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Poroshenko finirà nella pattumiera della Storia

George Ades, FRN 29 novembre 2018

A parte l’ovvia ragione temporanea di provocare nello Stretto di Kerch, dichiarare la legge marziale e ritardare così l’inevitabile fine politica, Poroshenko potrebbe infatti condurre il Paese e la sua gente in una trappola utile all’occidente guidato dagli Stati Uniti, ma non all’Ucraina. La Crimea è persa e nulla meno di un grande conflitto con la Russia lo cambierà. La guerra nella regione del Donbas contro i russofoni è in pieno fermento, alimentata da armi fornite dalla NATO e incoraggiata dagli ambienti politici occidentali. Per quanto vogliano, i pianificatori militari occidentali non possono spingere Mosca ad intervenire apertamente nell’Ucraina sud-orientale e anche se sarei deluso sapere che alcun aiuto militare è concessa a chi difende famiglie e case contro il regime fantoccio dei nazisti messi dagli Stati Uniti al potere a Kiev, Putin e la sua squadra sono attenti a non attraversare ciò che percepiscono come “linea rossa”. Niente azioni che costituiscano un’invasione, sebbene tale termine sia stato usato ( in modo poco convincente) più di una volta dalla banda di Kiev e suoi sponsor occidentali.
Il possibile rischio affrontato da Kiev nel provocare pericolosamente Mosca, è che a un certo punto Putin ne avrà avuto abbastanza e potrebbe decidere di togliersi il fastidio avanzando per “liberare” tutte le regioni ucraine abitate in maggioranza da russi. Nonostante le assicurazioni che Poroshenko oggi riceve dalla NATO, nessuno soldato nordamericano o europee sarà coinvolto in un simile conflitto, rischiando la guerra di fatto con la Russia in un’area in cui è più potente. Qualsiasi incursione delle truppe russe nell’Ucraina meridionale e sud-orientale, sarà breve ed efficace e certamente ben pianificata.
Gli Stati Uniti prederanno la massina distanza possibile da tale azione, sia a livello politico che economico, la Russia sarà condannata per “le politiche aggressive espansionistiche” e sarà sanzionata … ancora, ma … alcun coinvolgimento militare USA/NATO è previsto. Invece, l’Ucraina (qualunque cosa rimanga di essa) diventerà subito membro della NATO, non per la forza delle sue forze armate, ma per il territorio che sarà trasformato in un’altra postazione avanzata e zona cuscinetto per proteggere quei membri cui la NATO importa davvero. Poroshenko finirà nella pattumiera della storia, insieme a Hillary e gli ucraini piangeranno il loro Paese perduto, ad est ed a ovest

Traduzione di Alessandro Lattanzio