I quindici samurai, i magnifici quindici sicari; tutti i cavalli e gli uomini del Re

Ziad Fadil, Syrian Perspective 14/10/2018

Unto Dunto, sedeva su un muro.
Unto Dunto, fece una bella caduta.
e tutti i cavalli e tutti gli uomini del Re
non poterono rimetterlo insieme.

Jamal Khashoggi in giorni più felici

Nonostante gli avvertimenti dei suoi amici più cari, Jamal Khashoggi, colse l’occasione ed entrò nel consolato saudita ad Istanbul il 2 ottobre 2018 e non l’ha mai lasciato coi propri piedi. Si crede che fu assassinato da killer sauditi inviati in Turchia proprio per lui. Ucciderlo sul suolo diplomatico saudita avrebbe nascosto il crimine e portandosi passaporti diplomatici avrebbe facilitato il trasporto del cadavere smembrato su due jet privati. La Turchia assume una posizione sorprendentemente aggressiva su tale argomento. La Turchia è molto vicina al Qatar, Paese che il Regno dell’Arabia Saudita cerca di distruggere sulla base del risibile concetto secondo cui Doha sostiene il terrorismo. Poiché sia l’emiro del Qatar che il presidente turco Erdoghan sostengono i Fratelli Musulmani come alternativa islamista ai concetti occidentali di democrazia e dominio della maggioranza, non dovrebbe sorprendere sentire la tumultuosa invettiva di Ankara. Tuttavia, i turchi attenuavano alcune dichiarazioni per paura di ripercussioni economiche.

Jamal Khashoggi in Afghanistan, con Usama bin Ladin.

Non c’è dubbio che i turchi abbiano installato dispositivi di intercettazione nel consolato saudita. Avevano anche telecamere a circuito chiuso all’esterno dell’edificio che ospitava il consolato sia sulla porta d’ingresso che in una scuola materna di fronte alla porta posteriore. Se, come affermano i sauditi, che Khashoggi sia uscito dal retro, la sua partenza sarebbe stata ripresa dalla telecamera. Ma non è uscito dal retro. Inoltre, se fosse uscito dalla porta posteriore, perché non fece il giro per salire nell’auto della moglie in attesa davanti? Hatice Cengiz, la moglie turca, aspettò mezz’ora dopo il normale orario di chiusura. Se si prende sul serio la storia saudita, Khashoggi sarebbe ancora nel consolato come Julian Assange. I turchi promuovono la storia che Khashoggi abbia registrato la propria esecuzione sul suo tablet Apple. Credo, come tanti altri, che sia solo per camuffare i dispositivi spionistici turchi nel consolato. I turchi sono convinti che Khashoggi sia stato interrogato, torturato, ucciso e smembrato all’interno del consolato. Credono anche che una squadra della morta composta da diversi ufficiali della Guardia Reale, un gruppo di agenti di sicurezza e un cosiddetto “esperto forense” siano stati inviati per raggiungere il singolo obiettivo di uccidere Khashoggi. Non sono d’accordo. Credo che la squadra sia stata inviata per rapirlo e riportarlo in Arabia Saudita per affrontare la furia del principe buffone regnante, Muhamad bin Salmaan (o MBS). La mia teoria non si basa sulla nozione superficiale che i sauditi non assassinerebbero nessuno per motivi morali. Sarebbe ridicolo. Invece, credo che Khashoggi sia morto per un attacco cardiaco nel consolato dopo essere stato interrogato dai funzionari della sicurezza che usavano metodi estremi per estrargli le informazioni. I turchi ascoltarono le urla e, secondo quanto riferito, avrebbero consegnato i nastri a Stati Uniti e Gran Bretagna. Gli agenti turchi non potevano intervenire senza rivelare il fatto imbarazzante che avevano installato dispositivi di ascolto e telecamere all’interno del consolato, grave violazione del decoro diplomatico, della legge e della tradizione che gli Stati Uniti violano regolarmente e di cui i turchi si burlano metodicamente.

