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L’aggressione della NATO raggiunge le acque russe

Tony Cartalucci, LDR, 7 dicembre 2018

Il recente incidente dello Stretto di Kerch segna un nuovo minimo tra l’espansione a guida statunitense della NATO verso est. La provocazione intenzionale eseguita da Kiev vide tre navi militari ucraine sequestrate dalla Russia. Le navi avevano intenzionalmente violato il protocollo per attraversare lo Stretto, protocollo precedentemente concordato da Kiev ed osservato dalle sie navi militari. La misura di cui l’Ucraina sapeva di questi protocolli e dell’accordo del 2003 che li ha istituiti, comprende eventi organizzati in Ucraina da “think tank ” sponsorizzati dalla NATO che discutono della necessità di “strapparli” per esercitare maggiore controllo sul Mare di Azov. Sulla scia di tale incidente, avvenivano i prevedibili appelli ad usarlo come pretesto per espandere la NATO ancora più ad est, col collega del Consiglio di politica estera nrodamericano ed ex professore dell’US Army War College Stephen Blank che dichiarava la necessità per gli Stati Uniti di “affittare” i porti ucraini nel Mar d’Azov, pattugliare il mare con navi da guerra statunitensi, il tutto impegnandosi a armare “a pieno regime” le forze ucraine. Il commento di Blank, pubblicato su The Hill nel pezzo intitolato “L’attacco della Russia all’Ucraina è un atto di guerra”, preannuncia altra narrativa anti-russa d ‘espansione verso est della NATO in Ucraina per numerose palesi falsità. Egli menzionava il “sequestro” russo della Crimea, “affermando che la Crimea, il Mare di Azov e lo Stretto di Kerch sono esclusivamente acque russe”, e la costruzione del ponte di Crimea che Blank afferma impedisca il commercio ucraino nel Mare di Azov, tutte provocazioni russe. Tuttavia, Blank omette convenientemente il putsch di USA-NATO che prese il potere in Ucraina nel 2013, mettendo in primo piano le tensioni ucraino-russe. Da alcuna parte Blank menziona il ruolo prominente che le organizzazioni paramilitari neonaziste ebbero nel rovesciare il governo eletto nel 2013, sia nella condotta contro imprese, istituzioni russe e persino ucraini do ascendenza russa, in particolare nel Donbas, nell’est dell’Ucraina. Blank perfino finge ignoranza sulle motivazioni del Presidente Vladimir Putin nel rimpatrio della Crimea e prendere provvedimenti contro un’Ucraina completamente ostile ai confini della Russia. Ugualmente opportunamente ometteva i decenni di espansione verso est della NATO insieme a vari episodi in cui fece guerre ben oltre suoi giurisdizione e mandato, come in Libia e Afghanistan. Assieme alle pretese di Blank per una “risposta”, è abbondantemente chiaro chi si ne ha più beneficiato dall’incidente dello Stretto di Kerch, considerando la sistematica espansione della NATO in corso molto prima che il Presidente Putin arrivasse al potere.
Blank suggeriva: “Oltre ad imporre più sanzioni, condurre una robusta campagna informativa e trasferire più armi in Ucraina, possiamo e dobbiamo fare qualcosa di più innovativo e decisivo. Abbiamo i mezzi e il precedente per farlo”. Quindi suggeriva: “L’Ucraina potrebbe affittare i porti sul Mar Nero e persino nel Mar d’Azov agli Stati Uniti mentre gli prestiamo l’equipaggiamento militare di cui hanno bisogno per la guerra aerea, navale e terrestre. Le navi militari statunitensi o della NATO potrebbero quindi rimanere in quei porti per tutto il tempo necessario senza portare ufficialmente l’Ucraina nella NATO. Ridurrebbe notevolmente la possibilità di un attacco russo se quelle forze pattugliassero Mar Nero e Mar d’Azov”. Blank concludeva sostenendo: “Non solo tali forze scoraggiano i futuri attacchi russi mostrando a tutti, non ultimo a Mosca, che l’avventurismo avventato di Putin ha semplicemente portato la NATO a restare in Ucraina, esattamente l’opposto dei suoi obiettivi”. Eppure, affermare che le azioni della Russia hanno spinto l’ingresso della NATO in Ucraina è assurdo, specialmente considerando l’espansione decennale e implacabile della NATO verso est. Il colpo di Stato di USA-NATO nel 2013 era volto a mettere al potere un regime fantoccio che avrebbe sradicato influenza ed interessi russi in Ucraina, accelerato l’entrata dell’Ucraina nell’Unione europea e nella NATO aderendo al fronte della NATO in espansione letteralmente ai confini della Russia.

