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Agenti d’influenza? Così li spiegava Andropov

Ilija Belous, Fort Russ 4 novembre 2018

Il termine “agenti d’influenza” fu usato per la prima volta dal Presidente del KGB dell’URSS Jurij Andropov nel 1977, nel rapporto al Politburo sui piani della CIA per acquisirli. (Rivolgendosi al Comitato Centrale del Partito Comunista, la nota del presidente del KGB Andropov del 1977, pubblicata per la prima volta dal Presidente del KGB Krjuchkov, nella riunione riservata del Consiglio Supremo dell’URSS del 17 giugno 1991.
Secondo dati attendibili ricevuti dal Comitato di sicurezza dello Stato, la CIA, basandosi su analisi e previsione dei suoi specialisti sulle vie dello sviluppo dell’URSS, pianifica l’intensificazione delle attività ostili volte a degradare e disintegrare la società sovietica. A tal fine, l’intelligence statunitense assume il compito di reclutare agenti d’influenza tra cittadini sovietici, conducendone la formazione e promuovendoli ulteriormente nell’amministrazione di politica, economia e scienza dell’Unione Sovietica. La CIA ha sviluppato programmi di formazione individuale per agenti d’influenza, che prevedono l’acquisizione delle competenze nello spionaggio, nonché l’elaborazione politica ed ideologica concertata. Inoltre, uno degli aspetti più importanti della preparazione di tali agenti è l’insegnamento delle tecniche di gestione nella leadership delle persone. La leadership dell’intelligence statunitense pianifica la ricerca mirata, persistente e costosa di persone capaci per qualità personali e di gestione nella prospettiva che assumano posizioni amministrative svolgendo le missioni per il nemico. Allo stesso tempo, la CIA utilizza singoli agenti d’influenza, non affiliati, che attuino una politica volta a sabotaggio e deformazione, che saranno coordinate e dirette da un singolo centro istituito nell’ambito dell’intelligence statunitense.
Secondo la CIA, le attività mirate dell’agente di influenza contribuiranno alla creazione di alcune difficoltà di carattere politico nell’Unione Sovietica, ritarderanno lo sviluppo della nostra economia, fuorvieranno la ricerca scientifica dell’Unione Sovietica. Nel formulare tali piani, l’intelligence statunitense punta a sfruttare i crescenti contatti dell’Unione Sovietica con l’occidente creando i presupposti favorevoli per la loro realizzazione nelle condizioni attuali. Secondo gli agenti statunitensi volti ad impegnarsi direttamente nel lavoro di agente tra i cittadini sovietici, il programma viene attuato dai servizi di sicurezza statunitensi, per contribuire ai cambiamenti qualitativi nelle varie sfere della vita della nostra società, e soprattutto nell’economia, contenendo numerosi ideali occidentali.
Il KGB tiene conto delle informazioni ricevute dall’organizzazione per l’analisi di tali attività e la soppressione dei piani dell’intelligence statunitense.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

3 Risposte a “Agenti d’influenza? Così li spiegava Andropov”

  1. Yuri Andropov, personaggio di spessore politico, riformatore ma nel solco del socialismo, se fosse vissuto di più la storia sarebbe andata diversamente

  2. Concordo!Se Yuri Andropov sarebbe vissuto,avrebbe mobilitato in senso etico socialista la societa’ sovietica,mettendo fuori gioco,i vari agenti d’influenza,che invece ,dopo Andropov,con Gorbaciov ed Javkolev ,furono liberi di dispiegare attivita’ ostili volte a degradare e disintegrare la societa’ sovietica!!!

  3. Concordo!Se Yuri Andropov,avesse potuto attuare la sua politica di mobilitazione etico-socialista della societa’ sovietica,sarebbero stati neutralizzati ,quegli agenti d’influenza che,a cominciare da Gorbaciov ed Javkolev,miravano a svolgere attivita’ dirette alla distruzione e disintegrazione del potere sovietico!!!

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