Assassini a noleggio: statunitensi, israeliani e palestinesi uccidono per soldi in Yemen

Antony Loewenstein, TRN 22 ottobre 2018

La compagnia mercenaria statunitense Spear Group, guidata da un israeliano e ingaggiata da un palestinese per conto degli Emirati Arabi Uniti, esegue omicidi extra-giudiziarie nello Yemen. Antony Loewenstein ne discute i dettagli.
Aram Roston di BuzzFeed rivelava che gli Emirati Arabi Uniti hanno assunto una compagnia mercenaria statunitense chiamata Spear Operations Group per assassinare individui nello Yemen, e che hanno anche tentato di piazzare una bomba nella sede del partito islamico in questa operazione. Gli Emirati Arabi Uniti collaborano con l’Arabia Saudita nella guerra contro il gruppo etnico huthi che governa lo Yemen. È molto interessante notare che gli Emirati Arabi Uniti non hanno contattato direttamente questa società, ma fu Muhamad Dahlan, un palestinese di Gaza ed ex-dirigente del partito Fatah che contattò il gruppo Spear Operations. E allora perché tale gruppo fu scelto tra decine di società mercenarie? Spear Operations Group fu fondato da Abraham Golan, ex-ufficiale israeliano e noto affarista nel settore militare privato e della sicurezza. Già a febbraio, il ministro dei Trasporti yemenita Salah al-Gabwani avvertì che gli Stati Uniti intervengono nello Yemen creando piccoli eserciti e frammentando territorio e popolazione.

SALAH AL-GABWANI: La situazione è grave in tutte le aree liberate, in particolare quelle nel sud, dove ci sono eserciti tribali creati e sostenuti dagli Emirati Arabi Uniti. Ci sono anche eserciti provinciali e bande. Anche Al-Qaida si diffonde in gran parte dei governatorati, non è mai stata così presente come adesso.
GREG WILPERT: Discuto ora del ruolo dei mercenari statunitensi nella guerra allo Yemen con Antony Loewenstein. È un giornalista indipendente e autore di Disaster Capitalism: Making a Killing Out of Catastrophe. Grazie per esserti unito a noi.
ANTONY LOEWENSTEIN: Grazie per avermi ospitato.

GREG WILPERT: Allora, cosa vogliono gli Emirati Arabi Uniti dallo Yemen? Perché hanno bisogno di mercenari stranieri per combattere nello Yemen e condurre assassinii?
ANTONY LOEWENSTEIN: L’esercito degli Emirati Arabi Uniti da molti anni, infatti, è formato da molti mercenari e stranieri. Quindi l’esercito degli Emirati Arabi non è composto da gente del posto, per così dire. È composto da stranieri e da molto tempo. E lo è molto di più nell’ultimo anno in cui combatte nello Yemen. Voglio dire, essenzialmente, perché hanno assunto tale particolare compagnia? Non penso che lo sappiamo, è la risposta sintetica. Ma penso di sapere che il motivo per cui tali società vengono assunte è perché sono considerate efficaci; in sostanza possono assassinare o uccidere o catturare i cosiddetti nemici degli Emirati Arabi, o degli Stati Uniti, in questo campo. E certamente la connessione israeliana è fondamentale, perché Israele è esperto nei cosiddetti omicidi mirati molto prima dell’11 settembre. E in effetti, molti altri Paesi, Stati Uniti, Regno Unito e altri, s’ispirano ad Israele e all’esperienza israeliana nell’uccidere i cosiddetti nemici. E questo è in parte il motivo per cui tale tipo di società verrebbe assunta.

GREG WILPERT: Sembra quindi che Abraham Golan, il fondatore di Spear Operations Group, non abbia avuto problemi a parlare con BuzzFeed e ad ammettere che orchestrava gli omicidi. L’unico punto su cui insisteva, tuttavia, è che non poteva ricevere ordini da Muhamad Dahlan, ma dall’esercito degli Emirati Arabi Uniti, creando una sorta di collegamento ufficiale con l’esercito degli Emirati Arabi Uniti. Spiega qual è il problema legale qui. Perché è così importante per Golan essere considerato parte dell’esercito degli Emirati Arabi Uniti, lo protegge dall’accusa di crimini di guerra?
ANTONY LOEWENSTEIN: Beh, la prima cosa è che il suo ruolo parlando di queste operazioni è piuttosto vago. Voglio dire, ad essere onesti, avendo fatto molti articoli negli ultimi dieci anni su contractor privati in Afghanistan e altrove, la maggior parte di tali società e dei loro capi non parlano delle loro operazioni, punto e basta, e tanto meno ammettono di aver compiuto tali atti. Quindi ciò è molto insolito. Perché parlava? Immagino che senta un certa protezione, e questo risponde alla tua domanda, essenzialmente nel momento in cui le leggi di guerra degli Stati Uniti sono incredibilmente confuse, da un lato, penseresti che se un individuo è coinvolto nell’assassinio di persone in una zona di guerra possono essere processate nel Paese o negli Stati Uniti. Ma la verità è che, legalmente parlando, ciò è ancora un campo molto, molto confuso. In effetti, dall’11 settembre, dopo l’enorme esplosione dei contractor militari privati, ci sono stati pochissimi casi di contractor occidentali, molti dei quali naturalmente nell’esercito degli Stati Uniti, o inglese o australiano e dell’America del Sud davvero realtà perseguiti per crimini, crimini di guerra. È molto, molto raro. Ciò è in parte dovuto al fatto che gli Stati Uniti non hanno alcun interesse a ciò; principalmente perché tali individui hanno combattuto quello che gli Stati Uniti considerano una guerra legittima, che sia Afghanistan, Iraq, Yemen o altrove. Quindi, ovviamente, sentono di poter parlare apertamente. Ma come ho detto, è molto raro che qualcuno sia così sfacciato e che parli così apertamente di quello che ha fatto. E dovremmo anche notare che l’individuo che questa organizzazione cercava di uccidere, assassinare, è sopravvissuto. Apparentemente è ancora vivo. È ancora presente nello Yemen. E l’organizzazione a cui appartiene è anche ben considerata da alcuni dentro lo Yemen e fuori. Quindi potresti dire, da un lato, che tale operazione era fallita. Ma la storia suggerirebbe, e lo vediamo con, per esempio, il lavoro in passato di Erik Prince, che era dirigeva Blackwater, che il fallimento è un impedimento per altri contratti. In altre parole, il fatto che questa storia sia ora disponibile su Buzzfeed e che questa operazione non abbia avuto successo non significa necessariamente che cotui non ottenga altri contratti, il che potrebbe essere controintuitivo, ma la storia suggerirebbe così.