L’espansione della NATO era l’obiettivo da molto prima “dell’avventurismo avventato di Putin”
Nonostante le assicurazioni di alti rappresentanti statunitensi all’Unione Sovietica verso la fine della Guerra Fredda, che la NATO non sarebbe stata ampliata di “un pollice verso est” , da allora si è stata estesa direttamente ai confini della Russia. I membri della NATO che confinano con la Russia ora includono Estonia, Lettonia e Norvegia, con Georgia e Ucraina confinanti con la Russia e considerati Paesi “aspiranti”. La Norvegia fu ospite di uno delle più grandi esercitazioni della NATO negli ultimi decenni: Trident Juncture. Altre esercitazioni si tengono regolarmente negli Stati baltici al confine con la Russia. E le truppe statunitensi hanno svolto addestramento, fornito armi e assicurato il mantenimento di regimi conformi in Ucraina e Georgia. Il segretario di Stato nordamericano James Baker, come rivelato in documenti oramai declassificati conservati negli archivi dalla George Washington University, assicurò personalmente e ripetutamente all’allora capo russo Mikhail Gorbaciov che la NATO non si sarebbe ulteriormente espansa verso i confini russi. In un documento intitolato “Memorandum delle conversazioni tra Mikhail Gorbaciov e James Baker a Mosca”, Baker affermò sulla riunificazione della Germania: “Abbiamo combattuto una guerra insieme per portare la pace in Europa. Non abbiamo gestito bene la pace nella Guerra Fredda. E ora ci troviamo di fronte a cambiamenti rapidi e fondamentali. E siamo in una posizione migliore per cooperare nel preservare la pace. Voglio che tu sappia una cosa per certo. Il presidente e io abbiamo chiarito che non cerchiamo alcun vantaggio unilaterale in questo processo”. In altre parole, gli Stati Uniti riconobbero il ruolo dell’Unione Sovietica nella sconfitta della Germania nazista e ammisero che entrambe le nazioni non riuscirono a mediare la pace nel dopoguerra. Gli Stati Uniti dichiararono anche di voler cooperare con la Russia su riunificazione della Germania e l’ordine politico post-Guerra fredda nell’Europa orientale. Sarebbe logico che, in cambio di qualsiasi tipo di cooperazione da parte di Mosca, si dovesse assicurare la certezze che la NATO non si espandesse ulteriormente ad est. Baker continuò sostenendo: “Tutti i nostri alleati e gli europei dell’est che abbiamo incontrato ci hanno detto che vogliono che manteniamo una presenza in Europa. Non sono sicuro che tu lo voglia o no. Ma lasciami dire che se i nostri alleati vogliono che noi ce ne andiamo, saremmo via in un minuto. Infatti, se vogliono che ce ne andiamo, andremo e posso assicurarti che il sentimento del popolo statunitense è tale che vorrebbe che ce ne andassimo immediatamente. Il meccanismo con cui abbiamo la presenza militare statunitense in Europa è la NATO. Se abolite la NATO, non ci sarà più presenza degli Stati Uniti”. Certo, se il sentimento del popolo statunitense era ed è che gli Stati Uniti ritirino la propria presenza militare dall’Europa, come difensori della democrazia globale gli Stati Uniti si trovano a dover prendere una decisione molto antidemocratica mantenendo i propri militari in Europa a prescindere.
Baker poi affermava: “Comprendiamo la necessità di garanzie nei Paesi dell’Est. Se manteniamo una presenza in una Germania che fa parte della NATO, non ci sarebbe estensione della giurisdizione della NATO e le forze della NATO di un pollice a est”. Baker ribadì tale punto chiedendo a Gorbaciov: “Preferiresti una Germania unita al di fuori della NATO indipendente e senza forze statunitensi o una Germania unita con legami con la NATO e assicurati che non ci sia alcuna estensione dell’attuale giurisdizione della NATO verso est?” Ovviamente allora, proprio come adesso, la Russia non ebbe nulla da guadagnare permettendo alla NATO di continuare ad espandersi verso est. L’incontro tra il cancelliere tedesco Helmut Kohl e Gorbaciov in seguito alla riunione Baker-Gorbaciov, ribadì nuovamente gli impegni a non espandere ulteriormente la NATO verso est. Gli Stati Uniti, in retrospettiva e senza sorpresa, affermarono che le riunioni, il linguaggio usato e gli accordi non erano vincolanti, o interpretati male e alla fine privi i vincolo all’espansione della NATO, fino ai confini della Russia. Alcuni affermarono che le assicurazioni si applicavano solo alla presenza della NATO in Germania, ma chiaramente le assicurazioni di Baker di non espandere la giurisdizione della NATO verso est dalla Germania erano un riconoscimento che la mossa della NATO verso est, ovunque, era vista come minaccia e provocazione da Mosca. Se gli Stati Uniti capissero che l’espansione verso est della giurisdizione della NATO dalla Germania sarebbe stata giustamente considerata una minaccia e provocazione, perché non sarebbe ugualmente compreso che l’espansione verso est al di fuori della Germania fino ai confini della Russia sarebbe percepita come minaccia e provocazione peggiori? Gli Stati Uniti non vedrebbero ugualmente un’analoga espansione della Russia verso ovest come minaccia e provocazione?

Capovolgendo, come reagirebbe Washington a “espansione russa?”
Per capire quanto pessima appaia l’espansione della NATO vista fuori dalla bolla dell’eccezionalismo americano e che tipo di situazione debba affrontare Mosca, considerate quale sarebbe stata la reazione di Washington a un colpo di Stato appoggiato dalla Russia in Canada o Messico. Considerate truppe russe ospitate da entrambe le nazioni e ricevere armi russe con politici di alto livello russi promettere di rovesciare l’ordine politico degli Stati Uniti. Considerate come la Russia farebbe, imponendo sanzioni agli Stati Uniti, paralizzandone l’economia, per poi accusare l'”incompetenza” di Washington piuttosto che le sanzioni della prevedibile crisi economica. Considerate la Russia imporre anche sanzioni secondarie agli alleati degli statunitensi, impedendogli di commerciare cogli Stati Uniti, tentando così d’imporre il blocco agli Stati Uniti. Ci vuole poca immaginazione per concludere che Washington non tollererebbe tale attività, e considerando quello che gli Stati Uniti hanno già fecero in risposta alle infondate affermazioni sill'”intromissione russa” nelle elezioni nordamericane, intromissioni estreme, sanzioni e accerchiamento militare ed economico imposti dagli Stati Uniti ben rientrano nel campo degli “atti di guerra”. Washington mentiva al popolo statunitense in tutte le guerre all’estero, distruggendo intere regioni del pianeta e uccidendo milioni di persone. Si può solo immaginare cosa farebbe Washington se si trovasse di fronte a veri atti di guerra compiuti direttamente ai suoi confini. Eppure la reazione della Russia a tali vere provocazioni di Stati Uniti e NATO ai suoi confini e contro i suoi alleati è stata misurata, paziente, e per alcuni, considerata persino inadeguata. Ciononostante, i politici statunitensi e i media occidentali ancora capovolgo i fatti ritraendo la Russia, nazione con un bilancio militare e PIL una frazione di quelli degli Stati Uniti, come “aggressore”.

La NATO non si fermerà
È chiaro che l’espansione della NATO è diretta su Mosca. Continuerà finché non verrà fermata con la forza. Ciò significa che la Russia eviterà l’espansione della NATO fin quando la NATO non collasserà sotto il suo peso insostenibile, o la Russia supererà la NATO all’estremità dell’occidente nelle aree in cui Mosca ha un chiaro vantaggio militare, sociopolitico ed economico. L’incidente dello Stretto di Kerch e il tentativo di sfruttarlo come pretesto per posizionare navi da guerra della NATO nel Mar d’Azov è una provocazione pericolosa: il Mare d’Azov non sono “acque internazionali” ed è considerato da Ucraina e Russia mare interno di cui condividono il controllo.
Se figuri come Stephen Blank sono liberi e le loro navi da guerra entrano nel Mare di Azov, la NATO sarà un passo avanti nelle guerre per procura che già combatte contro la Russia, un passo verso lo scontro diretto con le forze russe. L’affermazione di Blank secondo cui la NATO deve agire per affrontare le “provocazioni” russe è un esempio di realtà inversa. In tale caso, la NATO accerchia la Russia, spogliandola violentemente degli Stati cuscinetto dove occidente ed ‘Oriente avrebbero potuto continuare a condividere l’influenza per evitare conflitti, invece trasformandoli in trincee per preparare ci ciò che è chiaramente un più lontano e diretto conflitto in programma con la Russia in futuro. Una nazione alla testa di un’alleanza che deve attraversare l’Oceano Atlantico e diversi mari per posizionare le proprie navi in acque russe non reagisce a provocazioni: le causa.

Tony Cartalucci, ricercatore ed autore geopolitico di Bangkok.

Traduzione di Alessandro Lattanzio