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Comunità degli Stati Indipendenti: contrastare il terrorismo

Dmitrij Bokarev, NEO, 17.10.2018

La crescente minaccia terroristica globale mette i servizi speciali nel mondo sempre in guardia, cooperando anche partecipando ad organizzazioni internazionali. Le agenzie di sicurezza degli Stati aderenti al Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) hanno testato l’efficienza della loro cooperazione con le manovre congiunte Issyk-Kul-Antiterror 2018, nell’agosto-settembre 2018.
La CSI incontrò la minaccia terroristica proprio all’inizio della sua esistenza. La guerra sovietico-afgana del 1979 – 1989 prima del crollo dell’Unione Sovietica, il conflitto del Nagorno-Karabakh, la guerra civile tagika e le guerre cecene sullo sfondo del terrorismo internazionale che avanzava mostrarono agli Stati del Comunità che dovevano coordinare le azioni per la propria sicurezza; di conseguenza il Centro Anti-Terrorismo della CSI (CIS-ATC) fu istituito nel 2000. Da allora, l’organizzazione con sede a Mosca e il cui leader è il Generale-Colonnello Andrej Novikov, assicurava la cooperazione tra le agenzie di sicurezza del Paesi della CSI nella lotta al terrorismo, compresa l’organizzazione di manovre congiunte. Nel settembre 2016, il Consiglio dei capi di Stato della CSI adottava il Programma di cooperazione degli Stati aderenti alla CSI sulla lotta a terrorismo ed altre manifestazioni estremiste nel 2017-2019. Il documento si basava sulle leggi stipulate dalle Costituzioni degli Stati aderenti della CSI e dagli accordi adottati negli ultimi decenni tenendo conto dell’attuale situazione antiterroristica. Inoltre, il Programma presuppone lo svolgimento di vari eventi per il mantenimento della sicurezza nella CSI attuando, tra le altre cose, le manovre delle agenzie di sicurezza.
Le Manovre Issyk-Kul-Antiterror 2018 hanno visto la partecipazione delle agenzie di sicurezza di Russia, Bielorussia, Armenia, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan. Le dimensioni dell’evento sono impressionanti per spazio e di tempo. Le manovre comprendevano diverse fasi svoltesi nel territorio di tutti gli Stati partecipanti e per oltre un mese. Questa serie di eventi iniziava con l’esercitazione organizzata dalla CIS ATC per gli Stati del Comunità a Bishkek, capitale del Kirghizistan, nell’agosto 2018. L’esercitazione coinvolse il Consiglio della CSI dei comandanti delle forze di confine, il Consiglio dei Ministri delle Finanze della CSI, Organi investigativi (finanziari) e l’ufficio della CSI per il coordinamento degli sforzi per combattere la criminalità organizzata. L’obiettivo principale dell’esercitazione era preparare i partecipanti alla prima fase delle manovre Issyk-Kul-Antiterror 2018 che si sarebbero svolte nel settembre 2018 nel territorio di tutti gli Stati aderenti summenzionati. Furono discussi i piani per l’attuazione delle manovre, nonché i mezzi di comunicazione, da cui le agenzie di sicurezza della CSI iniziarono le operazioni. All’inizio di settembre, effettuarono la ricerca dei “gruppi terroristici dormienti clandestini” ed impedito numerosi atti terroristici che i “terroristi” pianificavano di attuare secondo i piani. Gli obiettivi furono raggiunti con successo, concludendo la prima fase delle manovre.
Le seguenti fasi delle manovre ebbero maggior copertura dei media, svolgendosi dal 24 al 26 settembre 2018, in Kirghizistan, nell’Aeroporto Internazionale Issyk-Kul e nel poligono di montagna Edelweiss, le agenzie di sicurezza del Kirghizistan e della Russia erano i principali protagonisti di queste fasi. Il 25 settembre, l’aeroporto internazionale di Issyk-Kul ospitava uno degli eventi più interessanti: un’operazione di addestramento per salvare i passeggeri di un aereo tenuti in ostaggio dai terroristi. L’operazione fu effettuata dalle unità del Comitato per la Sicurezza Nazionale di Stato kirghiso, il Ministero degli Affari Interni e il Ministero delle Situazioni di Emergenza con la partecipazione delle Forze aerospaziali russe. Successivamente, sul poligono Edelweiss si svolsero esercitazioni da guerra effettive impiegando materiale da combattimento pesante. I soldati russi e kirghisi affinarono le abilità nel combattere numerose forze terroristiche e nel proteggere quartieri e strutture strategicamente importanti. Secondo la leggenda delle esercitazioni, gruppi armati illegali invasero il territorio del Kirghizistan per rovesciarne il regime, controllarne il territorio e accedere alla regione strategicamente cruciale in cui si incontrano i confini di Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. L’operazione di neutralizzazione del terrorismo coinvolse una grande unità composita di oltre 2000 soldati provenienti da Russia e Kirghizistan, equipaggiati con attrezzature da combattimento all’avanguardia e supportati dall’aviazione. Poco prima dell’esercitazione, oltre 600 soldati russi arrivarono in Kirghizistan da Tuva (Federazione Russa). Furono trasportati anche 50 mezzi da combattimento (piattaforme di artiglieria semoventi 2S23, veicoli corazzati Tiger, camion KamAZ e Ural, ecc.), della brigata motorizzata di montagna della 41.ma Armata del Distretto Militare Centrale della Federazione Russa. Non appena l’equipaggiamento fu scaricato in Kirghizistan, il convoglio di veicoli da combattimento si recava sul luogo dell’esercitazione. La Russia aveva anche inviato sistemi di missili balistici a corto raggio mobili Iskander-M e vari lanciarazzi Grad per condurre tiri reali sulle posizioni nemiche. Oltre a ciò, 6 bombardieri di prima linea Su-24M, bombardieri strategici Tu-95MS, bombardieri a lungo raggio Tu-22M3, aviogetti d’attacco Su-25, velivoli da ricognizione tattica Su-24MR, elicotteri d’attacco Mi-24 e 1 drone Orlan-10 russi partecipavano alle manovre. I piloti si addestravano a colpire i nascondigli dei terroristi e i loro movimenti. Dopo aver sconfitto il nemico impiegando bombardieri e artiglieria, le unità commando atterravano nell’area di combattimento per neutralizzare i “terroristi” in ritirata.
Il 26 settembre terminavano le manovre Issyk-Kul-Antiterror 2018. I comandanti dell’operazione riferirono lo sterminio completo del nemico ripristinando la sicurezza in Kirghizistan e altri Paesi presenti alle manovre. Fu notato che i militari russi si affidavano all’esperienza in Siria quando sceglievano il giusto approccio all’operazione. È noto che il livello della minaccia terroristica cresce nei Paesi della CSI e nel mondo. Perciò eserciti ed agenzie di sicurezza di tutti gli Stati devono mantenere la capacità operative e le competenze al massimo. Le manovre Issyk-Kul-Antiterror 2018 miravano a dimostrare che la CSI ha i mezzi per garantirne la sicurezza e che le utilizza efficientemente. Veniva dimostrato che la Russia rimane la superpotenza militare dominante nella CSI e che è pronta ad assumersi la responsabilità per la sicurezza nell’intera regione.

Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusivae per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio