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Bielorussia: risponderemo se la Polonia avrà basi degli USA

Paul Antonopoulos, Fort Russ 6 novembre 2018

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko consigliava il ministro degli Esteri polacco di non creare basi militari “non necessarie”, altrimenti Russia e Bielorussia risponderanno. Il presidente bielorusso sottolineava che il suo Paese non cerca alcun conflitto militare e ha una politica estera esclusivamente pacifica. “Ho detto al ministro degli Esteri (polacco), che qui a Minsk non abbiamo intenzione di combattervi. Pertanto, non è necessario creare basi inutili. Altrimenti, noi insieme ai russi dovremo rispondere, dovremo schierare qualcosa per contrastarvi”, aveva detto Lukashenko, secondo l’agenzia Belta. Il 26 ottobre, il ministro degli Esteri polacco Jacek Czaputowicz affermò che la Polonia rafforzerà la cooperazione militare cogli Stati Uniti, sottolineando che Varsavia vuole la presenza permanente di militari statunitensi nel Paese. In precedenza, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciò, dopo un incontro col presidente polacco Andrzej Duda, che la sua amministrazione pensa di creare una base militare permanente sul territorio polacco e che Varsavia è disposta a pagare “miliardi di dollari” per l’installazione. In Polonia, una brigata di carri armati degli Stati Uniti con circa 3500 uomini viene attualmente inviata a rotazione. Nel territorio del Paese è stato posizionato anche un battaglione della NATO con mille o più soldati.
Se un attacco alle forze statunitensi in Polonia crea enorme responsabilità si possibili perdite e qualsiasi risposta dagli Stati Uniti sarebbe giustificata, tuttavia l’attuale governo polacco riteneva opportuno fare del Paese una zona d’impatto a qualsiasi risposta russa. Il diplomatico russo Aleksandr Grushko aveva detto a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco che Russia e Bielorussia hanno la potenza tecnico-militare per rispondere in modo appropriato alle minacce dovute al possibile dispiegamento di una base permanente statunitense in Polonia. “Russia e Bielorussia hanno l’intero spettro di misure tecnico-militari che lo permette in modo efficace e senza costi elevati”, dichiarava Gruskko rispondendo a una domanda sulla creazione della base. Secondo lui, i due Paesi hanno potenza sufficiente “per garantirsi in ogni scenario gli interessi su difesa e sicurezza”, continuava il viceministro degli Esteri Grushko. Secondo il diplomatico, le domande più concrete dovrebbero essere rivolte ai militari, osservano ancora una volta che i due Paesi hanno tutte le possibilità tecnico-militari di reagire in modo efficace e senza gravi costi. “Sarà la dimostrazione convincente che i Paesi che oggi chiamano truppe straniere nel proprio territorio non solo non migliorano la sicurezza, ma si espongono a un pericolo maggiore”, aveva detto Grushko.
Insomma, sembrerebbe che gli Stati Uniti abbiano spinto nuovamente la Polonia a usare fondi limitati e prestiti dal FMI per acquistare altre armi nordamericane, nella futile e bizzarra manovra con cui la Polonia diviene strumento di un’aggressione alla Russia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio