L’Aeronautica degli Stati Uniti in condizioni scadenti

Military Watch 20 ottobre 2018

La flotta di aerei da combattimento statunitense rimane la più grande al mondo con considerevole margine, circa 2400 aviogetti in servizio nella Marina, Marines ed Air Force nel 2018. Nonostante le dimensioni, tuttavia, dalla fine della Guerra Fredda e delle rivalità tra superpotenze, una parte crescente di tale flotta è rimasta inattiva, soprattutto per compiacimento per la probabilità notevolmente ridotta di una guerra con una pari potenza militare. La maggior parte della flotta statunitense è composta da caccia F-16 e F-18, aviogetti da combattimento leggeri dal costo relativamente basso usati principalmente da US Air Force e US Navy, con una élite ristretta composta dai più costosi e specializzati caccia da superiorità aerea F-15 e F-22, nemmeno 400 in totale, insieme a poco più di 250 caccia-bombardieri F-15E. Nonostante i requisiti per la manutenzione assai inferiori dei caccia leggeri, i militari lottarono per mantenere un’alta percentuale in servizio dati i numeri estremi con cui sono schierati. In risposta al riemergere della Russia e all’emergere della Cina come potenze militari rivali, insieme alla modernizzazione militare della Corea democratica, il segretario alla Difesa statunitense James Mattis chiese alle forze armate di avere l’80% della flotta di caccia pronta entro un anno. Il segretario dichiarava: “Affinché i caccia siano efficaci ed efficienti dobbiamo concentrarci innanzitutto sul rispetto delle nostre massime priorità, come un minimo di 80 percento di capacità operativa per il materiale di Navy ed Air Force per l’anno fiscale 2019, costituendo la spina dorsale della nostra forza aerea tattica, e ridurre le spese operative e di manutenzione di tali piattaforme ogni anno a partire dall’esercizio 2019”, continuando: “I progressi non possono essere limitati a tali sole piattaforme… i nostri dipartimenti militari devono anche stabilire e perseguire obiettivi aggressivi sulle altre avarie dei nostri beni ad ala fissa e rotante”.
Considerati gli attuali livelli di prontezza operativa della flotta nordamericana, rimane un obiettivo estremamente ambizioso, ma ampiamente ritenuto necessario in vista del ritorno della concorrenza alla pari tra le principali potenze militari. La legge sul controllo dei bilanci del 2011 approvata dall’amministrazione Obama peggiorava notevolmente la situazione della flotta aerea statunitense e, a parte la cancellazione del programma F-22 da parte dell’amministrazione, dati i vincoli di bilancio, minava seriamente la capacità degli Stati Uniti di contrastare potenti avversari. Mantenere la flotta ad alto livello di prontezza è probabilmente estremamente costoso, in particolare per i caccia pesanti dai requisiti di manutenzione estremi. La prontezza operativa degli aviogetti dalla manutenzione più pesante e costosa rimane considerevolmente inferiore, coll’F-16, caccia dalla manutenzione più facile degli USA, che vedeva il 70% della flotta pronta mentre metà degli F-22 Raptor, i caccia dalla maggiore la manutenzione, era pronta al combattimento. La flotta di F-18E Super Hornet della Marina conserva nel frattempo un tasso di prontezza al combattimento del 53%, nonostante abbia una manutenzione notevolmente accessibile rispetto al predecessore della Guerra Fredda ‘F-14 Tomcat. È probabile che una delle principali difficoltà che i militari statunitensi dovranno affrontare per mantenere un’elevata prontezza operativa dei propri sistemi da combattimento è il loro crescente fabbisogno di manutenzione. Questo è il risultato sia dell’età avanzata della maggior parte della flotta da caccia di quarta generazione del Paese, che vedono aumentare i requisiti di manutenzione ogni anno con l’invecchiamento, e le esigenze di manutenzione di gran lunga superiori degli aeromobili stealth di nuova generazione come F-22 Raptor e F-35 Lightning II, che costano molto di più non solo all’acquisizione ma anche per la manutenzione rispetto ai predecessori più semplici della quarta generazione. L’F-35A ad esempio ha un costo operativo per ora doppio dell’F-16 e trascorre molto più tempo a terra, e le esigenze di manutenzione sono ancora più elevate per le versioni specializzate F-35B e C. Nonostante un budget della difesa più ampio e la fine dei tagli coll’amministrazione Trump, il risultato delle crescenti pressioni sull’aviazione militare statunitense per mantenere l’enorme flotta è che la maggiore preparazione al combattimento potrebbe tradursi in graduale contrazione delle dimensioni della flotta. Man mano che i caccia e quelli più recenti diventano più costosi, ciò sembra l’unica opzione efficace per i militari a corto di massicci aumenti del bilancio della difesa, considerevolmente più grande di ciò che ogni amministrazione probabilmente vorrebbe prendere in considerazione in futuro.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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