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Poroshenko sfida la Russia per ottenere poteri dittatoriali, fallendo

Moon of Alabama 27 novembre 2018

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha tentato di sostenere il proprio tasso di gradimento per le prossime elezioni provocando un incidente militare. È stato un gioco d’azzardo che ha perso. Tre barche ucraine, un rimorchiatore e due cannoniere, tentarono di navigare dal Mar Nero attraverso lo Stretto di Kerch nel Mare di Azov. Lo stretto di Kerch sono acque territoriali russe poiché la Crimea votò l’adesione alla Russia. Un “passaggio innocente” è consentito ma richiede il rispetto delle leggi e dei regolamenti del Paese territoriale. L’Ucraina non accetta la decisione del popolo della Crimea e insiste che la penisola sia ancora parte del suo territorio. Il presidente ucraino Petro Poroshenko inviava le barche coll’ordine di non coordinare il passaggio con le autorità russe. I marinai catturati lo confermano. Ovviamente voleva provocare una violenta reazione russa. Il governo ucraino ha praticamente ammesso che la missione aveva intenti nefasti: “Il servizio di sicurezza statale dell’Ucraina afferma che i suoi ufficiali dei servizi segreti facevano parte dell’equipaggio delle navi militari ucraine sequestrate dalla Russia nello stallo nei pressi della Crimea. L’agenzia SBU ha detto in una dichiarazione che gli ufficiali eseguivano operazioni di controspionaggio per la marina ucraina, in risposta a “pressione psicologica e fisica” dai servizi di spionaggio russi. Non spiegava, ma chiedeva che la Russia fermasse tale attività. L’agenzia d’intelligence russa FSB dichiarava che vi erano ufficiali del SBU a bordo delle navi ucraine, definendola prova della “provocazione” organizzata dall’Ucraina”. L’SBU è l’incompetente servizio spionistico che falsificò l’omicidio di Arkadij Babchenko come parte di un raid aziendale. Qual è la vera ragione per cui tali agenti erano a bordo delle cannoniere ucraine? E perché l’equipaggio del rimorchiatore era armato di mitragliatrici pesanti?
Alcuni dei marinai ucraini furono leggermente feriti quando la guardia costiera russa sparò a una delle barche. Le cannoniere della classe Gurza-M furono costruite in un cantiere che Poroshenko possedeva, approfittando le ordinò. Possono essere utili per la polizia fluviale ma non in mare. La guardia costiera russa non ha avuto problemi nel catturare navi ed equipaggi. Un tribunale della Crimea ordinava che i marinai saranno trattenuti per altri due mesi affrontando l’accusa di violazioni alle frontiere. Nel 1988 gli Stati Uniti cercarono una simile prodezza nel Mar Nero. Due navi della US Navy dedite allo spionaggio attraversarono le acque territoriali sovietiche della Crimea. Furono speronate da navi sovietiche, e furono abbastanza furbi da andarsene prima che la situazione si aggravasse. L’intenzione di Poroshenko era provocare un incidente che gli permettesse di presentarsi da presidente di guerra. Le elezioni sono imminenti e i sondaggi lo mostrano a meno del 10% e assai indietro rispetto a due altri candidati. Tentava di usare l’incidente per introdurre la legge marziale su tutta l’Ucraina. La legge marziale conferirebbe a Poroshenko il pieno controllo del Paese. Potrebbe rimuovere qualsiasi governo regionale o locale, silenziare l’opposizione politica e censurare i media, e posticipare indefinitamente le elezioni. A luglio Julija Tymoshenko, in testa nei sondaggi avvertiva che Poroshenko avrebbe fatto questo passo: “Il capo di Batkivshina, Julija Tymoshenko, afferma che uno dei suoi principali concorrenti nelle imminenti elezioni presidenziali, il capo dello Stato Petro Poroshenko incoraggia un “piano estremamente pericoloso” per interrompere il voto inasprendo la guerra nel Donbas e imponendo la legge marziale in Ucraina. La politica fece una dichiarazione del genere sul canale televisivo UA: First. Tymoshenko dichiarò che Poroshenko “non vuole” elezioni presidenziali, per “salvare il potere”…”
Ieri Poroshenko ha cercato di spaventare il parlamento per fargli accettare i suoi piani: “I dati dell’intelligence parlano di una minaccia estremamente seria”, dichiarava Poroshenko in un discorso televisivo, brandendo una pila di carta che, a suo dire, era un rapporto d’intelligence che dettagliava le forze russe ammassate al confine. In una sessione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, indetta su richiesta dell’Ucraina, il rappresentante del Paese, Volodimir Elchenko, affermava che i porti sul Mar di Azov di Mariupol e Berdjansk affrontano l’invasione”. Questa è ovviamente un’assurdità. La Russia non ha interesse a una guerra con l’Ucraina. Non c’è nulla da guadagnarci. Il parlamento deve votare sull’introduzione della legge marziale e i partiti dell’opposizione hanno compreso l’acrobazia di Poroshenko. I suoi piani furono respinti. Poroshenko si ritorava. Invece di 60 giorni di legge marziale che voleva rinnovare, doveva