L’inversione dell’India distrugge la strategia anti-cinese di Trump

Moon of Alabama 7 ottobre 2018

Un cambiamento nella politica estera dell’India disintegrava la strategia dell’amministrazione Trump contro Russia e Cina. Le dichiarazioni dei media statunitensi sull’India ora cambieranno. Il governo indiano di Narendra Modi sarà sottoposto a un pesante fuoco di propaganda. Due settimane prima, MoA rifletteva sulla corruzione dell’affare sugli aerei da combattimento Rafale, che il premier indù-fascista indiano Modi aveva organizzato: “In breve: il precedente governo firmò un contratto con la francese Dassault per l’acquisto di 126 jet Rafale per 10,6 miliardi di dollari. Il 30% del prezzo stato ritornato da Dassault al produttore indiano aeronautico statale indiano HAL, che avrebbe assemblato la maggior parte degli aerei. Modi andò a Parigi e cambiò l’accordo senza dirlo al suo gabinetto e alle forze armate del Paese. L’India otteneva solo 36 Rafale paghandoli però 8,7 miliardi di dollari. Il 30% del denaro sarebbe finito a una società indiana privata del Gruppo Reliance, in bancarotta, per progetti non collegati e senza alcun trasferimento di know-how. Cosa la Quanta Reliance, di proprietà della famiglia un tempo ricca Ambani, avrebbe dato a Modi e al suo partito è ancora sconosciuto. Ci sono richieste a Modi di dimettersi, ma è improbabile che lo faccia. Quanto scritto si basa e accredito su ciò che la rivista Caravan aveva scritto. Oggi il New York Times riprendeva la storia sull’accordo “puzzolente”, e l’opposizione indiana finalmente sbaraglierebbe Modi. Il “documento” esce dopo due settimane senza aggiungere nulla di nuovo e senza accreditare nemmeno Caravan che aveva scoperto i dettagli della corruzione. La domanda quindi è: perché è stato pubblicato adesso?
Gli Stati Uniti speravano di attirare l’India tradizionalmente non allineata dalla loro parte ed usarla nelle loro guerre strategiche a Cina, Russia e Iran. La strategia del Quadrato dell’alleanza indo-pacifica tra Giappone, Australia e India guidati dagli Stati Uniti fu decisa un anno prima, presumibilmente per implementare l”ordine basato sulle regole” in cui gli Stati Uniti stabiliscono ciò che la Cina (e altri) sono autorizzati a seguire, e ciò che non lo è permesso, nel dominio indo-pacifico. I critici del governo Modi non amavano la sottomissione che l’India vi avrebbe giocato. Quindi il Congresso degli Stati Uniti, attraverso il Controverso American Adversaries Through Sanction Act (CAATSA), minacciava l’India di sanzioni se acquistava sistemi di difesa aerea russi S-400. Trump minacciava sanzioni l’India per l’acquisto di petrolio iraniano. Le critiche interne alla strategia di Modi aumentavano. Lo scandalo Rafale aumentava la pressione. Dopo le minacce finalmente cambiava rotta. La scorsa settimana il Presidente Putin visitava l’India e firmava una serie di grandi accordi. L’India comprerà 5 reggimenti (40 lanciatori) del sistema S-400 per 5 miliardi di dollari. Inoltre le parti concordavano sulla costruzione di altri 6 reattori nucleari da parte delle compagnie russe in India. (Due reattori russi sono già in funzione mentre altri due sono in costruzione). I reattori costano 20 miliardi di dollari ciascuno e saranno costruiti nel prossimo decennio. Rosneft firmava un accordo decennale per fornire all’India 10 milioni di tonnellate di petrolio all’anno. Ci sono anche vari altri nuovi accordi. Le osservazioni dei leader al vertice riferite al multilateralismo e le dichiarazione congiunta emessa erano un calcio in culo a Trump. L’ex-ambasciatore indiano MK Bhadrakumar osservava: “Sembra che abbiano sbarazzato l’idea dell’amministrazione Trump del “Quadrato” , che ovviamente era un tentativo a malapena camuffato di creare un sistema di alleanze dagli Stati Uniti nell’Asia-Pacifico per isolare la Cina nella regione. L’India si allontana da tale impresa”. In un saggio più ampio, Bhadrakumar spiega sulla prospettiva indiana: “Il quadro generale è incompleto a meno che non attiriamo queste tendenze nell’ordine mondiale per concettualizzare la nostra risposta. Dovremmo mettere nella giusta prospettiva la crescente intesa sino-russa invece di vederla con scetticismo. L’intesa sottolinea che la strategia statunitense di dividere Cina e Russia e combatterle separatamente, la Cina nel campo di battaglia del Pacifico e la Russia nel campo di battaglia europeo, non ha funzionato. Al contrario, ciò che è in corso è la cacciata degli Stati Uniti da Medio Oriente e Sud-Est asiatico. Washington mostra segni di nervosismo. Questo spiega il disperato tentativo statunitense di attirare l’India in un’alleanza militare per soddisfare i propri bisogni. Sbaglia seriamente una qualsiasi errata convinzione che si tratti dell'”ordine internazionale liberale” che, ovviamente, è solo un mito americano”.
Nonostante le minacce statunitensi, l’India continuerà a comprare petrolio iraniano: “L’India acquisterà 9 milioni di barili di petrolio iraniano a novembre, secondo quanto riferito da due fonti del settore, indicando che il terzo maggiore importatore di petrolio del mondo continuerà ad acquistare greggio dalla repubblica islamica nonostante le sanzioni statunitensi entrino in vigore il 4 novembre”. Parimenti, la Cina continuerà ad acquistare idrocarburi dall’Iran. Queste transazioni, naturalmente non avverranno in dollari statunitensi com’era consuetudine, ma in valute bilaterali o in accordi di scambio.
Il nuovo accordo India-Russia, le dichiarazioni al vertice Russia-India e il continuo acquisto di petrolio dall’Iran sono enormi sconfitte per la politica anti-Cina, anti-Russia e anti-Iran dell’amministrazione Trump. La sua strategia globale per salvare il “momento unilaterale” degli Stati Uniti è fallito per la riluttanza dell’India. E questa è la vera ragione per cui il New York Times ora attira l’attenzione sullo scandalo Rafale e esaltando l’opposizione a Modi. L’India sotto Modi è ora nella lista ufficiale dei nemici degli USA. Tireranno fuori le armi della propaganda. È tempo di cambiare regime.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Un commento su “L’inversione dell’India distrugge la strategia anti-cinese di Trump

  1. At long last the world leaders have realised that US only has interests for itself and world domination, AND, are now acting; talking is worthless with USA. The latter only honours treaties while they are beneficial to them.
    This is one big step for mankind.

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