I caccia Su-57 russi impiegati in Siria

Military Watch 20 novembre 2018

In seguito ai rapporti e a video ufficiosi che confermano il dispiegamento dei caccia di quinta generazione Su-57 da parte russa in Siria, il Ministero della Difesa russa spiegava nove mesi dopo la natura della missione dei caccia. Quattro aviogetti bimotori stealth Su-57 furono schierati nel Paese mediorientale, operando a fianco del contingente aereo composto da alcuni degli aviogetti da combattimento più avanzati del Paese, come i caccia da superiorità aerea Su-35 di 4.ta++ generazione e i cacciabombardieri Su-34 entrati in servizio nel 2014. Il Su-57, pur non essendo ufficialmente in servizio pienamente operativo nell’Aeronautica russo, dimostrava disponibilità ai combattimenti a bassa intensità. Resta da vedere se è ancora pronto per i ruoli da superiorità aerea o di penetrazione di uno spazio aereo nemico fortemente difeso, le missioni che non non potesse simulare nel conflitto siriano. Il dispiegamento dei Su-57 in Siria ebbe vari scopi, tra cui la risposta allo schieramento della controparte nordamericana F-22 Raptor, e la necessità delle Forze Armate russe di dimostrare capacità di combattimento per la superiorità aerea del caccia di nuova generazione, dopo l’entrata in servizio dell’F-22 statunitense e del J-20 cinese. Dimostrando che il Su-57 è sulla via dell’operatività completa, la Russia potrebbe anche aumentare l’interesse per il caccia dei clienti stranieri, in particolare l’India che continua a negoziare l’acquisizione di caccia nell’ambito di un accordo di produzione congiunta nel Programma FGFA. Con le Forze Armate della Russia che beneficiano considerevolmente dell’esperienza nel teatro siriano, un esempio sono i caccia da superiorità aerea Su-35 che hanno subito varie modifiche sulla base delle lezioni apprese dalle operazioni, ed è probabile che lo schieramento del Su-57 in Siria possa comportare un ingresso più fluido nel servizio attivo nelle Forze Armate russe.
Il Ministero della Difesa russo diffondeva videro di due caccia Su-57 volare in formazione sulla Siria, atterrando e decollando dalla base aerea di Humaymim nella provincia di Lataqia. La lunghezza del dispiegamento rimane sconosciuta, ma alcune fonti occidentali ipotizzano che sia stata meno di due giorni. Al momento, i caccia avrebbero effettuato oltre dieci sortite contro obiettivi islamisti. Questa era la prima missione operativa dei caccia russi, e di qualsiasi caccia di quinta generazione fabbricato fuori dagli Stati Uniti (mentre il J-20 cinese è pronto, il Paese non ha ancora avuto l’opportunità di testarne le capacità). Le operazioni di combattimento, più di ogni altra cosa, offrivano l’opportunità di valutare le prestazioni del Su-57 e il suo controllo in volo, le comunicazioni e altri sistemi di missione, nonché l’idoneità a operare in un clima estremamente arido, requisito particolarmente critico per l’Indian Air Force. I vidro non mostravano i caccia che trasportavano munizioni esternamente, indicando che, come i Raptor nordamericani che operavano nella zona, si affidavano esclusivamente sui carichi interni per effettuare gli attacchi, conservando l’elegante profilo radar-elusivo. I video di un caccia Su-57 che lanciava ciò che sembrava un missile da crociera Kh-59MK2 dal vano interno, avvenuto nel febbraio 2018, fu diffuso dal Ministero della Difesa russo, senza indicare se il test fu effettuato in Siria. Rimane comunque probabile che il test abbia avuto luogo in quel teatro, dato il tempismo e i benefici nel confrontarlo con bersagli reali nemici valutandone meglio le prestazioni. Schierando il Su-57 per il combattimento, mentre infligge un grave colpo ai detrattori occidentali del programma, che hanno ripetutamente immaginato che l’Aeronautica militare russa fallisse nel tentativo di schierare una piattaforma di combattimento così sofisticata, c’è anche il rischio che l’aviogetto venisse distrutto durante la missione. Mentre la capacità dei gruppi islamici, presumibilmente operanti col massiccio sostegno occidentale, di distruggere caccia in volo rimane limitata, i jihadisti in Siria ebbero in passato un certo successo usando droni e artiglieria contro le basi russe, danneggiando aerei da combattimento a terra, quando sono vulnerabili. Mentre i veicoli da difesa aerea russa Pantsir-S1 ebbero grande successo nel respingere tali attacchi, gli incentivi per gli avversari della Russia nel causare danni a questi caccia di alto profilo, in particolare in Siria, rimangono elevati, costringendo i militari a bilanciare questi rischi coi benefici del caccia dispiegato nella regione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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2 commenti su “I caccia Su-57 russi impiegati in Siria

  1. Banchero Giuseppe il said:

    È un gran bell’aereo. Da quel poco che ho visto nei video russi mi sembra un aereo molto maneggevole con la possibilità, mi dà l’idea, di poter eseguire qualunque missione gli venga affidata.

  2. Veki il said:

    Primo ed unico caccia al mondo in grado di caricare è rilasciare un missile supersonico….
    Oltre a molte altre qualità.

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