accontentarsi di 30 giorni. E questo non era tutto: “I politici rivali, l’ex-prima ministra Julija Tymoshenko, il sindaco di Lvov Andrej Sadovi e il populista Oleg Ljashko, chiedevano ulteriori concessioni. Volevano òla conferma immediata, piuttosto che una semplice promessa, che le elezioni ci saranno il 31 marzo. Cercavano di limitare la legge marziale ad alcune regioni piuttosto che a tutto il Paese, opponendosi a qualsiasi piano per limitare le libertà costituzionali ucraine. La loro paura non era solo che le campagne sarebbero state limitate, ma che Poroshenko avrebbe avuto poteri dittatoriali”. Ci sarà ora una legge marziale limitata, ma solo nelle regioni che confinano con Russia o Mar Nero. Queste sono le regioni russofone che non votarono per Poroshenko nel 2014. Speriamo che l’opposizione e i suoi sostenitori stranieri evitino che la legge marziale non sfugga di mano. Ci sarà un numero limitato di truppe di riserva, ma la maggior parte dei riservisti probabilmente l’ignorerà. Con la data delle elezioni fissata al 31 marzo dal parlamento, Poroshenko non ha nessuno strumento legale per rimandarle. A meno che, naturalmente, non riesca a provocare una guerra, sia con le regioni di Donetsk e Lugansk, sia con la Russia. I guerrafondai lunatici del Consiglio Atlantico lo spingono a fare esattamente questo: “Anche se l’Ucraina è fuori controllo, ha delle opzioni. Può intraprendere operazioni per rompere il blocco, anche se probabilmente sarebbero infruttuose viste le forze che Mosca ha inviato. Tuttavia, non può accettare passivamente questo attacco a sovranità e integrità. L’Ucraina dovrebbe prestare attenzione a un’operazione speciale che possa spezzare il ponte che Mosca ha costruito sullo stretto di Kerch che unisce la Crimea alla Russia. Ma non è tutto. L’Ucraina dovrebbe invitare Stati Uniti e NATO ad inviare una flotta di navi armate a visitare Mariupol, la principale città sulla costa del Mar d’Azov e sfidare la Russia a sparare o bloccare la NATO dall’esercitare il diritto di visitare i porti dell’Ucraina. Queste navi dovrebbero essere armate e dotate di copertura aerea ma essere istruite a non sparare se non gli spararono”. Neanche Poroshenko è così stupido da ripetere la fallita provocazione nello stretto di Kerch. Il ponte di Kerch è custodito. I suoi pilastri sono enormi perché è stato costruito vicino a uno stretto ed è in grado di resistere ai terremoti. Un’unità di sabotaggio dovrebbe portare diverse tonnellate di esplosivo ad alta potenza danneggiarne uno. Per raggiungere Mariupol nel Mar d’Azov le navi devono attraversare lo stretto di Kerch. Il passaggio è un canale molto stretto con una profondità di soli 8 metri. Al di fuori del canale l’acqua è più bassa di quanto credeva un think tanker. Qualsiasi nave con pescaggio superiore a 2-3 metri non può navigarvi. La Russia non ha nemmeno bisogno di navi o aerei per proteggerlo. Alcuni cannoni lungo la costa possono facilmente controllare il passaggio. Nessun comandante sano di mente cercherebbe di passare lo Stretto con la forza.
La Russia, già avvertita, ha messo in guardia contro ulteriori mosse “spericolate” e schierava un sistema missilistico antinave nello stretto di Kerch per assicurarsi che eventuali ulteriori provocazioni abbiano conseguenze esiziali. Poroshenko potrebbe iniziare una provocazione altrove. Potrebbe tentare di riconquistare l’aeroporto di Donetsk. Ma mentre lui potrebbe compiacersi subendo sconfitte, una guerra in piena regola è fuori discussione. L’esercito di Kiev ha il morale basso e verrebbe sconfitto in pochi giorni. Il dominio di Poroshenko è catastrofico per l’Ucraina. In diverse città il riscaldamento centrale e la fornitura di acqua calda sono interrotti. Diecimila si congeleranno d’inverno, alcuni a morte. Da quando Poroshenko è al potere, milioni di lavoratori ucraini sono fuggiti o lavorano all’estero, la maggior parte in Russia. Le regioni più industrializzate sono saldamente nelle mani dei ribelli. La maggior parte della popolazione è povera, la burocrazia è completamente corrotta e il Paese è in bancarotta. Ci saranno probabilmente decine di casi di corruzione presentati contro Poroshenko non appena perderà il potere. Se è intelligente, fuggirà lo giorno stesso in cui terminerà il suo mandato. Le reazioni internazionali hanno dimostrato che Poroshenko non vale più niente. Mentre i russofobi in Polonia e Paesi baltici chiedevano ulteriori sanzioni contro la Russia, i pesi massimi europei, Germania e Francia, sollecitavano negoziati diretti tra Russia e Ucraina. (Fonti di Berlino affermano che Merkel gli ha detto fermamente di starsene buono). La reazione degli Stati Uniti era ritardata e mite. Trump cedeva il problema agli europei. Petro Poroshenko lascerà il palcoscenico politico da uomo disprezzato. Ma sarà anche molto più ricco dopo aver derubato lo Stato ucraino dovunque. Il popolo ucraino dovrebbe riprendersi i soldi prima di scaricarlo all’estero.

Traduzione di Alessandro Lattanzio