Bal, il potente sistema missilistico antinave che la Russia schiera in Crimea

Igor Rozin, RBTH 29 novembre 2018

Questa bestia copre parte della regione del Mar Nero e può squadra navale all’attacco. Il 27 novembre, la Russia schierava il sistema missilistico antinave nello stretto di Kerch. Lo scopo era evitare provocazioni attuata da navi straniere che entrassero nel Mar Nero. Questo sistema è uno dei pilastri della moderna difesa costiera della Russia. Protegge l’intera zona costiera del Paese, ma è la “sezione” della Crimea a fare notizia dopo l’incidente di domenica, quando navi ucraine cercarono di entrare illegalmente nelle acque russe e veniva fermate. Il sistema protegge basi navali e navi e mira anche a respingere la possibile invasione da una flotta o truppe da sbarco nemiche. Può raggiungere gli obiettivi sia in condizioni meteorologiche favorevoli sia avverse, giorno e notte. In altre parole, tuoni, lampi, uragani e piogge torrenziali non possono impedire ai missili Bal di raggiungere l’obiettivo. Anche il fuoco nemico e le interferenze radio non sono d’ostacolo. Il Bal è un sistema mobile su telaio ruotato, facilmente trasportabile da un punto a un altro, come dimostra il suo trasporto da Sebastopoli alla regione di Kerch, nella penisola della Crimea.
Il sistema ha due stazioni di controllo e comunicazione che rilevano i bersagli nemici nei radar e forniscono ai lanciatori le coordinate precise del bersaglio, traiettoria del missile e altri dati per il lancio. Puoi contare su un massimo di quattro lanciatori con otto missili antinave ciascuno. Tutti gli armamenti sono accompagnati da mezzi di trasporto coi missili di riserva, che possono essere caricati per una seconda salva al nemico, se necessario.
L’intervallo tra i lanci è inferiore a tre secondi. Moltiplicando gli otto missili di ciascuna installazione per quattro (il numero totale di lanciatori del sistema) si ottiene un insopportabile cadena di fuoco per qualsiasi forza navale. Tutti i missili possono essere lanciati in un minuto e mezzo, dopodiché i lanciatori devono essere ricaricati per la seconda salva. Il tempo necessario per questo è circa mezz’ora.
Tra i missili antinave che può sparare vi sono il Kh-35/E e Kh-35U/UE dalla gittata di 260 km. “Tuttavia, il Ministero della Difesa russo decise di avvicinare il sistema allo stretto di Kerch, dove era avvenuta la provocazione, perché è qui che il comando navale si aspetta nuove “incursioni” da Paesi terzi”, dichiarava l’analista militare delle Izvestija Dmitrij Safonov. L’esperto ritineva che la Russia userà i missili solo in caso di minaccia diretta alla sicurezza dei soldati. “L’obiettivo principale è scoraggiare qualsiasi minaccia. Il Bal è una forza da non sottovalutare. I comandanti stranieri capiscono cosa può fare il sistema. E conoscono i rischi di giocare col fuoco in una regione d’importanza geopolitica per la Russia”, concludeva Safonov.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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