L’evoluzione della guerra corazzata delle forze iraniane

Military Watch 28 novembre 2018

Svelato a marzo 2017, il carro armato Karrar veniva sviluppato come piattaforma corazzata pesante iraniana progettata per ridurre la dipendenza del Paese dalla produzione russa raggiungendo gli avanzati carri armati delle potenze rivali del Medio Oriente. Mentre le Forze Armate e il Corpo delle guardie rivoluzionarie iraniane dovettero affidarsi su antiquati carri armati inglesi e statunitensi durante la guerra Iran-Iraq, ovvero Chieftain e M60 acquisiti in gran numero dalla dinastia Pahlavi allineata all’occidente, per contrastare i più potenti corazzati iracheni, il Paese passò ad acquisire artiglieria avanzata dalla Corea democratica per compensare tale svantaggio e avrebbe continuato ad acquisire carri armati di fabbricazione sovietica dopo la guerra. Col disgregamento del Patto di Varsavia e il crollo dell’Unione Sovietica, le opportunità per l’Iran di acquisire carri armati dai Paesi dell’Europa orientale dalle casse di denaro esaurite e dagli Stati ex-sovietici furono molteplici, fornendo al Paese notevoli opportunità di modernizzare le sue forze.
Le forze di terra dell’Iran acquistarono 104 carri armati T-72M1 dalla Polonia e 37 dalla Bielorussia, insieme a 300 più vecchie piattaforme T-62 e T-55. Per ampliare le divisioni di T-72, l’Iran acquisì la licenza dalla Russia per produrre il T-72S, fabbricandone oltre 2500 nazionalmente. La produzione su licenze rivoluzionò la capacità di guerra corazzata del Paese e reso dei formidabili carri armati il pilastro delle divisioni corazzate del Paese. Mentre il T-72 costituiva la spina dorsale delle unità corazzate della Russia, e continua ad esserlo oggi mentre il Paese aggiorna i vecchi carri armati nella versione B3 assai sofisticata, la versione da esportazione della piattaforma vendute all’Iran, proprio come all’Iraq e alle nazioni del Patto di Varsavia, considerevolmente meno potente di quelle schierate dall’esercito russo. Accanto all’acquisizione di piattaforme sovietiche, le Forze Armate iraniane dal 1996 fabbricarono anche carri armati Tipo-72 nell’ambito di un programma congiunto col Sudan, per una versione fortemente modernizzata del cinese Tipo-59. Mentre il progetto della piattaforma era essenzialmente obsoleto anche quando pesantemente aggiornato, tuttavia forniva al Paese una capacità di guerra corazzata altamente redditizia e notevole esperienza nella produzione di carri armati. Zulfiqar-1 e Zulfiqar-3, basati sull’obsoleto M60 statunitense, ma che integravano varie caratteristiche del T-72 avanzato, erano i più efficienti dal design nazionale. Tuttavia, le loro capacità erano considerevolmente inferiori a quelle anche delle versioni T-72 relativamente semplici acquisite dalla Russia. Fu solo con l’entrata in servizio del Karrar, piattaforma annunciata nel marzo 2017, che l’Iran sembra aver sviluppato una piattaforma indigena pari al T-72, basandosi sul poco che è noto delle sue capacità. La piattaforma appare straordinariamente simile al T-90, a sua volta derivato avanzato del T-72 e, a quanto riferito, dispiega un sistema di controllo del tiro elettro-ottico, un telemetro laser, un computer balistico e avanzate capacità di combattimento notturno. Per migliorarne la capacità di sopravvivenza, la piattaforma utilizza corazze reattive composite ed esplosive, mentre il mezzo utilizza anche un sistema di caricamento automatico. Il Karrar è pesantemente influenzato dagli ultimi progetti russi, utilizzando lo stesso cannone da 125mm, sebbene sia più pesante di T-90 o T-72 a oltre 50 tonnellate. Il Karrar e i suoi derivati futuri costituiranno la spina dorsale delle capacità da guerra corazzata iraniana e la loro fabbricazione potrebbe portare a che i progetti più datati come il T-62 siano rimossi dalla prima linea e messi in riserva o utilizzati per l’addestramento.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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