Efficacia della Cupola di ferro d’Israele, l’80% dei razzi palestinesi lo penetra

Military Watch 13 novembre 2018

Tra crescenti tensioni tra Israele e numerose fazioni militanti palestinesi, il territorio israeliano è stato oggetto dell’attacco da parte di 300 missili che colpivano indiscriminatamente i centri popolati israeliani. Un missile anticarro armato palestinese colpiva un autobus israeliano, ferendo un soldato, mentre i maggiori attacchi coi razzi provocava vari feriti leggeri, ma erano inefficaci. La natura estremamente primitiva delle capacità missilistiche palestinesi, paragonate a fuochi d’artificio potenziati da alcuni analisti, ne limita seriamente l’efficacia, mancando di carico utile e accuratezza, non hanno un impatto considerevole anche se usati in grandi quantità. Tuttavia, gli attacchi potrebbero aver rivelato la debolezza chiave delle difese israeliane, che potrebbero essere sfruttate da altri avversari del Paese dalle capacità missilistiche molto più sofisticate. Esempi includono il KN-02 Toksa coreano schierato e il P-800 russo schierati dalla Siria.
Israele fa grande affidamento sul suo sistema missilisitoc terra-aria Iron Dome per difendere lo spazio aereo da razzi a corto raggio come quelli lanciati dalla Striscia di Gaza, ma le capacità della piattaforma furono sottoposte a serie domande in diverse occasioni, in particolare affrontando la più competente capacità missilistica in caso di possibile guerra con la Siria o Hezbollah, che lancerebbero missili balistici e da crociera avanzati di Russia e Corea democratica, artiglieria a razzo e altri sistemi dai diversi calibri che minacciano più dei razzi schierati a Gaza. Tuttavia, il 12 novembre, la Cupola di Ferro intercettò circa il 20% dei razzi: sessanta su trecento. Come è spesso accaduto in passato, le scarse capacità dei razzi palestinesi fecero sì che l’incapacità del sistema di difendere i centri popolati israeliana non venisse mai seriamente considerata, dati i danni molto limitati causato dagli attacchi.
Iron Dome entrò in servizio nel 2011, sviluppato congiuntamente da Israel Aerospace Industries e Rafael Advanced Defense Systems. Ogni piattaforma può schierare 20 missili intercettori, ognuno dal costo di circa 40000 dollari, molto più di un razzo palestinese. Attualmente vengono utilizzate 10 batterie di intercettori Iron Dome, con altre cinque programmate. Secondo quanto riferito, il sistema d’arma dovrebbe essere esportato in Arabia Saudita nel prossimo futuro, probabilmente in risposta al fallimento del sistema statunitense Patriot nel proteggere il regno arabo dagli attacchi missilistici yemeniti, anche se la Cupola di Ferro dovrà dimostrarsi migliore. Data la sofisticazione delle capacità missilistiche di Hezbollah in particolare, notevolmente ampliatesi dalla guerra della con Israele nel 2006, il fatto che le capacità di Iron Dome possano essere messe in discussione dagli attacchi con razzi estremamente primitivi, indica lo stato della sicurezza israeliana in una eventuale guerra futura.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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