La “Primavera” di Praga: cospirazione gorbaciovista

Saed Teymurim, Stalinist Katyusha 6 ottobre 2018

Le riforme liberali del 1968 di Alexander Dubcek sono comunemente conosciute in occidente come “Primavera di Praga”. Tuttavia, gli eventi accaduti in Cecoslovacchia sotto il regime revisionista di Dubcek erano ben lungi dall’essere una “primavera” e lo erano ancor di più la degenerazione gorbaciovita della Cecoslovacchia. La legittimità dell’intervento sovietico in Cecoslovacchia fu messa in discussione da varie correnti che si auto-descrivono “marxiste-leniniste”. Lo scopo di questo articolo, tuttavia, è fare luce sull’anticomunismo di Dubcek.

La primavera sionista
Secondo Rafensberger (1968): “La guerra dei sei giorni provocò molti dell’élite intellettuale della Cecoslovacchia nel mettere in discussione il sostegno del governo all’Egitto e la sua antipatia nei confronti di Israele, che a sua volta aprì le porte alle critiche rivolte al governo in generale e al Premier Novotny in particolare. I primi critici del regime erano i membri dell’Unione degli scrittori, che annoverava tra le sue fila il giovane drammaturgo Vaclav Havel, che stava appena iniziando a farsi un nome: Novotny reagiva alle critiche reimponendo la censura e reprimendo la stampa, mosse che generarono solo altre critiche, nel partito e fuori. alla fine dell’anno, c’erano appelli dal Comitato centrale per le dimissioni di Novotny”. Non erano solo gli intellettuali liberali che iniziarono a mettere in discussione l’antisionismo dello Stato cecoslovacco. Le simpatie filo-sioniste arrivarono addirittura al governo, una volta che Novotny si dimise per essere sostituito da Dubcek. Secondo lo storico palestinese-giordano Joseph Massad (2012): “Mentre in Cecoslovacchia la Primavera di Praga sosteneva il nazionalismo slovacco e persino il separatismo, nella politica estera, il regime iniziò ad avvicinarsi ai Paesi della NATO, in particolare la Germania Ovest. La Cecoslovacchia cominciò anche a prendere le distanze dalle lotte del Terzo Mondo e ridimensionò gli aiuti all’Egitto dopo la guerra del 1967… con articoli in sintonia coi sionisti che apparivano sempre più nella stampa ceca (il giornalista riformista Miroslav Galuska che divenne ministro dell’Informazione e della Cultura sotto Dubcek, arrivò a proporre la ripresa delle relazioni diplomatiche con Israele), sviluppi che fecero la gioia d’Israele e sostenitori in quel momento”.

Gorbaciovismo
Gorbaciov capitolò agli imperialisti occidentali e collaborò col capitale finanziario statunitense, vendendo le repubbliche “sovietiche” ai banchieri nordamericani. Gorbaciov migliorò i rapporti con la Germania occidentale imperialista e con l’entità sionista nel 1990. La Cecoslovacchia di Dubcek, allo stesso modo, stringeva i rapporti con la Germania occidentale e con Israele. A livello nazionale, Gorbaciov e Dubcek ebbero politiche molto simili. Nel 1987, il New York Times scrisse: “Sebbene Gorbaciov non abbia tenuto alcuna conferenza stampa, il portavoce del Ministero degli Esteri sovietico, Gennadij I. Gerasimov, incontrava i giornalisti e, quando gli fu chiesto di spiegare la differenza tra le riforme di Dubcek e di Gorbaciov, disse:” Diciannove anni “. Secondo il settimanale liberale austriaco “Falter”: “La liberalizzazione che Dubcek aveva in mente cambiò il volto della vita ceca: il suo” programma d’azione” comprendeva l’aumento della libertà di stampa, libertà di parola e di movimento e passaggio dell’economia ai beni di consumo e possibilità di un governo pluripartitico”. Gorbaciov portò l’economia sovietica sempre più verso i consumi, e non sorprendentemente, lo sviluppo industriale della Cecoslovacchia restò ancora più indietro a causa della scarsa enfasi sui beni produttivi. Dubcek ebbe la stessa idea. Recentemente, la BBC riportava:
“Per quattro mesi (la Primavera di Praga), ci fu libertà in Cecoslovacchia, ma poi la rivoluzione iniziò a perdere il controllo, Dubcek annunciò di essere volto al comunismo democratico, ma altri partiti politici furono istituiti…”
Molto interessante e sorprendentemente, la BBC, riguardo all’ingresso dei carri armati sovietici a Praga, riportò: “I cecoslovacchi non combattevano i russi, ma stavano davanti ai carri armati e mettevano fiori nei capelli dei soldati”. Secondo il Wilson Center, la Cecoslovacchia guidata dal leader liberale Dubcek strappò il filo spinato e aprì il confine ai “turisti”. Ciò creò ansia a Mosca, forse la Cecoslovacchia permetteva l’entrata di spie della NATO nel Paese: “Le preoccupazioni sovietiche sulla sicurezza dei depositi erano cresciute rapidamente dall’inizio della primavera del 1968, quando fu annunciato che le guardie di frontiera cecoslovacche avevano smantellato filo spinato e recinti elettrici lungo il confine con la Germania occidentale. Queste preoccupazioni suscitarono, a metà del 1968, “profonda ansia e paura” a Mosca riguardo al “lassismo dei responsabili delle frontiere occidentali della Cecoslovacchia”. Da quel momento, i leader sovietici furono decisi a rettificare “la situazione assolutamente anormale e pericolosa ai confini della Cecoslovacchia con FRG ed Austria”, consentendo a spie ed elementi sovversivi imperialisti di svolgere attività sovversive in una regione dove le ampie difese dei governi del Patto di Varsavia sono schierati'”.

Conclusione
Sebbene la Cecoslovacchia fosse diventata revisionista anni prima della nascita di Dubcek, il nuovo capo liberale cecoslovacco aveva cercato di affondare il regime su un livello completamente nuovo. I dubcechisti volevano smantellare il sistema del partito unico, aumentare la “libertà di parola” ai sionisti e controrivoluzionari, promuovere una linea filo-occidentale e filo-sionista e portare l’economia verso i beni di consumo, rafforzando ulteriormente il modo capitalista di produzione concentrandosi sul settore economico più redditizio e meno necessario; per non parlare dell’aumento della privatizzazione e del decentramento dell’economia. Dubcek era fondamentalmente ostile al marxismo-leninismo ed era un buon “compagno” di Vaclav Havel, agente dell’imperialismo USA. Chiaramente, in ogni modo, le riforme di Dubcek così come gli eventi promossi all’epoca, noti comunemente come “Primavera di Praga”, erano un complotto di stampo gorbaciovista contro la Cecoslovacchia.

Citazioni:
GCSE History – The Cold War 1961-1972 – AQA – Rivista 5. (n.d.). Estratto il 5 agosto 2018
Kaufman, M. T. (12 aprile 1987), Gorbaciov allude all’invasione della Cecoslovacchia, Estratto il 25 agosto 2018;
Kramer, M. (1993), COLD WAR INTERNATIONAL HISTORY PROJECT, Bulletin, Issue 3. Recuperato il 30 luglio 2018, pubblicato dal Wilson Center
Massad, J. (2012, 29 agosto), La “primavera araba” e altre stagioni americane. Estratto il 1° agosto 2018
Raffensperger, T. A. (22 settembre 2016), Primavera di Praga, 1968: “Il mondo intero sta guardando”. Estratto il 7 agosto 2018
Rombova, L. (maggio 2008), Praga ricorda la primavera. Estratto il 30 luglio 2018.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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