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Regime di Kiev, creatura dei Frankenstein occidentali

SCF, 07.12.2018

Il Presidente Vladimir Putin si espresse in modo succinto quando avvertiva che le prospettive di pace in Ucraina sono trascurabili finché le autorità attuali a Kiev rimangono al potere. Peggio ancora, viste le nuove provocazioni del regime di Kiev, l’intera regione è minacciata di conflitto e persino guerra totale. Sembra chiaro, e criminalmente riprovevole. che il regime di Kiev e il suo presidente Petro Poroshenko siano intenzionati a trascinare Stati Uniti e NATO in una guerra con la Russia. La condotta incendiaria dei politici ucraini e loro militari è quella di un regime fuori controllo, senza riguardo per la pace internazionale. Ma tale creazione di Frankenstein è solo responsabilità dei governi statunitensi ed europei che permettono tale comportamento pericoloso. La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova lo sapeva bene affermando che la Russia impedisce all’Europa di scivolare verso la guerra contenendo stoicamente la condotta provocatoria del regime di Kiev. Eppure il regime ribalta la realtà affermando che “difende l’Europa” dall’aggressione russa. L’incidente dello Stretto di Kerch era un cinico e flagrante tentativo di Poroshenko d’incitare un conflitto con la Russia. Le tre navi da guerra ucraine violarono i confini marittimi russi con una manovra deliberatamente minacciosa. Mosca aveva il diritto di arrestare le navi armate e o 24 membri dell’equipaggio, alcuni dei quali dei servizi segreti. Assurdamente, il regime di Kiev accusa la Russia di “illegalità”. Più imbarazzante, i governi statunitense ed europeo sembrano accettare tale narrativa da pervertiti e arringavano la Russia sull’incidente. Poroshenko fece il giro sui media statunitensi ed europei sollecitando il sostegno militare statunitense e NATO.
Questa settimana veniva riferito che la 6a flotta dell’US Navy pensava d’inviare una nave da guerra nella zona del Mar Nero “in risposta all’aggressione russa”. Secondo quanto riferito, aerei statunitensi sorvolarono il territorio ucraino col cosiddetto trattato dei cieli aperti, con sfacciato spettacolo di forza verso Mosca. Dopo l’incidente dello Stretto di Kerch, il regime di Kiev compiva diversi passi per infiammare le tensioni con la Russia, rinnovando la spinta allo scisma nella Chiesa ortodossa russa. Evidentemente, i politici di Kiev cercano d’istigare un conflitto settario tra ucraini, molti dei quali desiderano rimanere con l’ortodossia russa prevalente piuttosto che con una presunta nuova chiesa ucraina. L’agenda nefasta è anche quella di antagonizzare Mosca, obbligata a difendere la sicurezza dei propri interessi ed ecclesiastici. C’erano state anche notizie credibili che le forze armate ucraine mobilitassero artiglieria e truppe sulla linea di contatto con le regioni separatiste del Donbas di Lugansk e Donetsk. Il regime di Kiev intraprese una guerra a bassa intensità contro il popolo di etnia russo nell’Ucraina orientale negli ultimi quattro anni, perché si rifiutano di accettare il colpo di Stato del febbraio 2014 che rovesciò un governo legittimo. Nonostante il trattato di pace internazionale, gli Accordi di Minsk del 2014 e 2015, il regime di Kiev non mostrava segni di concedere l’autonomia alle regioni del Donbas e continuava l’aggressiva campagna militare. La mobilitazione ucraina e notizie della presenza di truppe NATO, preoccupavano sul fatto che il regime di Kiev stia deliberatamente destabilizzando la regione.
Poroshenko e la sua cabala russofoba chiedono appoggio alla NATO in caso di scontro con la Russia. Questa è una pericoloso ricerca premeditata della guerra, una tendenza del regime di Kiev da quando prese illegalmente il potere col colpo di Stato della CIA nel 2014. I governi di Stati Uniti ed Europa hanno la responsabilità della situazione altamente pericolosa creata dai loro servi a Kiev col supporto militare e finanziario.
La similitudine coll’origine della Seconda guerra mondiale è troppo allarmante. Fu attraverso l’Ucraina che il Terzo Reich tedesco lanciò la catastrofica offensiva contro la Russia sovietica nel giugno 1941. Oggi il regime di Kiev ricorda fin troppo l’affiliazione neonazista e la sua rabbiosa mentalità anti-russa. Tale condotta sconvolta è stata indotta da governi, militari e media nordamericani ed europei, per ignoranza o, più sinistramente, coll’intento di provocare uno scontro con la Russia. Sono passati solo 73 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale. Incredibilmente, nonostante la viva memoria di quell’orrore, il mondo viene nuovamente minacciato dal criminale disprezzo per il diritto internazionale. E nella stessa posizione geografica. I governi occidentali sono pienamente responsabili dell’attuale instabilità e della situazione potenzialmente incendiaria. Devono agire immediatamente reprimendo il regime di Kiev se vogliono sinceramente sostenere la pace con la Russia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio