l’US Air Force a tentare di ordinare un aereo leggero d’attacco nucleare, in grado di colpire da distanze fuori portata, dall’F-35, sebbene sia improbabile che sia ipersonico.
I Su-57 dal profilo invisibile ai radar ne fa una piattaforma potenzialmente ideale per schierare i missili ipersonici a lungo raggio, poiché rende l’aereo estremamente difficile da rilevare a lunghe distanze, riducendo in modo significativo sia l’allerta su potenziali attacchi che le possibilità d’intercettare il caccia. La misura della miniaturizzazione del Kinzhal senza comprometterne portata o testata, e il modo in cui sarà trasportato influenzerà l’elevata manovrabilità del Su-57, resta da vedere. Se l’abbinamento si rivelasse positivo, lo sviluppo di una versione specializzata del Su-57 dedicata allo schieramento delle munizioni, possibilmente compromettente su altre capacità come la potenza nel combattimento aereo, rimane una possibilità considerevole. Se i piani per lo sviluppo di una versione navale del Su-57 per le future portaerei russe si realizzeranno, potrebbero avere ripercussioni sulla capacità della Marina Militare di ingaggiare navi di superficie nemiche a distanze estreme, anche se è improbabile che tale sviluppo avvenga prima del 2030 a causa del costo di sviluppo e gestione delle portaerei e delle considerevoli tensioni attualmente presenti nel bilancio della difesa del Paese.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Volo solenne in Venezuela di bombardieri Tu-160 russi Successivo La frattura nel GCC si allarga