La rivolta dei marinai di Cattaro

Manfred Ecker, Neue Linkswende 29 aprile 2015

La rivolta dei marinai di Cattaro del 1918 è un evento storico che, se avesse avuto successo, avrebbe formato l’intero corso del XX secolo. Quando, il 1° febbraio 1918, nel porto adriatico di Cattaro, 6000 marinai issarono le bandiere rosse su 40 navi della flotta austro-ungarica, il grande sciopero del gennaio 1918 in Austria era appena finito, ma si era diffuso in Germania ed era ancora vivo. I due movimenti, tuttavia, rimasero separati e l’imperatore Carlo poté stabilizzare il suo regime ancora una volta e continuare la guerra. Ci vollero altri dieci mesi prima che la rivolta dei marinai avesse successo a Kiel, all’inizio del novembre 1918, inaugurando la rivoluzione in Germania e ponendo fine alla guerra. Ci sarebbero state probabilmente centinaia di migliaia di morti in meno durante la guerra mondiale se il successo dei marinai di Cattaro avesse rotto l’isolamento della rivoluzione russa. Perché, quando scoppiò la rivolta di Cattaro, Austria-Ungheria, Germania, Bulgaria e Turchia negoziarono con la Russia rivoluzionaria a Brest-Litovsk. La rivolta avrebbe potuto costringere a una conclusione favorevole per la Russia rivoluzionaria, avendo un grande impatto sull’ulteriore corso della storia.

La vita dei marinai a Cattaro
Nell’estremo sud della monarchia del Danubio, al confine tra Croazia e Montenegro, si trovano le baie di Cattaro (oggi Kotor). Cattaro era la seconda base navale più importante della Marina Militare austriaca, con una squadre di incrociatori, un aeroporto e una base per sommergibili. Era una base strategicamente importante, tra le altre cose per le linee di rifornimento dall’Adriatico al fronte balcanico. Tuttavia, la flotta compì poche missioni e gli equipaggi erano a terra permanentemente, eseguendo frequenti esercitazioni e svolgendo costantemente lavori inutili. L’attesa era estenuante. Mentre ai marinai veniva dato cibo misero e alcuna licenza per anni, gli ufficiali si divertivano con pasti sontuoso.

Cause sociali e politiche
L’insoddisfazione non fu l’unico fattore decisivo della rivolta. Si era stanchi della monarchia danubiana, della guerra e si sperava in una rapida pace. Nel novembre 1917, i sovieti (i consigli degli operai e dei soldati) presero il potere in Russia e immediatamente offrirono il cessate il fuoco alla Germania ed alleati. Le popolazioni delle nazioni belligeranti e, soprattutto, i soldati, erano speranzosi. Grandi segmenti di operai e soldati erano entusiasti della rivoluzione russa. Il panico colse il governo. Il 17 gennaio, l’imperatore Carlo telegrafò al negoziatore austriaco, il ministro degli Esteri conte Czernin, a Brest-Litovsk: “Devo riaffermare ancora una volta che il destino della monarchia e della dinastia dipende dalla conclusione più rapida possibile della pace a Brest-Litovsk… se la pace non arriva, ci sarà la rivoluzione, anche se c’è ancora tanto da mangiare. Questo è un avvertimento serio, in tempi seri”. Durante lo sciopero del 13-20 gennaio 1918, che si diffuse da Wiener Neustadt via Budapest e Vienna a Berlino, a Vienna si formarono i consigli operai che chiedevano la cessazione della censura, della legge marziale, la giornata di otto ore, e altro ancora.

Una serie di insurrezioni isolate
Questa radicalizzazione politica aveva colpito anche soldati e marinai di Cattaro. Il 1° febbraio 1918, formarono dei consigli sul modello russo e chiesero la parità di trattamento di tutte le componenti della squadra, la democratizzazione del governo, la pace immediata e il diritto dei popoli all’autodeterminazione. Era un movimento completamente rivoluzionario. Ma la ribellione deu marinai finì il 3 febbraio, non riuscendo ad occupare i porti circostanti. Le forze di terra furono contattate e alcune navi si staccarono. Sul guardacoste “Rudolf”, un dei leader, il nostromo Sagner, fu ucciso e la resistenza repressa. Anche la flotta di Pola fu messa contro la flotta di Cattaro. Soprattutto, la rivolta rimase isolata. Secondo Julius Braunthal, il presidente del partito socialdemocratico, Viktor Adler, cercò personalmente di trattenerla. Ottenne informazioni e opinioni da Cattaro su Julius Braunthal e le tenne per sé. Non solo, consigliò la delegazione dell’imperatore a Brest-Litovsk, contribuendo così al prolungamento della guerra mondiale. La riuscita insurrezione a Kiel di novembre, tuttavia, poteva diffondersi nelle città portuali della Germania settentrionale e mobilitare gli operai nella rivolta. Quando l’insurrezione dei marinai colse l’esercito. i generali dovettero ammettere di non controllare più le truppe e il Kaiser Guglielmo II fuggì.

Ondata rivoluzionaria
L’Austria avrebbe potuto già prevedere questo sviluppo a gennaio-febbraio 1918. Si ebbe dopo lo sciopero di gennaio non solo nla rivolta di Cattaro, ma gli ammutinamenti di truppe slave a Judenburg e Fuenfkirchen. A Rumburg si ammutinarono i cechi e a Budapest le truppe ungheresi. Nella base navale di Pola (Pula) operai e marinai scioperarono. Sforzi per l’indipendenza nazionale, disordini sociali e politici scossero la monarchia, la paura dell’imperatore Carlo per la rivoluzione, nel febbraio 1918, era assolutamente giustificata.

L’equipaggio dell’ammiraglia KuK “SMS Sankt Georg” arrestò gli ufficiali il 1° febbraio 1918, issò la bandiera rossa e diede il via alla rivolta.

Manfred Ecker è redattore capo del giornale “Neue Linkswende

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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