La situazione in Siria è cambiata grazie alla cooperazione siriano-russa

Hamda Mustafa, Syria Times, 30 settembre 2018

Indubbiamente, la situazione sul terreno in Siria è profondamente cambiata grazie alla cooperazione russo-siriana sia sul campo di battaglia che in campo politico ed economico, dichiarava il Viceprimo ministro, Ministro degli Esteri e degli Espatriati siriano Mualam in un’intervista a RussiaToday, sottolineando che il popolo siriano apprezza molto l’iniziativa del Presidente Vladimir Putin di sostenere gli sforzi dell’Esercito arabo siriano nella lotta al terrorismo assicurando un’efficace copertura aerea.

Zona demilitarizzata in Idlb
Mualam dichiarava a RT che è iniziata l’attuazione dell’accordo sulla zona smilitarizzata di Idlib. “Penso che questa zona smilitarizzata salverebbe sia gli sforzi militari che le anime e, come governo siriano, preferiamo che la situazione ad Idlib sia risolta pacificamente e attraverso la riconciliazione che si è dimostrata efficace in diverse aree della Siria”, aggiungendo che questo accordo è un’indicazione positiva della possibilità di ripristinare l’autorità siriana su tutte le terre siriane. “Tuttavia, al fine di stabilire l’autorità, lo Stato siriano ha il legittimo diritto di usare altri mezzi, ma non vogliamo andare così lontano”, osservava.

Il destino dei terroristi ad Idlib
Prima di tutto, i terroristi stranieri che entravano ad Idlib sono passati in Turchia, e la Turchia sapeva bene da dove e come arrivavano, quindi è normale che tali terroristi ritornino nello stesso modo nei loro Paesi. In secondo luogo, i siriani che combattono assieme a questi terroristi, possono unirsi alla riconciliazione e beneficiare del decreto di amnistia consegnando le armi e tornando ai luoghi di residenza per vivere una vita normale dopo aver ottenuto lo status legale.

I siriani sono contro la secessione
Mualam sottolineava che il popolo siriano è contrario ai tentativi di secessione, lo Stato siriano deve affrontare in modo deciso tali tentativi. “Non penso che nelle aree in cui ci siano curdi, ci siano persone che parlino di secessione. Si parla di diritti, alcuni dei quali possono essere raggiunti col dialogo coi rappresentanti del governo siriano”, chiariva affermando che la presenza illegale degli Stati Uniti nell’area dell’Eufrate orientale complica la questione. “La situazione è complicata non dai curdi ma dalla presenza degli Stati Uniti, che dà ai curdi l’illusione di poter agire senza rispettare dell’autorità legittima di Damasco… Se cercano ancora di ottenere la secessione, accettando la posizione degli USA, allora posso dire che dovremo adottare la via che non vorremmo seguire, la via della soluzione militare”, aveva detto a RT. Inoltre osservava che i negoziati tra Damasco e le forze democratiche siriane (SDF) curde furono proficui all’inizio, ma furono sconvolti dalle interferenze degli Stati Uniti. “L’inizio fu positivo, tuttavia il processo venne interrotto dagli USA: quando iniziarono i colloqui, gli Stati Uniti aumentarono le consegne di armi ai curdi, inviandone camion e le trattative furono interrotte ed attaccarono i militari siriani nella regione, l’attacco non era giustificato da nulla e era inaccettabile”, affermava Mualam nell’intervista.

La base statunitense di al-Tanaf
Sul futuro della base USA di al-Tanaf, Mulam affermava che “gli amici russi ne parlano cogli statunitensi”. “Ci chiediamo perché gli statunitensi abbiano stabilito questa base e ci chiediamo quali siano i loro interessi per questo. I fatti dimostrano che gli Stati Uniti raccolgono i resti dell’organizzazione terroristica SIIL in questa base per raggrupparli, rafforzarli ed inviarli a combattere l’Esercito arabo siriano per prolungare la crisi in Siria nell’interesse d’Israele. Voglio dirgli che tali sforzi sono vani, che sono irreali ed aggressivi”, chiariva.

Sistema di difesa S-300
Mualam apprezzava molto la decisione del Presidente Valdimir Putin di fornire alla Siria il sistema S-300, fondamentalmente un sistema difensivo piuttosto che offensivo, coll’obiettivo di proteggere lo spazio aereo siriano, importante per stabilire sicurezza e stabilità, e non per la guerra. “È un sistema difensivo piuttosto che offensivo ed è destinato alla difesa dello spazio aereo siriano: se analizziamo l’importanza della protezione dello spazio aereo siriano, vedremo che riflette sicurezza e stabilità, ma non la guerra. Vorrei sottolineare che è un passo molto tempestivo e siamo molto grati alla Russia per i suoi sforzi”, dichiarava il ministro.

Ritorno dei rifugiati
Sul dossier dei profughi siriani, Mualam affermava che l’occidente ostacola il ritorno dei siriani in Patria spaventandoli e dicendogli che le loro vite saranno in pericolo. “Ci coordiniamo con la Russia sul ritorno dei rifugiati e ne abbiamo già ricevuto migliaia”, dichiarava Mualam, sottolineando che collegare questo dossier al processo politico ostacola il ritorno di molti siriani”.

La Siria vuole buoni rapporti coi vicini
Il principale diplomatico siriano affermava che la Siria vuole buone relazioni coi Paesi vicini. “Vogliamo buone relazioni cii nostri vicini, ma i vicini che ci hanno fatto del male dovrebbero riconsiderare le loro posizioni”, affermava, sottolineando che i rapporti della Siria col presidente libanese Michel Aoun e altre forze libanesi sono buoni, ma l’equazione delle relazioni con Beirut è cambiata. Aggiungeva che si collabora coll’Iraq nella lotta allo SIIL, ma la nostra politica si basa sulla non interferenza negli affari interni dei Paesi. Chiariva ance che non esiste alcun legame tra la presenza statunitense e la presenza iraniana in Siria e che la relazione della Siria coll’Iran non è negoziabile. “La presenza dei consiglieri iraniani in Siria è legittima e su richiesta del governo di Damasco, che è contrario allo schieramento statunitense, atto di aggressione contro la Siria che deve cessare”, osservava Mualam.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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