Dati i rapporti sempre più vicini tra regno dell’Arabia Saudita e Stato apartheid sionista, non si può fare a meno di chiedersi se i sionisti non abbiano pianificato tale operazione per i loro nuovi amici. Dopo tutto, hanno già fatto tali cose con Adolph Eichmann e Mordechai Vanunu. L’unico margine di errore sarebbe l’inclinazione saudita a rovinare tutto. Voglio dire, gente, Akira Kurosawa scrisse e produsse il film “I Sette Samurai”. In seguito fu ripreso da Hollywood come i “Magnifici Sette” con quell’iconico tema di apertura che fece il botto delle sigarette Marlboro. Il principe buffone MBS deve aver visto i film e avuto un’illuminazione: “Che ne dici di mandare 7 sauditi per il lavoro? No, 7 sauditi non potevano accendere un frigorifero. Ne avremo bisogno di almeno 15”. E così, la squadra fu rappattumata e spedita ad Istanbul. Oltre all’esperto forense il cui compito era coprire il rapimento, c’era anche il vicedirettore dell’Agenzia per la sicurezza generale del Regno, Ahmad Asiri. Una volta che al-Tubayji si rese conto che Khashoggi era morto d’infarto, iniziò il non invidiabile compito di tagliarlo come un pollo in modo che i suoi geniali compari potessero portarlo via in sacchetti di plastica per trasportarlo in un altro posto sicuro. Credo che Khashoggi sia ora sepolto nel “Quartiere vuoto” dell’Arabia Saudita, dove l’assenza di batteri assicurerà una mummificazione senza problemi come carne secca, un altro errore saudita, a proposito. Un’altra teoria è che ora sia sepolto nella casa del Console Generale saudita, a pochi isolati di distanza, ma ancora sotto protezione diplomatica.
Una volta che il lettore si rende conto che i sauditi volevano rapirlo senza accenderne il furore per l’assassinio, si ebbe la percezione che Khashoggi fosse un martire saudita. La visita al consolato per il banale scopo di ottenere dei documenti che provassero che era divorziato (non un grosso affare in Arabia Saudita dove alcuni uomini hanno più di 100 mogli e un numero incalcolabile di concubine), fu trattato di conseguenza da Khashoggi. Il video del suo ingresso dalla porta principale non ne mostrava apprensione. Entrò tranquillamente come un uomo che voleva semplicemente la prova del suo divorzio. C’è un furgone Mercedes che gira attorno al consolato. Credo che avrebbe spedito Khashoggi all’aeroporto, dove il suo corpo drogato sarebbe stato trasportato sui jet privati in attesa dei sicari e del loro prezioso carico. Ma, non credo che la squadra abbia deciso di riportare indietro il cadavere. Dovevano preoccuparsi della possibilità che lo sapessero le autorità turche. Quindi, l’unico modo per riportare la carcassa in modo sicuro sugli aviogetti era farlo a pezzetti da trasportare come tanti hamburger da un supermercato. Oppure, l’unico modo sicuro, portare i resti a casa del console. In ogni caso, la presenza del medico legale era l’unica parte illuminata dell’operazione.
Oggi c’è molta indignazione nel mondo. Trump minacciava l’Arabia Saudita di “cose veramente brutte”. La Gran Bretagna, che non ha mai avuto ritegno quando si tratta di assassinare gente, avvertiva di terribili conseguenze. La Germania ha chiesto all’Arabia Saudita di collaborare all’inchiesta anche se i sauditi hanno perpetrato il crimine; vedete, i tedeschi, dopo tutto, hanno il senso dell’umorismo. I senatori statunitensi urlavano minacciosamente di arrestare le vendite di armi all’Arabia Saudita mentre il sempre-morale Donald Trump sostiene che i sauditi spendono tanti soldi per le armi fabbricate dagli Stati Uniti per sterminare il popolo yemenita. Sostiene che i posti di lavoro statunitensi andranno persi se gli Stati Uniti non vendessero tali armi all’Arabia Saudita. E, continua, i sauditi andrebbero in Russia o Cina per comprare le stesse cose. Tanto è l’etica in questa Casa Bianca. MBS ha davvero fatto colpo. L’intero piano era progettato per fallire sin dall’inizio. Se la squadra della morte volesse uccidere Khashoggi o rapirlo, non fa differenza; l’operazione non fu eseguita da professionisti ed è stata sabotata dalla porta posteriore del consolato.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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