Le esportazioni della difesa rafforzano la posizione della Russia in Africa

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 09.11.2018

Offrire aiuti tecnologici per la difesa è un ottimo modo per i grandi attori internazionali, come Russia, Cina e Stati Uniti, per costruire relazioni coi Paesi in via di sviluppo e rafforzarne l’influenza. La cooperazione nella difesa è un segnale di grande fiducia tra Stati, che a sua volta promuove la cooperazione in tutti gli altri settori. La Russia è da tempo nota come uno dei principali produttori ed esportatori di armi. Armi e tecnologia della difesa russe sono accolte calorosamente nei Paesi in via di sviluppo grazie ad affidabilità, capacità di operare in climi estremi e costi ragionevoli. Nella seconda metà del 20° secolo, l’Africa era uno dei principali mercati di esportazione della difesa dell’Unione Sovietica. È un continente in cui i conflitti armati si verificano ripetutamente, costringendo i governi locali a pensare costantemente alla preparazione militare. L’Unione Sovietica svolse un ruolo enorme in Africa fornendo armi, consiglieri ed aiuti finanziari ai nuovi governi emersi dalla decolonizzazione e allineati con l’Unione Sovietica come loro principale alleato. In quei giorni, il continente africano fungeva da arena del conflitto sviluppatosi tra Unione Sovietica e Stati Uniti. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, la presenza della Russia in Africa si è notevolmente indebolita e la Cina riempì in modo aggressivo il vuoto emerso. Gli enormi investimenti e altre forme di cooperazione economica con tutti i Paesi africani hanno portato la Cina a essere considerata la potenza mondiale più influente del continente. Tuttavia, la Russia, negli ultimi anni, focalizza l’attenzione sull’Africa e gradualmente ristabilisce le sue posizioni. Ciò fu possibile, in gran parte, grazie all’immagine che l’Unione Sovietica lasciò nei cuori e nelle menti degli africani. I cittadini di molti Paesi africani. come Egitto, Uganda, Angola, Etiopia, Somalia ed altri, ricordano con affetto i tempi in cui l’Unione Sovietica gli forniva aiuti finanziari e tecnologici. L’Unione Sovietica li sostenne nelle lotte ai nemici stranieri inviando esperti sovietici per sviluppare industria locale, infrastrutture energetiche ed assistenza sanitaria. Molti importanti politici africani studiarono nelle università sovietiche e parlano ancora il russo. Nel complesso, questo scambio culturale ora facilita significativamente la comprensione tra Russia e partner africani. Inoltre, la tecnologia della difesa, area di collaborazione tra la moderna Russia e l’Africa, svolge un ruolo importante nel successo della cooperazione. Ci sono pochi che possono competere con la Russia in questo settore, come avvenne coll’Unione Sovietica a suo tempo. Le esportazioni di armi russe verso i Paesi africani hanno continuato a fluire anche dopo la caduta dell’Unione Sovietica, sebbene questo servisse principalmente agli interessi commerciali. La Russia ora attivamente aumenta il volume delle esportazioni trasformandole in strumento politico che aiuterà il paese a rafforzare la presenza in Africa e raggiungere i massimi rapporti coi governi di oggi. Solo nel 2016, i media indicavano che un terzo delle esportazioni della difesa in Africa sono russe.
L’azienda statale Rosoboronexport è l’unica organizzazione in Russia che esporta materiali della difesa. Molti Paesi africani anche economicamente sviluppati come Sudafrica ed Egitto, ed entità intergovernative come la Southern African Development Community (SADC), sono tra i partner della compagnia. La SADC è un’influente unione commerciale ed economica composta da 16 Paesi dell’Africa australe che hanno deciso d’integrare i loro sistemi economici e giuridici nello sviluppo congiunto. I membri dell’organizzazione sono Sudafrica, Botswana, Lesotho, Swaziland, Namibia, Zimbabwe, Angola, Mozambico, Malawi, Madagascar, Tanzania, Zambia, Mauritius, Seychelles, Repubblica Democratica del Congo e Comore. Rosoboronexport ha soldi rapporti con la SADC, in quanto l’organizzazione si trova in difficoltà nella tecnologia della difesa a causa della crescente minaccia terroristica in Africa ed Asia degli ultimi anni. In questo contesto, la domanda di armi e tecnologia militare registrava una crescita costante nella regione e servirà alla Russia per rafforzare la posizione in questo mercato. Nell’ottobre 2018, il servizio stampa di Rosoboronexport dichiarò che la società considera la SADC un partner promettente i cui obiettivi sono in linea con la strategia della Russia in Africa. La Russia collabora strettamente cogli Stati membri della SADC su questioni come sicurezza, lotta a terrorismo e criminalità organizzata e formazione delle operazioni di mantenimento della pace. La Russia collabora con la SADC nel complesso e coi singoli Stati membri su base bilaterale. A titolo di esempio, all’inizio di ottobre 2018, la Russia firmava un accordo quinquennale con la Tanzania sulla cooperazione tecnologica nella difesa. L’accordo prevede che la Russia esporti e ripari attrezzature militari e formi personale nelle relative istituzioni. Le parti intendono inoltre condurre ricerche congiunte sulla tecnologia di difesa. La Russia offre queste condizioni anche ad altri Paesi. Rosoboronexport fornisce a tutti i partner nel SADC equipaggiamenti militari, oltre a formare specialisti su come usare e riparare le attrezzature militari russe. Anche la possibilità di produzione in licenza di armamenti russi in alcuni Paesi dell’Africa meridionale è sul tavolo. Come già affermato, la SADC è una grande organizzazione composta da 16 Paesi africani su 54 indipendenti. Sebbene possa essere considerevole, Rosoboronexport lavora anche con altri Paesi africani, come Uganda, Egitto, Etiopia, Nigeria, Mali e Repubblica Centrafricana, solo per citarne alcuni. La Russia opera per ripristinare le relazioni indebolitesi dal crollo dell’Unione Sovietica e per costruirne di nuove. La Russia firmava accordi di cooperazione nella tecnologia della difesa col Mozambico nel 2015 e Botswana e Niger nel 2017, quest’ultimi Paesi ansiosi di ottenere sistemi di difesa aerea russi e di apprendere l’esperienza antiterrorismo delle Forze Armate russe. Va anche ricordato che la Russia coopera con la Repubblica Democratica del Congo, membro della SADC, nella tecnologia della difesa. Questo Paese non ebbe relazioni calorose con l’Unione Sovietica, schierandosi cogli Stati Uniti durante la Guerra Fredda. Nel 1999, la RDC firmò la convenzione sulla cooperazione militare con la Russia, anche se non furono compiuti progressi effettivi fino a maggio 2018, quando l’accordo acquisì nuova forza. La Russia esporterà armi nella RDC e ne addestrerà le forze armate.
In conclusione, va notato che la cooperazione tra due Paesi nella tecnologia della difesa non è possibile senza una significativa fiducia e disponibilità a collaborare su base continuativa. Il complesso equipaggiamento militare sul quale si basano sicurezza e sopravvivenza di un governo nazionale, ha costantemente bisogno di manutenzione, riparazione e uso competente. Per fornire ciò, gli acquirenti necessitano di assistenza e formazione a lungo termine dagli esperti russi. Quindi, ottenendo armi dalla Russia, i governi africani possono in larga misura affidarle la sicurezza firmando accordi con la Russia in questa e in altre aree della politica estera, per anni.

Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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