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Intelligente come un orso

Chroniques du Grand Jeu 14 ottobre 2018

Due mesi fa, dopo il summit del Caspio ad Aktau, c’interrogammo sulla famosa Trans-Caspian Pipeline (TCP) che avrebbe dovuto trasportare l’oro blu turkmeno all’Azerbaijan, quindi a Turchia ed Europa: “Perché i russi hanno improvvisamente accettato? (…) Una fonte imperialista nota agli specialisti mette in discussione il cambio di Mosca. Tra le varie ragioni citate, la costruzione del gasdotto, soprattutto finanziariamente; ci vorrà del tempo e arriverà troppo tardi quando i gasdotti russi erano già stati avviati (Turkstream) o sulla via d’esserlo (Nord Stream II); Putin cerca d’ammorbidire l’UE sbloccando l’ultima resistenza al Nord Stream II; Gazprom può in ogni caso uccidere il TCP riprendendo l’acquisto di gas turkmeno”. La strategia del gigante russo non è in effetti estranea al lettore fedele: “Per contrastare i piani dell’impero e non perdere la quota sul mercato europeo, Gazprom acquistava grandi quantità di gas turkmeno. Ma siccome le rotte supportate da Washington (gasdotto Trans-Caspio e TAPI) si sono rivelate sempre più illusorie e l’oro blu di Ashgabat viaggio verso la Cina, Gazprom gradualmente riduceva l’acquisto che si avvicinavano allo 0 assoluto”.
Bingo! Qualche giorno fa apprendemmo che Gazprom dovrebbe riprendere rapidamente gli acquisti di gas turkmeno: “Si prevede che il russo Gazprom riprenda dall’inizio del 2019 le importazioni di gas dal Turkmenistan, arrestati nel 2016, dichiarava il suo direttore visitando la capitale turkmena. “Parliamo di ripresa degli acquisti di gas da parte di Gazprom dal Turkmenistan nel prossimo futuro, a partire dal 1° gennaio 2019”, dichiarava Miller, sottolineando che i dettagli del nuovo accordo saranno presto finalizzati. Nel 2015 Gazprom decise di limitare gli acquisti di gas dal Turkmenistan a 4 miliardi di metri cubi all’anno, mentre dal 2010 erano 10 miliardi di metri cubi all’anno. All’inizio si è quindi verificato un arresto totale delle importazioni, nel 2016, facendo pressione sull’economia turkmena, fortemente dipendente dagli idrocarburi. La Russia era il principale partner del Turkmenistan nel settore del gas prima che si voltasse verso la Cina e la sua National Petroleum Corporation all’inizio del decennio. Le importazioni di gas turkmeno verso la Cina attraverso il gasdotto del’Uzbekistan e Kazakistan, finanziato da Pechino, sono attualmente tra i 30 e i 40 miliardi di m3 all’anno. Il Turkmenistan, che ha la quarta maggiore riserva di gas al mondo, esportava volumi simili in Russia prima che crollasse a seguito di una misteriosa esplosione del gasdotto nel 2009 e la disputa sui prezzi del gas”.
Difficilmente i russi porranno il veto sulla costruzione del TCP riprendendo le importazioni di gas turkmeno, prosciugando la materia prima del gasdotto transcaspico. Intelligenti come un orso…

Traduzione di Alessandro Lattanzio