Lo Yemen è un’altra guerra sporca degli Stati Uniti

David William Pear, AHTribune 6 novembre 2018

Il 31 ottobre il segretario alla Difesa degli USA James N. Mattis e il segretario di Stato degli USA Michael R. Pompeo chiesero il cessate il fuoco e la soluzione negoziata per la guerra contro lo Yemen. Questa era più di una ovvia trovata pubblicitaria. Era uno brutto scherzo di Halloween? Sono gli Stati Uniti che guidano di nascosto la guerra dei sauditi e degli altri Paesi del Consiglio cooperativo del Golfo contro lo Yemen. I Paesi di punta del GCC per conto degli Stati Uniti sono Regno dell’Arabia Saudita (KSA), Emirati Arabi Uniti (EAU), Bahrayn, Quwayt e Qatar. KSA e Qatar sono coinvolti in una faida. Oman optava per la guerra per ora. Paesi non-GCC Egitto, Marocco, Giordania, Sudan, Gibuti, Eritrea e Somalia contribuiscono al massacro del popolo dello Yemen. Gli Stati Uniti reclutavano i soliti sospetti attori non statali, mercenari della Blackwater (ridenominatasi Academi), SIIL e al-Qaida per terrorizzare gli yemeniti a terra, mentre i piloti sauditi li picchiano con bombe da 900 kg. I piloti della coalizione saudita colpiscono di proposito bus, villaggi, mercati, ospedali e scuole con bombe guidate. Le Nazioni Unite (la loro missione ed imparzialità indebolita e svuotata da decenni di attacchi e manipolazioni d Stati Uniti e complici) è ora solo da cane da guardia degli USA dando alla coalizione statunitense-saudita una foglia di fico legale al genocidio nello Yemen. L’ONU autorizzava l’embargo unilaterale allo Yemen, che Stati Uniti e sauditi hanno trasformato in blocco totale su cibo, acqua e forniture umanitarie. Il blocco è sui rifornimenti vitali ai civili yemeniti, disperatamente necessari per vivere. L’ONU mantiene la facciata del “governo legittimo riconosciuto internazionalmente” dello Yemen di Abdarabuh Mansur Hadi. Il suo mandato a presidente ad interim nello Yemen era scaduto nel 2014, prolungandolo illegalmente per un anno, poi fu cacciato dal popolo yemenita, che ne aveva abbastanza della sua corruzione, provvedendo al Fondo Monetario Internazionale, imponendo austerità e privatizzazione delle imprese statali a prezzi di svendita.
Nella rivolta guidata dagli huthi, il popolo dello Yemen costrinse Hadi a lasciare l’incarico. Si dimise e fuggì dalla capitale Sana verso la città portuale meridionale di Aden, dove Hadi si rimangiò le dimissioni e cercò di ricostituire un governo moribondo. Quando fallì, fuggì a Riyad, in Arabia Saudita. Col sostegno di Stati Uniti e Arabia Saudita, Hadi reclama dal Ritz-Carlton Hotel di Riyadh di essere il governo legittimo dello Yemen. Non ha alcun portafoglio con cui governare, e si dice che MbS lo tenga prigioniero nel Ritz-Carlton. Indipendentemente dalle voci, è sempre e solo uno strumento saudita. Il governo de facto dello Yemen è del leader del movimento guidato dagli huthi, sostenuto dal popolo e dalle forze di sicurezza dello Yemen. Gli Stati Uniti incolpano della guerra l’Iran che non invade Paese da oltre 200 anni. Gli Stati Uniti non hanno uno straccio di prova che l’Iran appoggia il movimento huthi. Eppure i media mainstream rigurgitano costantemente tutto ciò che i guerrafondai del governo nordamericano gli spacciano. Gli huthi nello Yemen sono la setta degli sciiti zayditi, simile all’islam sunnita. Per secoli gli sciiti zayditi e i sunniti vissero in pace e pregavano insieme nelle moschee dello Yemen. La semplicistica propaganda occidentale cercava di fabbricare la guerra nello Yemen come guerra tra sunniti e sciiti, cogli Houthi sostenuti dagli sciiti iraniani. Gli sciiti zayditi dello Yemen sono una setta molto diversa dai duodecimani dell’Iran (i giornalisti occidentali sono troppo pigri per cercarlo su Wikipedia). Quindi, i media mainstream al soldo dominati dal governo degli USA non mancano mai di ripetere la propaganda secondo cui gli huthi sono “sostenuti dall’Iran”. L’Iran è l’immaginario uomo nero che gli Stati Uniti si sono inventato. Il vero uomo nero di Halloween che uccide centinaia di migliaia di yemeniti è l’uomo nero saudita Muhamad bin Salman, conosciuto affettuosamente come MbS dal suo sbalordio ammiratore Thomas Friedman del New York Times. MbS è un pazzo sanguinario, che decapita i critici, smembrandone i corpi con la sega, lapida le donne per adulterio e crocifigge le vittime solo per il gusto di farlo. Gli Stati Uniti chiudono un occhio su questo maledetto pazzo perché compra armi per miliardi di dollari statunitensi. Quindi MbS ne usa le armi per uccidere civili inermi nello Yemen. Friedman afferma che MbS è un riformatore liberale in Arabia Saudita perché consente alle donne di guidare (a condizione che ottengano prima il permesso dal marito).
Non ci sarebbe stata una guerra contro lo Yemen se la coalizione saudita guidata dagli Stati Uniti non avesse attaccato per prima il paese da aria, terra e mare. Decine di migliaia di persone, la maggior parte dei quali bambini, non sarebbero morte, non ci sarebbe stata la peggiore epidemia di colera nella storia e 20 milioni di persone non avrebbero subito una carestia provocata dall’uomo, se i sauditi sostenuti dagli Stati Uniti non avessero invaso lo Yemen. Fu l’amministrazione Obama a dare ai sauditi il via, strizzando l’occhio e dando sostegno militare alla guerra d’aggressione allo Yemen. Lo Yemen non aveva attaccato o minacciato nessuno. Era la coalizione saudita guidata dagli Stati Uniti che iniziò la guerra nel 2015. Si chiamava Operation Decisive Storm. Come la maggior parte delle guerre sostenute dagli Stati Uniti, non era decisiva. L’operazione Decisive Storm doveva essere una guerra breve, una passeggiata come piace dire ai militari. Come si è visto in Afghanistan, Iraq e Siria, queste passeggiate diventano guerre infinite che si trasformano in pantani, uccidendo centinaia di migliaia di persone e lasciano milioni di altre persone in gravi difficoltà. Tre anni dopo, nel 2018, la coalizione guidata dagli Stati Uniti ancora bombarda, blocca, affama i civili e provoca di proposito la diffusione della peggiore epidemia di colera della storia. È un’altra guerra sporca degli Stati Uniti simile alle guerre in Afghanistan, Iraq, Libia e Siria. Come per il blocco imposto dagli Stati Uniti all’Iraq negli anni ’90, un milione di bambini moriranno di colera a causa della distruzione delle opere di depurazione delle acque e del blocco delle parti di ricambio e dell’acqua potabile.
L’annuncio di Halloween di Mattis e Pompeo chiariva che non erano seri. I loro annunci erano solo uno scherzo di Halloween per tentare di raccogliere buona pubblicità dopo che gli Stati Uniti avevano nascosto il massacro di Jamal Khashoggi nel consolato saudita in Turchia. Quell’omicidio, è tipico di MbS, presentando solo un problema temporaneo di pubbliche relazioni per gli Stati Uniti, così come per i sauditi. La brutta pubblicità contro MBS si riversava negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti erano oggetto di feroci critiche in quanto alleati del regime dei gangster sauditi. La relazione USA-Arabia Saudita chiariva la vera natura dei valori statunitensi, dettati da potere e dollari. Lo scherzo di Halloween di Mattis e Pompeo era un tentativo di allontanare gli Stati Uniti dall’Arabia Saudita presso il pubblico. Non era un’iniziativa di pace sincera, ma solo politica sperando che il brutto omicidio di Khashoggi potesse sparire. Chiunque abbia seguito le guerre statunitensi sa che Stati Uniti e sauditi vanno insieme, entrambi sono coperti di sangue fino ai loro occhi. Il duetto di Halloween Mattis e Pompeo era uno spettacolo bizzarro. Cercavano di spacciarsi da tenaci operatori di pace, dicendo che alla guerra nello Yemen ci volevano 30 giorni per “uscire dallo stallo”. Mattis chiese a tutti di sedersi attorno al tavolo della pace in Svezia. Il modo in cui gli USA lo dicevano, chiunque sia il nemico del momento, rifiuta sempre di parlare di pace. Si è appena vista una farsa simile sulla Corea democratica che si rifiutava di sedere al tavolo delle trattative. In realtà, sono sempre gli Stati Uniti che si rifiutano di negoziare se prima non vengono soddisfatte le loro pretese. Le precondizioni degli USA allo Yemen è che deve arrendersi. Deve smettere di resistere all’invasione guidata dagli Stati Uniti. In cambio, gli Stati Uniti fanno l’offerta “generosa” di non bombardare obiettivi civili. Solo allora gli Stati Uniti saranno disposti a dettare i termini. Mattis chiese che lo Yemen si arrenda, altrimenti i sauditi guidati dagli Stati Uniti bombarderanno altri autobus scolastici, mercati del pesce, ospedali, funerali, matrimoni ed infrastrutture civili. Questi sono crimini di guerra. Mattis e Pompeo sono dei rapitori criminali di guerra. Minacciano di uccidere altri bambini che hanno in ostaggio, a meno che lo Yemen non si inchini ai termini statunitensi: “Tra trenta giorni vorremmo vedere tutti attorno al tavolo di pace secondo il cessate il fuoco basato sul ritiro dal confine e il cessato lancio di bombe (su aree civili) permettendo all’inviato speciale (ONU),Martin Griffiths, molto bravo, sa cosa sta fa, di riunirli in Svezia e porre fine a questa guerra”. Mattis avrebbe dovuto aggiungere “Dolcetto o scherzetto”.
