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La Russia ha fornito alla Siria 3 reggimenti di S-300PM-2 e i radar più avanzati

MENA Facts 19 ottobre 2018

La Federazione Russa ha fornito alla Siria tre reggimenti di S-300PM-2, che differiscono dai 300 standard per i più sofisticati radar multiruolo, centro di comando mobile e radar di tiro, secondo il quotidiano Izvestija, su fonti del Ministero della Difesa della Federazione Russa. “I sistemi missilistici antiaerei S-300PMU-2 sono stati forniti alla Siria, riferivano diverse fonti dal Ministero della Difesa russo al quotidiano Izvestija. Nelle Forze Armate della Federazione Russa, questi sistemi S-300PM-2 giunsero nel 2010. Nel dicembre 2015, il primo reggimento di S-300PM-2 assunse la difesa dello spazio aereo della regione industriale centrale del Paese. In seguito, l’unità militare fu riarmata col più moderno sistema antiaereo russo, il sistema SAM S-400 Triumf. Molto probabilmente furono rinviate in Siria alcuni equipaggiamenti così liberati”, si legge nella pubblicazione.
Secondo fonti giornalistiche del Ministero della Difesa russo, non vi è alcuna base nelle informazioni su cannoni antiaerei iraniani che controllerebbero i sistemi antiaerei trasferiti in Siria. Gli S-300PM-2 “siriani” e gli S-300PMU-2 consegnati all’Iran sono diversi. Il sistema PM-2 è una versione creata per le Forze Armate russe. Il PMU-2 iraniano è una versione da esportazione che differisce per schema e le modalità di controllo meno complesse rispetto alla versione russa. È anche importante che il sistema di controllo automatico (ACS) del PMU-2 da esportazione non consente d’interagire coi sistemi di difesa aerea russi, che invece sono stati trasferiti in Siria”, scrive il quotidiano, che ricordava anche che la profonda modernizzazione del famoso S-300 allo stanard S-300PM-2 venne effettuata a metà 2010. Il rinnovamento del “trecento” standard era dovuto alla crescente complessità delle missioni di combattimento affrontate dalle Forze della Difesa Aerea. Durante il lavoro, il produttore Almaz-Antej prese i vecchi S-300 e cambiò parte dei sistemi: una stazione di rilevamento radar, una stazione di illuminazione e guida (radar di tiro) e un posto di comando mobile.
I sistemi dei lanciatori (PU) erano già in fase di adozione nelle truppe. Potevano utilizzare, se necessario, munizioni più moderne, potenti e a lungo raggio rispetto ai classici “trecento”. Così, furono riequipaggiati diversi reggimenti della difesa aerea delle Forze Armate della Federazione Russa. L’S-300PM-2, dopo la modernizzazione, può combattere non solo velivoli di quinta generazione, missili balistici a corto raggio, ma anche missili balistici tattici a medio raggio. Il nuovo equipaggiamento permette la sicura distruzione dei bersagli aerei a distanze fino a 250 km, notava l’articolo. “Anche se gli iraniani fossero stati invitati ad operare l’S-300PM-2, sarebbe stato difficile occuparsi immediatamente del combattimento. Questo sistema, rispetto alla versione “iraniana” da esportazione dell’S-300PM, è equipaggiato con un calcolatore più potente. L’algoritmo del controllo del combattimento differisce su numerosi indicatori dalla versione d’esportazione dell’S-300PMU-2″, scriveva “Izvestija”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio