La lavanderia per taqfiri della NATO

Ronald Thomas West, Fort Russ 5 ottobre 2018

Per favore, permettetemi di presentarmi
Sono un uomo ricco e di gusto
Sono in giro da anni
Ho rubato a molti l’anima che sprecavano…

Richards/Jagger

Beelzebù, tranne Satana, si trova più in alto di tutti
Milton

Non molto tempo fa
– Il capo dell’intelligence turca Hakan Fidan veniva indicato membro del gruppo terroristico collegato ad al-Qaeda e SIIL.
– L’intelligence turca fornì direttamente aiuti militari allo SIIL per anni.
– Il governo turco ha inviato forniture militari allo SIIL attraverso agenzie umanitarie.
– I combattenti dello SIIL, incluso il vice di al-Baghadi, furono curati gratuitamente in Turchia e “protetti” dalla polizia turca.
– Il capo dello SIIL in Turchia era “protetto 24 ore su 24” secondo l’ordine personale di Erdogan.
– Le indagini della polizia turca sullo SIIL vengono sistematicamente annullate.
– Il petrolio dello SIIL è venduto con la complicità delle autorità in Turchia e della regione curda nel nord dell’Iraq.
– La NATO afferma il ruolo della Turchia come alleata nella guerra allo SIIL.
Bene gente, se il palazzo presidenziale di Ankara può essere paragonato all’ufficio amministrativo dell’inferno, Recep Erdogan e il suo capo dell’intelligence Hakan Fidan, membro del ramo turco di al-Qaida dagli anni ’90 (secondo un ex-capo della polizia antiterrorismo turca) si adattano perfettamente a Satana e Belzebù rispettivamente; ma non solo Erdogan ha arricchito la famiglia riciclando il petrolio rubato da SIIL al-Qaida e il suo capo dell’intelligence Fidan organizzando l’invio di armi a SIIL ed al-Qaida riciclandone il petrolio acquistato. Sì, questo succedeva nella Turchia della NATO fino al 2015, tutto con la complicità della comunità dell’intelligence occidentale che finse che il vero problema fosse Assad. Cioè, è così che tutto filava fino alla fine del 2015, quando la Russia intervenne poco prima che il “regime” siriano cedesse ai taqfiri. Possiamo ringraziare la Russia ortodossa (e “Vlad”) se la Siria non è gestita da mercanti di schiavi ingraziati da NATO e “amici” (inclusi, ma non limitati, denaro saudita e armi israeliane).
Ma aspettate! Non è ancora “game over”, la dirigenza e i quadri dirigenti dello SIIL sembrano aver trovato la via (come per magia) per l’Afghanistan, dove hanno trovato una logistica pronta ad affermarli rapidamente e non penso che sia stato il loro arcinemico Iran a lasciali passare in relativa sicurezza e tanto meno supportarne la nuova missione. Com’è probabile, ciò è accaduto in seguito ad Erdogan che gioca su due tavoli (l’abitudine di pugnalare alle spalle), iniziando con la circostanza preliminare: “Secondo l’accordo (di Sochi/Idlib tra Russia, Iran, Turchia), tutti gli armamenti pesanti delle fazioni dell’opposizione (ad Assad) vanno ritirati dalla zona smilitarizzata entro il 10 ottobre e “i gruppi terroristici” dovrebbero essere eliminati entro il 15 ottobre”. È il 3 ottobre mentre lo scrivo, e ancora non succede. “Le fonti hanno detto che Mosca aveva già informato Teheran, Damasco e Ankara che nel caso in cui le suddette condizioni non fossero state pienamente attuate, la Russia avrebbe immediatamente lanciato un’operazione militare ed attacchi aerei su Idlib”. Secondo le fonti, Russia e Turchia non sono d’accordo sulla profondità della zona demilitarizzata, poiché Mosca cerca di inserirvi Idlib ed altre città (fuori dal controllo dell’opposizione), ma Ankara rifiutava l’accordo. “Il secondo disaccordo riguarda le due strade principali che collegano Aleppo a Lataqia e Hama, considerate la “principale arteria del Nord”. La Russia ha chiesto al regime siriano di controllare la M4 da Aleppo a Latakia e la M5 da Aleppo a Hama prima del 2019. Tuttavia, Ankara insiste che le strade siano monitorate da Russia e Turchia”. Precedendo, vediamo i turchi cercare di bloccare la riaffermazione della sovranità della Siria accedendo nella regione d’Idlib. “Il terzo disaccordo riguarda il destino degli estremisti, dato che i funzionari turchi vogliono trasferirli nelle aree controllate dai curdi, mentre i funzionari russi insistono nel “rinchiuderli”.” Questo è il grande disaccordo nel breve periodo, e lo vedremo meglio.
“Inoltre, le due parti non sono d’accordo sulla portata dell’accordo di Sochi. “Mosca vuole un accordo temporaneo simile a quelli implementati nelle aree di de-escalation di Dara, Damasco Ghuta e Homs, mentre Ankara preferisce sia permanente, simile a quello implementato nelle aree delle Euphrates Shield e Olive Branch”. In parole povere, Erdogan vuole mantenere la provincia d’Idlib come “protettorato turco jihadista moderato”. “Entrambi i Paesi sperano che il vertice russo-turco-francese-tedesco previsto per il prossimo mese possa contribuire a risolvere le dispute su Idlib”. Quest’ultimo aspetto è ininfluente per i turchi, Erdogan guadagna tempo per consolidare la provincia d’Idlib come distretto controllato da al-Qaida, e i russi hanno notato che: “Le organizzazioni terroristiche Jabhat al-Nusra e Hayat Tahrir al-Sham (affiliate ad al-Qaida) hanno deciso, su pressione dell’intelligence turca, di sciogliersi e ritirarsi dalla zona smilitarizzata nella provincia siriana nord-occidentale d’Idlib, secondo il quotidiano al-Watan che citava fonti consapevoli della situazione. Il quotidiano al-Watan riferiva, citando fonti vicine al Fronte rivoluzionario popolare di liberazione della Turchia, che l’intelligence turca aveva avuto diversi incontri con la dirigenza di questi due gruppi. Le fonti hanno detto che l’intelligence turca aveva messo sotto pressione i capi dei gruppi, mentre s’impegnava a che il governo non effettuasse l’operazione militare su Idlib. Hayat Tahrir al-Sham, a sua volta, si è impegnata a cambiare struttura ed alterare l’ideologia jihadista in modo che Ankara non lo qualifichi più organizzazione terroristica, aggiungeva il quotidiano. Da parte sua, al-Nusra ha promesso di ritirare truppe e armi pesanti dalla zona smilitarizzata, senza annunciarlo ufficialmente, secondo i media. Al-Nusra ha inoltre promesso di sciogliere il suo cosiddetto “governo di salvezza” che gestisce i territori controllati dal gruppo ad Idlib. Parte di tale governo si fonderà col governo ad interim creato dalla Coalizione nazionale per la rivoluzione e le forze di opposizione siriane”.
Quindi, l’intelligence di Edogan, il cui capo è noto per aver fatto parte di al-Qaida, cambiano rapidamente l’etichetta di al-Qaida e la reintegrano nelle strutture del governo “dei ribelli moderati” d’Idlib. Ciò pare assai lontano dalla determinazione sensata della Russia nel “fermare” i terroristi taqfiri, anche se Erdogan sostiene che collabora coi russi ad eliminare i radicali. Nel frattempo, mentre il Ministro degli Esteri russo Lavrov dichiarava che il compito d’isolare i radicali… “non è facile” e sperava che la Turchia abbia “successo”… sembrerebbe che ciò fosse più facile di quanto immaginato (troppo facile, infatti). Questa la conclusione degli analisti? Erdogan è in procinto di pugnalare alle spalle Putin e non è una scelta saggia, soprattutto considerando che è desiderio dell’amministrazione russofoba di Trump preservare e proteggere gli attori negativi, senza dubbio in modo che possano essere impiegati per le azioni sporche dell’impero domani: “Il Presidente, Comandante in Capo, agendo come protettore da fratello maggiore di al-Qaida e altri jihadisti va condannato…” Naturalmente non dovrebbe sorprendere che la cosiddetta “istituzione efficiente” lavorasse coi media statunitensi per negare questa informazione; andando così lontano che il dipartimento della Sicurezza Nazionale dovrebbe allontanare gli statunitensi dai media russi, dove questi fatti vengono riportati. Nessuna sorpresa, ci si potrebbe chiedere? Beh, non è una sorpresa accedere a questo frammento di storia: “Alla fine del 1962 questa nazione era andata così avanti lungo la linea dettata dall’Agenzia (CIA), della nuova dottrina delle Forze Speciali, del MAP (Piano di assistenza militare) e della nuova filosofia statunitense delineata nel rapporto della Commissione presidenziale, da dire apertamente di essere sulla giusta via nel portare a termine presso la massima istanza politica nazionale un’importante operazione clandestina, così grande che l’intero governo ne sarebbe stato coinvolto. Ovviamente, non poteva essere davvero clandestino nel senso che sarebbe stato segreto ai nostri nemici; al contrario, era un nuovo tipo di “clandestinità”, lo teneva segreto a tutti gli statunitensi”, L. Fletcher Prouty, ufficiale di collegamento del Pentagono con la CIA.
Per portare a termine tale operazione e vedere dove siamo oggi, era solo necessario che la CIA istituisse una stampa statunitense ammaestrata. L’ha fatto. La stampa russa come alternativa alla quella nordamericana non è certamente perfetta, ma i russi riferiranno del tradimento di Washington, mentre Washington Post e New York Times no.

*L’intelligence collegata a medium.com fu segnalata su ronaldthomaswest.com quasi un anno prima. Ringraziamo Nafeez Ahmed per le notizie indipendenti e la conferma.

Ex-sergente delle operazioni speciali ed intelligence, Ronald Thomas West è un investigatore in pensione (che vive in esilio) il cui obiettivo principale era l’anticorruzione. Ronald è stato pubblicato su International Law (The Mueller-Wilson Report, co-autore col Dr Mark D. Cole) ed è stato professore a contratto dell’American Constitutional Law presso la Johannes Gutenberg University, Magonza, Germania. Il background formativo di Ronald (alcuna laurea) è la psicologia sociale. La sua terapia è la satira.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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