Arrendersi prima è la versione statunitense di negoziato. Gli Stati Uniti tengono in ostaggio i civili yemeniti. Offrendosi di non bombardare obiettivi civili, gli Stati Uniti ammettono di aver guidato apposta il bombardamento saudita sui civili. La coalizione saudita guidata dagli Stati Uniti aveva lanciato oltre 15000 bombe da 900 kg sullo Yemen. Eppure per tre anni l’ONU ha insistito che solo 10000 civili fossero stati uccisi. Il numero effettivo è di decine di migliaia, forse centinaia di migliaia. La guerra d’assedio e la guerra biologica della fame e del colera hanno preso altre decine di migliaia di vite. La maggior parte degli uccisi erano bambini. Qualcuno dovrebbe controllare con Madeleine Albright per scoprire se lei pensa che “ne valga la pena”. Lei è un altro demone di Halloween che pensa che uccidere bambini sia una buona cosa. Lo Yemen è un’altra guerra sporca degli Stati Uniti, che usano gli stessi sporchi trucchi usati in Afghanistan, Iraq, Libia e Siria. Gli Stati Uniti e i lor cospiratori, Arabia Saudita e gli altri Paesi del Golfo, bombardano lo Yemen e l’invadono con gruppi terroristici come i mercenari di al-Qaida, SIIL e Blackwater dal Sud America. È la coalizione saudita guidata dagli Stati Uniti che iniziò la guerra. Se Mattis e Pompeo vogliono finirla, tutto ciò che devono fare è smettere di bombardare e attaccare lo Yemen. Aprire i porti e far entrare gli aiuti umanitari. Smettere di finanziare SIIL e mercenari nello Yemen. Sarebbe davvero facile. Lo Yemen non attacca l’Arabia Saudita o altri. Sparano solo scarsi razzi sull’Arabia Saudita.
Ecco alcuni retroscena della guerra: Ci fu la rivolta popolare guidata dal movimento huthi nel 2011 che destituì i 33 anni di dittatura di Ali Abdullah Salah. Le Nazioni Unite facilitarono i negoziati per un governo provvisorio fin quando non si fossero potute tenere elezioni nazionali. Nel 2012 si ebbe un referendum nazionale sul piano di pace delle Nazioni Unite. Un solo nome era votato al presidente ad interim. Era il nome scelto da Stati Uniti e Regno d’Arabia Saudita, Abdarabuh Mansur Hadi. Non sorprende che ottenesse il 100% dei voti espressi. Il suo mandato era di 2 anni. Invece di contribuire a formare un governo di unità e prepararsi per le elezioni nel 2014, Hadi optò per un programma di austerità imposto dal Fondo monetario internazionale e un programma di privatizzazione rapido. Approfittò della svendita non autorizzata delle imprese di proprietà statale a prezzi di svendita. Gli acquirenti erano dagli Stati del Golfo e statunitensi. Nel 2014 Hadi illegalmente prorogò la presidenza di un altro anno, dicendo che aveva bisogno di più tempo. Accrebbe il programma di austerità sugli yemeniti e intensificò le privatizzazioni. Il popolo dello Yemen ne ebbe abbastanza di Hadi. Sotto la guida del gruppo noto come huthis ci furono massicce dimostrazioni nella capitale Sana e richieste di dimissioni di Hadi. Hadi si dimise e fuggì dalla capitale Sana e se ne andò nella città portuale meridionale di Aden, annullò le dimissioni e cercò di ricostituire il suo governo fallito. Poi fuggì in Arabia Saudita.
Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Nazioni Unite continuano la burla di Hadi “governo legittimo riconosciuto a livello internazionale” dello Yemen. Con tale bufala, gli Stati Uniti appoggiano i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, guidati da Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Il GCC formava una coalizione militare col sostegno degli Stati Uniti per rimettere al potere con la forza Hadi. Gli Stati Uniti, segretamente coinvolti nello Yemen da decenni, posero la questione della sicurezza nazionale degli Stati Uniti minacciata dallo Yemen. L’affermazione era che gli huthi creavano le condizioni per la crescita di al-Qaida nella penisola arabica (AQAP). Com’è comodo che gli Stati Uniti trovino terroristi sotto ogni roccia. Sono gli Stati Uniti che ce li hanno messi. La vera preoccupazione degli Stati Uniti è che un nuovo governo nello Yemen non sarà conforme al neoliberismo occidentale e al FMI che impone austerità e privatizzazioni. I sauditi sono preoccupati da un governo guidato dagli huthi nello Yemen, non sarà mai sotto il loro opprimente controllo. Insieme, ONU, Stati Uniti, KSA e altri Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo dichiaravano Hadi “governo legittimo riconosciuto a livello internazionale” dello Yemen. Agendo da un hotel a cinque stelle di Riyadh, Hadi avrebbe chiesto alla coalizione saudita guidata dagli Stati Uniti di ripristinarlo al potere, in ciò che definiva guerra civile. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti sostengono di aiutare ul “governo legittimo riconosciuto a livello internazionale” dello Yemen. (Si noti che i media mainstream occidentali usano sempre tale esatto fraseggio descrivendo Hadi). Le Nazioni Unite imposero l’embargo unilaterale sulle armi allo Yemen, in realtà il blocco. Tutto ciò con strizzatine d’occhio e spinte dal presidente Obama nel 2015. Col supporto logistico degli Stati Uniti, l’Arabia Saudita lanciò l’assalto aereo sullo Yemen nel 2015, dal nome in codice Operation Decisive Storm. Quando fallì, i sauditi guidati dagli Stati Uniti lo ribattezzarono appropriatamente Operation Restoring Hope. I sauditi guidati dagli Stati Uniti intensificarono gli attacchi alla popolazione, distruggendo opere idrauliche ed strutture igienico-sanitarie, provocando prevedibilmente un’epidemia di colera. Il blocco delle forniture umanitarie, del cibo, dell’acqua potabile e delle parti necessarie alle riparazioni, ancora una volta prevedibilmente, provocavano la peggiore epidemia di colera della storia. È una guerra batteriologica, la stessa usata negli Stati Uniti negli anni ’90 per uccidere centinaia di migliaia di bambini in Iraq. La coalizione saudita guidata dagli Stati Uniti è un’aggressione genocida. Ha messo a rischio di fame e malattie 20 milioni di persone. Decine di migliaia di yemeniti sono morti per mano di Stati Uniti, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Il popolo dello Yemen non ha i 30 giorni con cui Mattis li deride per iniziare la conferenza di pace. In 30 giorni altri 10000 bambini o più moriranno di colera, fame e malattie.
Se gli Stati Uniti fossero sinceri nel volere la pace, di cui non mostra alcun desiderio reale, allora metterebbero fine al bombardamento entro 24 ore. Gli Stati Uniti dovrebbero solo smettere di sostenere i sauditi. Smettere di rifornirgli di carburante gli aerei, di fornirgli bombe, logistica e smettere di sostenere SIIL e mercenari che Stati Uniti, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno infiltrati nello Yemen. La fine della guerra non metterebbe a rischio Stati Uniti, Arabia Saudita o altri Paesi del GCC. Lo Yemen non minaccia nessuno, rutto ciò che vuole è essere lasciato in pace. Il blocco dovrebbe essere revocato immediatamente per ragioni umanitarie, permettendo che cibo, acqua, forniture mediche e altri elementi essenziali di cui c’è disperatamente bisogno entrino nel paese. Togliere il blocco salverebbe decine di migliaia, forse milioni di vite. Con la fine dei bombardamenti, coi terroristi fermati e il blocco revocato, le organizzazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere e Comitato Internazionale della Croce Rossa hanno potrebbero affrettarsi a salvare migliaia di bambini morenti. Fermare la guerra nello Yemen non è complicato. Non richiede 30 giorni di attesa e mesi di negoziati delle Nazioni Unite, del “molto bravo, che sa cosa fa” Martin Griffiths. Mattis e Pompeo non sono però seri, giocano con milioni di vite nello Yemen. Era solo un crudele scherzo di Halloween, lo scherzetto di “Mad Dog” Mattis e Pompeo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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