GREG WILPERT: Sembra una buona pubblicità, forse, in un certo senso. Quindi spiegaci la connessione tra Muhamad Dahlan, che orchestrò il coinvolgimento del gruppo Spear, e quale era il suo legame cogli Emirati Arabi Uniti? Dopotutto, non viene dagli Emirati Arabi Uniti. Come è diventato loro agente di reclutamento di mercenari?
ANTONY LOEWENSTEIN: Questo è davvero interessante. Il ruolo di Dahlan era molto importante nei territori palestinesi. È nato a Gaza. Era molto influente in Fatah, uno dei principali partiti politici in Palestina. Odiava da tempo Hamas, spesso nemico di Fatah. E circa una decina di anni fa, 12 anni fa, ci fu, credo che la chiameresti specie di guerra civile, una brevissima guerra civile tra Fatah e Hamas. Hamas vinse. E Dahlan, in sostanza, fu espulso, e infine divenne un tipo molto cupo, quasi un killer degli Emirati Arabi Uniti. Vi vive da oltre un decennio, e c’è una serie di esempi che abbia contattato società statunitensi e altre per fargli svolgere il lavoro sporco, per così dire, laddove vogliono gli Emirati Arabi. In qualche modo il suo ruolo in Palestina non è finito. Anche se non vi è presente, in vari modi ci sono molti negli Stati Uniti e altrove che lo vedono potenzialmente un sostituto di Mahmud Abas, ora molto anziano, leader dell’Autorità Palestinese; ed entrare ed amministrare nuovamente Gaza. Questi dibattiti e conversazioni avvengono continuamente in Palestina, indipendentemente che sia la persona giusta. Ha un molto, molto, direi brutto passato; un passato molto, molto brutale e violento. Questo, ovviamente, è ciò che vogliono gli EAU. Quindi tali esempi nello Yemen è la tipica cosa che Dahlan farebbe. Lavora per il regime degli Emirati Arabi Uniti, ed è protetto per ciò. Ma potrei anche aggiungere che sia anche molto vicino a elementi dell’amministrazione statunitense, democratici e repubblicani, e anche israeliana.

GREG WILPERT: Ora, la scelta di reclutare una compagnia fondata da un israeliano con diversi ex-soldati israeliani sembra sorprendente per Muhamad Dahlan, un palestinese. Come spieghi tali insolita cooperazione israelo-palestinese?
ANTONY LOEWENSTEIN: Beh, sì. C’era molta complicità e collusione tra gli elementi della dirigenza israeliana, della sicurezza, dell’intelligence e l’élite palestinese. Non dimentichiamo che finora l’Autorità Palestinese ogni giorno, 24 ore su 24, lavora per proteggere l’occupazione israeliana. L’Autorità Palestinese è quasi l’appaltatore d’Israele nella West Bank. Quindi tale relazione non è proprio insolita. Molti palestinesi odiano tale relazione e il fatto che la vita dei palestinesi sia terribile. L’occupazione in Palestina va avanti da 50 anni, mentre i dirigenti dell’Autorità Palestinese, Mahmud Abas, Dahlan e altri, hanno fatto una fortuna con tale collusione con Israele. A prima vista appare strano, ma ci saranno sempre individui dell’élite palestinese disposti a colludere con Israele per proteggerne l’occupazione. Quindi il suo ruolo, di Dahlan negli Emirati Arabi, nello Yemen, così non è insolito. Ed è per questo che molti palestinesi in Palestina e della diaspora hanno un sincero profondo odio per Dahlan, perché lo vedono vendersi al miglior offerente. E potrebbero essere gli Emirati Arabi Uniti, Israele, gli Stati Uniti. Quindi l’idea che possa ritornare a governare Gaza, o dirigere una specie di entità palestinese, è davvero inaccettabile per molti palestinesi, e giustamente.

GREG WILPERT: molto interessante. Ma dovremo lasciare. Parlavo con Antony Loewenstein, giornalista indipendente e autore del libro Disaster Capitalism. Grazie ancora per averci raggiunto oggi.
ANTONY LOEWENSTEIN: Grazie per avermi ospitato, Greg.

GREG WILPERT: E grazie per aver raggiunto The Real News Network.

Mohammed Dahlan e Abraham Golan

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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